INCONTRO  DOMENICALE  CON  ANIL  KUMAR
                      del  26  gennaio  2003



" LA LIBERTA' INCOMINCIA DOVE TERMINA LA SAGGEZZA"



Cari Fratelli e sorelle!
Sono proprio felice di essere qui questa mattina!
Il tema di oggi è: ' La fine della Saggezza è Libertà'. Parleremo di questo e poi risponderò ad
alcune domande.

Oggi 26 Gennaio, è il giorno della Repubblica Indiana. Cosa significa per tutti noi? Cosa ci dice
dal punto di vista spirituale? Qual è il nesso e la sua importanza? Voglio parlarvi proprio di
questo.

L'uomo è multi-dimensionale. Autori vari e pensatori lo interpretano considerandolo sotto diversi
aspetti.  C'è chi dice che egli sia un animale sociale ma per quanto importante sia il ruolo che
egli ricopre, ci sono differenti punti di vista  e di interpretazioni al riguardo.
Le Scritture però  affermano che egli è un'unità di vita; dicono che l'uomo è un essere
estremamente importante, in quanto la vita umana è la più rara tra tutte le specie che fanno parte
di questa creazione, in questo stesso  universo e tra tutti gli esseri viventi. Perché?


IL DONO DELLA VITA

Anticamente si riconosceva che la vita è un dono. Non è qualcosa che abbiamo ottenuto o che ci
viene dato in seguito ad una richiesta, un invito o una raccomandazione. La vita umana è un dono di
Dio.
Cos'è un dono? Un dono è ciò che vi viene dato e che, per questo, va considerato, valutato e
rispettato ed infine custodito e ricordato come simbolo d'amore e di gratitudine. Dobbiamo essere
profondamente grati e riconoscenti a Dio per il dono della vita umana.
Ma, sfortunatamente, noi non siamo consapevoli di questo dono. Noi consideriamo il valore della
vita in termini di posizione, possesso, influenza, istruzione.. abbiamo dimenticato il suo reale
valore.

Il valore della vita, non può in nessun modo essere calcolato perché è incalcolabile, la vita è
inestimabile, incomprensibile. La vita è la cosa più preziosa e va oltre ogni tipo di
sperimentazione.
Il dono divino della vita ci rende capaci di godere della natura, ci dà la capacità di
sperimentare, ci aiuta a vedere, ad udire, ad osservare ad analizzare ed infine a realizzare. Ci
aiuta a godere della bellezza dell'arcobaleno, ad apprezzare la melodia della musica, a percepire
la fragranza dei fiori intorno a noi: questo è il vero valore della vita.

La vita non è una cosa, la vita non è una comodità. La vita non è trasferibile, un cuore può essere
trapiantato, i reni pure, ma non la vita . La vita non è una parte, ma una totalità: nessuno può
darvi il 25% o il 50% di vita e nessuno può portarvi via il 50 % della vita.

All'inizio ho detto che questo meraviglioso dono che riceviamo dalle mani di Dio è
multi-dimensionale. Infatti, così come un diamante ha molte facce, la vita ha molti aspetti: la
vita sociale, politica, economica, etica, religiosa; tutte queste  sono differenti dimensioni della
stessa singola vita umana.
Il diamante della vita umana, il più prezioso regalo di Dio, ha così tanti aspetti!


IL CUORE DELLA VITA UMANA

Abbiamo conosciuto i diversi aspetti della vita ma non il suo centro.
Io ho compreso i miei obblighi sociali, i miei impegni politici, sono gratificato dalla mia
crescita finanziaria ed economica e sono consapevole del mio stato sociale.
Ma tutto questo è un mondo periferico, ciò che noi pensiamo (e che siamo) si trova nel perimetro,
al di fuori, ma non è essenziale. Ciò che è reale, il vero cuore dell'essere, viene dimenticato.
Mentre saltelliamo alla periferia della nostra vita, come elettroni che saltano da un'orbita all'
altra, noi ci carichiamo, liberiamo energia ed infine ci perdiamo.
Potete disegnare un infinito numero di cerchi, ma ognuno di essi avrà solo un unico punto centrale.
Il centro della vita umana è questo, il vero essere. I cerchi esterni sono quello  fisico,
psicologico, intellettuale, politico, sociale, etico,.. ma tutti questi innumerevoli cerchi hanno
un solo punto centrale: il nocciolo della vostra vita, ciò che io chiamo 'l'essere'.


ASPETTI POLITICI DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE

Ci sono quattro aspetti dal punto di vista politico e sono: indipendenza, repubblica, sovranità e
democrazia, ed io vorrei aggiungerne un altro il laicismo.
In questo Giorno della Repubblica, voglio condividere con voi alcuni dei miei pensieri su come
conoscere il vero essere e come raggiungere il nocciolo della vita umana.

Normalmente si dice che è indipendente un paese che  non si trova  sotto il dominio straniero,
questo è ciò che si intende quando si celebra il Giorno dell'Indipendenza. Quindi questo giorno è
una festa piena di gioia perché celebra la liberazione dal giogo straniero. C'è qualche
giustificazione per questo.

Siamo oltremodo felici di possedere una costituzione. Ogni paese ha una costituzione. Il giorno in
cui si esprime fedeltà e totale fede in essa, che è responsabile dell'amministrazione governativa
del paese, questo è il Giorno della Repubblica. Questo, infatti,  è il giorno di dichiarazione
della costituzione la quale è responsabile dei metodi e degli  obiettivi del governo di questo
paese.
Questo è il secondo aspetto.

Il terzo è la democrazia. Noi siamo felici di appartenere ad un paese democratico dove esiste
libertà di espressione, libertà di pensiero di parola e di vita .
Libertà, democrazia e laicismo. Laicismo significa che uno può seguire qualsiasi tipo di fede senza
interferire con le altre.
Che significato hanno queste quattro parole dal punto di vista spirituale?


LA DEMOCRAZIA NELLO SPIRITO

Noi siamo una nazione indipendente, democratica e libera. Libera politicamente. Quando un uomo è
libero dovrebbe saltare dalla gioia. Ma noi saltiamo di gioia? No! Noi apparteniamo alla
democrazia, ma non siamo democratici nello spirito.
Democrazia è differente dall'essere democratico. Io non sono realmente libero.

La faccia è il riflesso della mente. Se ci guardiamo allo specchio, scopriamo che non siamo liberi:
ci sono rughe sul nostro viso, le sopracciglia che si incontrano spesso mostrano disgusto,
contrarietà, preoccupazione. Queste non sono le caratteristiche di un uomo libero. Faccio parte di
un paese democratico ma non sono un uomo libero. Certo, siamo una democrazia, possiamo esercitare
il diritto di voto, di immunità, mandare al potere qualsiasi uomo di nostra scelta, ma tutto questo
è in base alla maggioranza, non esiste democrazia a livello individuale.

Un semplice esempio: un uccello in gabbia e molto irrequieto. Può essere tenuto in una gabbia d'oro
e imboccato ogni giorno dalla regina e dal re, ma si trova sempre in gabbia. L'uccello si sentirà
felice solo quando sarà liberato, non importa il luogo dove si trova o chi è che gli dà del cibo.
Una  gabbia è sempre e solo una gabbia, una prigione è una prigione.
Quindi, amici miei, la vera democrazia non è meramente libertà politica, non è libertà dal dominio
straniero. Dobbiamo capire che cos'è la vera democrazia.

Sono veramente indipendente? No! Sono schiavo dei miei sensi, dei miei desideri, della mia mente!
Non sono affatto indipendente; non sono democratico nello spirito.
Essere libero politicamente è solo un aspetto della vita. Dovrei essere libero, indipendente e
democratico in spirito, ma in realtà, non sono libero dai miei desideri. Non penso in modo
indipendente, io imito, copio, emulo. Voglio essere la carta carbone di qualcun altro. Non mi
considero indipendente. Non mi sento come un'entità separata o una unità di vita, ciò  che in
realtà è un dono di Dio!

Se io mi sentissi indipendente non avrei da competere con nessuno. Se sono veramente indipendente
non provo alcuna gelosia né sono invidioso di altri.
Ma sono invidioso di tutti, e sono geloso di tutti, sono sempre agitato e irrequieto perché non
sono libero. Quindi non siamo affatto democratici individualmente e non lo siamo spiritualmente,
psicologicamente o intellettualmente. Siamo in catene, nella più completa schiavitù.
Ecco che, sebbene politicamente siamo liberi, psicologicamente siamo in schiavitù, mentalmente
siamo in catene, intellettualmente siamo governati e spiritualmente perduti!


LA VERA CELEBRAZIONE DEL GIORNO DELL'INDIPENDENZA

Quindi amici miei, la vera celebrazione del Giorno dell'Indipendenza avviene quando ci si libera
dalle catene delle limitazioni fisiche. Quali sono le schiavitù fisiche? Quali sono le prigioni
fisiche? E' solamente il percepire che: 'Io sono il corpo, io sono il corpo.' Questo è ciò che la
maggior parte di noi sente.
Noi non siamo affatto liberi dai legami fisici, siamo ancora schiavi.
Poiché sono fisicamente forte, voglio dominarti, voglio combatterti, voglio conquistarti e
vincerti, magari terrorizzarti e finirti in qualsiasi momento.
Questo non è altro che schiavitù fisica, il senso che ' Io sono il corpo'.
E' questa la schiavitù, e liberarci da queste catene è il fior fiore di tutte le celebrazioni di
indipendenza e democrazia.


LA MENTE NON E' LIBERA

Il secondo livello di celebrazione della democrazia e dell'indipendenza avviene a livello mentale o
psicologico. La mente non è libera. La mente non è in pace.
La mente non è equanime, essa non ha alcun senso di equanimità, infatti, l'altro nome di 'mente' è
'ego'. L'ego non ci permette di essere liberi quando siamo con gli altri, non ci permette di
sentirci ordinari, di sentirci uno tra i tanti. L'ego esige sempre, è lo spirito del dominio e
della superiorità. Quindi io sono incatenato dalla mia stessa mente.

Non c'è nessun nemico al di fuori di me, il più potente dei nemici si trova dentro me ed è la mia
stessa mente. Questo è il peggiore tra tutti i nemici .
Io posso essere in grado di liberare dalle manette gli altri, ma non sono capace di liberare me
stesso dalle catene psicologiche della mia propria mente.
La mia mente non mi permette di andare nella direzione che ho scelto.
Quindi la celebrazione del Giorno dell'Indipendenza nello spirito, significa liberazione della
mente.

Cosa vuol dire liberazione della mente? Vuol dire essere 'senza mente'.
La mente è un ostacolo. Prima bisogna conoscerla, quindi, il passo successivo è raggiungere lo
stato di 'non mente'. Questa è la vera celebrazione della democrazia e dell'indipendenza.

Ma come riusciamo ad ottenere lo stato di 'non mente' ? Come si può fare?
E' possibile? Si può, si può.
Proviamo a cantare tutti insieme un bhajan in modo forte e chiaro.
Mi dispiace e mi fanno pena coloro che sussurrano e mormorano i bhajan, deve esserci qualcosa che
non va con le loro corde vocali se  cantano in tono così basso! Se siete furiosi, se siete
terribilmente arrabbiati, voi urlate, non è così?
Se volete sparare a qualcuno, sicuramente il tono è al massimo dell'intensità; ed il vocabolario
fluisce automaticamente. Ma quando si tratta di cantare i bhajan, siamo così sommessi!


UNITEVI AL CORO QUANDO SI CANTANO I BHAJAN

Amici miei, per dimenticare il proprio sé, per raggiungere lo stato di 'non mente', il più semplice
e facile sentiero è quello di unirci al coro dei bhajan, cantando forte e chiaro. Questo è tutto.
Non preoccupatevi di quello che dicono i vicini. La Kulwant Hall è così grande che i vicini possono
alzarsi ed andare da qualche altra parte.
Noi siamo a casa nostra  e nessuno ci può chiedere di andarcene.
Nessuno può obiettare quando cantiamo in coro. Se sono un conduttore di bhajan, si suppone che sia
un buon cantante, ma se non lo sono posso unirmi al coro. Perché non lo facciamo?
Se siete un bhajan leader, (conduttore), dovete prestare attenzione al ritmo (talam).
Dovete guardare sempre Swami per vedere se Lui vuole che continuiate oppure no.
Magari guardate anche il prossimo solista per vedere se lui canta una canzone migliore della
vostra, oppure confrontarvi con quello che ha già cantato per vedere se siete altrettanto bravo!
Dovete stare attento al tono (sruthi), ed ai tamburelli (tabla) se il suono  è corretto.. Ma che
cos'è infine che si gode il solista? Proprio niente! (Risate).
Coloro che invece si aggiungono al coro sono i beneficiari e si arricchiscono.
Non è il cuoco che gode del pranzo delizioso, ma i commensali che siedono alla tavola con tutto il
loro senso del giudizio ed apprezzamento.
Noi siamo i beneficiari, non il cuoco.

Perciò, amici miei, per raggiungere lo stato di 'non mente', il sentiero più semplice è quello che
passa attraverso i bhajan. Il Namasmarana (Ripetizione del Nome di Dio - ndt). Non è necessario che
si tratti di bhajan collettivi, quelli che vanno dalle 6 alle 7 di ogni giovedì e domenica. No! No!
Volete avere la pace solo giovedì e domenica ed essere alterati e disturbati tutti gli altri
giorni? (risate)
Noi desideriamo essere felici ogni giorno per tutti e sette i giorni della settimana e non solo la
domenica. Perciò possiamo cantare ovunque.
Ci sono molte persone all'estero che hanno le cassette di Sai e le cassette dei bhajan nella loro
auto.  Mentre vanno al lavoro ascoltano i bhajan. Questa è una sessione bhajan.  Non avete bisogno
di molte persone. Quando ascoltate le cassette, potete godere ancora di più che in mezzo alla
gente, perché questo vi aiuta a sondare i recessi del vostro intimo.
Potete ritrarvi da chiunque  e vivere in voi stessi .

Quando una persona è in uno stato di 'non mente' e canta forte e chiaro, osservate il suo viso,
osservate le sue parole, osservate i suoi movimenti; essi sono pieni di solennità, pieni di
dignità. Essi riflettono pace e beatitudine. Perché?
Perché questo è il centro della nostra vita. I bhajan sono l'arte di comunicare con Dio, sono l'
arte di conversare con Dio, sono la connessione diretta tra il devoto e Dio. Se io taglio questa
connessione cosa mi serve la chiesa, il tempio, il libro?
Quindi amici miei, dovremmo liberarci della mente, che è il secondo livello, la seconda fase della
celebrazione della democrazia o dell'indipendenza.


INDIPENDENZA A LIVELLO INTELLETTUALE

Il terzo livello della celebrazione di democrazia ed indipendenza è quello intellettuale. Non
intendo 'intellettuale' dal punto di vista dell'erudizione. No!
Solitamente diciamo che è intellettuale qualcuno che possiede sapienza, ma , credetemi, un uomo che
conosce non è un intellettuale.
Un uomo sapiente è una macchina, un computer, è meccanico. Un uomo istruito è egoista, è qualcuno
che si pavoneggia con le piume di un altro! E' come una persona che cammina nelle scarpe di qualcun
altro. Provate a farlo!
Naturalmente molti lo fanno, ecco perché io  perdo sempre le mie! ( Risate)
L'unica garanzia che abbiamo, per sapere se qualcuno è stato al tempio, è il fatto che abbia perso
le sue ciabatte. Altrimenti la gente a casa non crederebbe mai che sia  stato al tempio! In fondo è
meglio perderle, in questo modo, nessuno potrà dubitare di voi! (Risate)
Qualche volta scherzo con i miei amici e dico loro: "Sono tue quelle ciabatte o di qualcun altro?"
uno mi ha risposto: " Per ora sì, ma sto aspettando il Shivarathri, con tutto l'afflusso di gente
che ci sarà, di sicuro me ne procurerò di nuove!"

Così, cari amici, fraintendere ed identificare l'intelletto con l'erudizione è un grave errore che
commettiamo. La sapienza è informazione ricevuta da qualcun altro, la scoperta fatta da una terza
persona, l'invenzione di un altro uomo. La sapienza non è altro che un insieme di dati e
statistiche basati sull'osservazione fatta da una persona che non ho mai conosciuto. Quindi io
continuo a citare e citare qualcun altro, finché alla fine resto sommerso da una pesante coperta
che mi soffoca e mi lascia senza respiro.


SAPIENZA E SAGGEZZA

Questa è la ragione per cui un uomo sapiente non sorride mai. Quest'uomo non può sorridere perché
non è creativo, egli crede nella ripetizione del passato, nel citare altre persone; dov'è la
creatività?
Perciò usciamo dal passato. La Bibbia, il Corano, la Gita hanno  detto molte bellissime cose, ma
questa è tutta sapienza, mentre vivere in conformità a queste Scritture, vivere la Gita, vivere la
Bibbia, questa è saggezza.
Per favore cercate di capire: conoscere la Gita è sapienza, vivere la Gita è saggezza. Conoscere la
Sacra Bibbia è sapienza, viverla è saggezza. Conoscere le Guru Grantha (Scritture dei Sikhs) o il
Corano  è sapienza, conoscenza, mentre vivere queste Scritture è saggezza.  Il nostro intelletto
dovrebbe quindi farci crescere in saggezza non in conoscenza.

La saggezza è creativa, la conoscenza è informativa. La saggezza è vita mentre la conoscenza è
morta perché si riferisce al passato. Solamente la Divinità è veramente creativa. La saggezza è
spontanea, la saggezza è istantanea, non si tratta di merce precostruita  com'è invece la
conoscenza.
La conoscenza è disponibile. Potete andare (ad informarvi)  in qualsiasi libreria, oggi abbiamo i
CD ed i computer, carichiamo e scarichiamo (file). In qualche modo noi carichiamo il nostro
stomaco, il nostro cervello, noi stessi e questo caricare e scaricare va avanti continuamente. Ma
la saggezza non è questo, la saggezza è creativa , istantanea.

Immaginate che io perda la mia penna da qualche parte, quindi mi metto a cercarla. Sebbene io
possieda altre due penne, voglio quella che ho perduto. Quella che ho perso è molto più importante
delle altre e questo è vero per tutti.
Supponete che io abbia 1000 rupie e ne perdo 100,  a questo punto vado a cercare quelle che ho
perso, non importa se, nel frattempo, qualcuno mi sfila le altre 900! Questa è un'altra
faccenda!(Risate!) Io vado a cercare quello che ho perduto sebbene sia proprio qui, davanti a me.

Ma, quando mi siedo tranquillo e  solo, senza pensieri, senza parlare, senza nessun contatto con
altri, ad un tratto, improvvisamente mi sovviene dove ho perduto le cose.  Questa si chiama
'intuizione', questa è 'creatività'. Questa è saggezza, che non viene presa in prestito da altri né
da un computer, no!
Non voglio dire con questo che condanno i computer! No, no, assolutamente. Essi sono necessari. Una
persona che non ha un computer oggi è antiquata. Se anche non lo sa usare dovrebbe per lo meno far
finta di saperlo fare! (Risate) Siamo così bravi a fingere tante volte!

Così, amici miei, la creatività è una scintilla di fuoco. La saggezza non è altro che un intelletto
'infiammato'. La saggezza non è altro che la scintilla del fuoco dell'intuizione ed è subitanea.


LA TRASFORMAZIONE E' GRADUALE O ISTANTANEA?

Ieri, mentre stavo parlando con alcuni amici, qualcuno chiese: "La trasformazione è graduale o
improvvisa?" un mio vecchio amico rispose: "La trasformazione è istantanea non è mai graduale." La
sua risposta è perfetta. La trasformazione infatti avviene istantaneamente. Vi faccio qualche
esempio prendendo spunti dalla mia vita. Se io mi impegno a fare meditazione per 10 minuti ogni
giorno, è un proposito meraviglioso, una magnifica decisione, veramente ideale; ma non la  metto
mai in pratica! (Risate) Ogni Anno Nuovo tutti noi facciamo dei buoni propositi, eccellenti
propositi, che però rimangono lì, sospesi fino all'anno nuovo successivo. Quindi la trasformazione
o la pratica e tutte queste cose che hanno un certo valore, sono improvvise, mai graduali.

L'esercizio fisico è graduale, l'ottenere un diploma avviene in modo graduale, avere una relazione,
un'amicizia è una cosa graduale; ma la visione spirituale, l'esperienza spirituale, la
consapevolezza, lo 'stato di veglia', tutto questo avviene all'improvviso, istantaneamente. Capita
da sé ed in un preciso istante.
Questo è ciò che viene chiamato saggezza.

Quindi, cerchiamo di uscire dalle limitazioni dell'intelletto, che si è abbassato al livello della
conoscenza.  Rendiamo quindi l'intelletto più intuitivo in modo da crescere in saggezza e celebrare
il vero giorno dell'Indipendenza e della Democrazia.

Ecco che il giorno dell' Indipendenza  e della Democrazia è la celebrazione della libertà dalle
sensazioni del corpo, l'indipendenza fisica. E' la libertà  dall'identificazione  con la mente e
con l'ego e la libertà dall'intelletto che si è abbassato al livello di mera conoscenza.
In questo modo io sarò libero di crescere oltre le limitazioni del corpo, di raggiungere lo stato
di non-mente e di essere del tutto intuitivo, creativo e di  crescere in saggezza.  Questa è la
vera celebrazione dell'Indipendenza in Spirito.


IL GIORNO DELLA REPUBBLICA DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE

Il secondo aspetto è quello 'repubblicano'. Il giorno della Repubblica è il giorno dell'
affiliazione, il giorno della nostra fedeltà alla costituzione. Si è governati dalla costituzione.
Quale costituzione? Cos'è il giorno della Repubblica dal punto di vista spirituale? Oggi è il
Giorno della Repubblica dell'India, ma cosa significa spiritualmente parlando?


NESSUNO E' IL NOSTRO OBIETTIVO

Il Giorno della Repubblica, conferma, afferma ed assicura la tua sovranità. Tu non sei governato da
nessuno, non sei diretto da nessuno, non sei dominato da nessuno. Nessuno è il tuo obiettivo; tu
sei l'obiettivo in se stesso. Questa è sovranità .

Qual è dunque il mio obiettivo? Non è quello di fare dei sacrifici, di raggiungere delle posizioni
ufficiali, non c'è nessun obiettivo. Io sono l'obiettivo di me stesso.
Può sembrare folle, ridicolo, pazzesco, ma amici , non fraintendetemi: io sono il mio obiettivo.
Cosa significa questo? Oggi noi non abbiamo davanti noi stessi come obiettivo.
Tu  sei il mio obiettivo, perché sei più ricco e voglio essere come te! Tu sei il mio obiettivo
perché sei più bello, usi un certo tipo di olio per capelli  e non diventerai mai calvo!   Usi
anche certi tipi di profumo che si sentono fino al Gokulam, (risate) ed io voglio avere gli stessi
profumi perché tu sei il mio obiettivo.
Posso anche avere come obiettivo quella persona che ha avuto tantissime interview con Swami.  Non
mi interessa sapere quanto quest'uomo si sia trasformato e cambiato, non  mi interessa sapere la
ragione per cui ha avuto tutte queste interview. Di fatto è un malato di cancro, quindi, Swami lo
chiama ogni giorno, dovunque, per curarlo. Io non ne conosco la ragione, ma voglio lo stesso tante
interview. Bene! Allora dovrai prenderti anche il cancro! (Risate).

Questo succede, amici miei, perchè noi guardiamo le cose solo dal punto di vista esteriore.
Per esempio, pensiamo che un tizio sia molto vicino a Swami. Ogni giorno Swami gli parla. Ma cosa
gli dice?: 'Essere inutile! Non stai facendo il tuo dovere! (Risate) Ti butterò fuori da questo
posto! Perché sei venuto qui? Ti sto tenendo d'occhio da un paio di anni." Se voi sapeste questo,
vorreste avere le stesse cose?
Se il dottore vi dice che siete in perfetta salute, voi cosa fate, andate da lui a dirgli: "Ma
dottore, io voglio essere operato!" Cosa si può dire della condizione di quest'uomo?
Tutto questo è dovuto al fatto che noi prendiamo qualcun altro come nostro obiettivo. No! Non
permettete a nessuno di essere il vostro obiettivo.

Io sono l'obiettivo di me stesso. Ma per definire questo mio obiettivo, devo innanzitutto sapere
chi sono.
Io non so chi sono, però conosco tutti gli altri: ' Tizio è così, Caio è colà..' sono così occupato
a  conoscere tutti che non ho tempo per  me stesso.
Ecco perché sono gli altri il mio obiettivo, perché io li conosco tutti. Così, tutti gli altri sono
il mio obiettivo ma io non appartengo a nessuno. Posso essere chiunque, ed invece non sono neanche
l'ultimo.
Il segreto del successo sta nel mettere se stessi come obiettivo, però per far questo bisogna
essere consapevoli di chi siamo. "Chi sono?" Quando avrete conosciuto questo 'Io', la realtà,
(saprete che) quello è il vostro obiettivo.
Amici, tutti dicono 'io'  nessuno usa il  'tu' (per indicare se stesso).

Una volta un personaggio fece un discorso al nostro istituto. Permettetemi di non dire il suo nome.
Egli parlava in questo modo: "Questo corpo, nato dai suoi genitori, vi sta parlando." (Risate).  Io
pensavo: 'Forse pensa che siamo matti, o forse è matto lui!' Alla fine lui mi chiese: "Com'è stato
il mio discorso?"
Io risposi: " Questo corpo dice che il discorso di quel corpo è stato pazzesco!" (risate)  ogni
qualvolta che voi dite 'il mio corpo', 'il mio corpo' , la sensazione del corpo è lì. Mi capite?
(Invece): " Com'è stato il mio discorso" Qui c'è la sensazione dell''Io'.
L''Io' funziona a due livelli. Uno  è questo : 'il mio telefono', la mia maglietta', 'il mio
archivio' dove l'Io' si identifica con gli oggetti. Questo è il primo livello della 'sensazione di
Io'. Questo è il primo livello di contatto di questo 'Io' con gli oggetti materiali:' la mia auto',
'la mia casa'.

Poi c'è il secondo livello in cui c'è l'Io' e il 'Tu'. 'Io sono qui; tu sei lì'; 'Io sono così e tu
sei cosà', questo è il livello personale:  'Io e Te'.
Questi sono i due campi dove l' 'Io' si esprime: a livello di cose, oggetti, ed a livello
personale.
Ma quando questi due campi vengono a mancare, quando non c'è più una dichiarazione del tipo: 'la
mia macchina', e non c'è la sensazione di 'Io e Te', non c'è assolutamente più nessun campo (di
espressione dell'Io).

Immaginate che io sia da solo a leggere, a meditare o a pregare. Non c'è nessun altro, l''Io' non
ha altri contatti né a livello personale, né con gli oggetti; quindi quando questi due aspetti di
'manifestazione dell'Io' sono tolti completamente, resta solo l'Io.

Anche questo 'Io' nel corso del tempo si ritrae. Cosa rimane allora? Rimane lo stato dell''essere,
rimane l'essere mentre l''Io' se n'è andato.
Questo è ciò che viene chiamato meditazione.
La meditazione non è altro che il ritrarre qualsiasi relazione dell'Io' con persone o cose ed
infine ritrarre l''Io' stesso di modo che rimanga soltanto l'essere, l'esistenza. Cosa volete dire
infatti con l'espressione ''I am' (Io sono), 'am' (sono) significa esisto, significa
consapevolezza.

Di fatto, rimane solo questa consapevolezza, questa esistenza, mentre l''Io' se n'è andato. Questo
è chiamato il giorno della celebrazione, della gioia, il giorno della Repubblica. Io posso
celebrare questo giorno solo se sono consapevole della mia sovranità, se sono l'obiettivo di me
stesso, se seguo la mia propria costituzione.
Nessuno deve seguire la costituzione di un altro. Se non faccio in questo modo, il giorno della mia
sepoltura si avvicinerà sempre di più.
E' necessario inoltre che io segua la mia costituzione mentale: se sono debole in matematica non
posso unirmi a quel particolare gruppo e  prendere in giro questa materia. Se non sento la musica
non è il caso che io faccia l'accademia musicale.

La mente ha una sua costituzione, l'involucro fisico ha una sua costituzione. Questa costituzione
adottata dal corpo si adatta alle convenienze della costituzione mentale, ed aderire a queste
significa arrivare ad avere una vita piena di gioia e di pace. Questa è la vera celebrazione del
Giorno della Repubblica.
Giorno della Repubblica significa infatti, che io seguo la mia propria costituzione, il mio
personale obiettivo, di fatto, il mio unico obietto è l'Io'.
Il mio obiettivo più elevato è, inoltre, quello di ritrarre anche questo 'Io' ed ottenere lo stato
dell''Essere' dove ciò che resta è consapevolezza, esistenza.
Anche quando togliete la lampadina, anche quando togliete la spina, l'elettricità rimane; allo
stesso modo, sebbene questa percezione dell''Io' se ne sia andata, l'esistenza, questa pulsante,
vibrante, eccitante esistenza ,continua lo stesso.
Questo è il vero giorno della Repubblica, altrimenti non festeggiamo altro che una festa politica,
l'osservanza di un obbligo politico che avviene come un dovere da parte degli ufficiali addetti.

La Sacra Bibbia parla dei Dieci Comandamenti e del Sermone della Montagna; la Bhagavad -Gita parla
di dhyana, meditazione e di sthita prajna, equilibrio mentale dell'uomo. Questa è la costituzione
ed il giorno della Repubblica è il giorno dell'impegno verso la costituzione.
Quindi cos'è la costituzione? Le Scritture sono la costituzione. L'esprimere fedeltà alle
Scritture, avere fede nelle Scritture, siano esse la Bibbia, il Corano o la Guru Granth, questo è
il momento in cui si celebra il Giorno della Repubblica.


LAICISMO

Ora arriviamo al laicismo. Un paese è laico. La gente spesso confonde il laicismo con l'ateismo. La
mancanza di religione non vuol dire laicismo sociale. Laicismo significa tolleranza, variabilità,
amicizia, laicismo significa scoprire l'unità nella diversità. Laicismo è vedere lo stesso oro in
tutti i gioielli, in questo modo possiamo considerare gli orecchini come il Cristianesimo, i
braccialetti come l'Induismo, e l'anellino da naso come il Buddismo. Quando tutti gli 'ismi' se ne
sono andati rimane soltanto l'oro. Questo è il laicismo. Il laicismo è l'essere, l'esperienza dell'
unità sottostante alla diversità, che può essere adottata e seguita nel contesto spirituale.

Quindi, ciò che viene chiamato indipendenza, democrazia, repubblica, sovranità e laicismo, tutto
questo, converge in una cosa soltanto: il fatto che l'uomo è politicamente libero. L'uomo aspira ad
essere socialmente libero, desidera uno stato finanziario ed intellettuale equanime; ma l'uomo non
ha ancora imparato che lui è 'Quello' ossia il Divino. Tu sei  Divino, tu sei Dio! Questo è il
grandioso giorno dell'Indipendenza, della Repubblica e questa è la vostra sovranità.

Odio la parola 'VIP'. In questo mondo chi può dirsi veramente un VIP? VIP non significa ' Persona
Veramente Importante'  ma ' Persona Veramente Insignificante'. Chi è importante dopo tutto? Nessuno
è importante, solo Dio è importante.
Se tu hai quattro figli, chi è importante? Il mio primogenito è 'V-V-Vip', il secondo è 'V-Vip' ,
il terzo è solo 'VIP' e il più giovane è solo 'IP' voi, a questo punto, siete il 'P' siete d'
accordo? (Risate) Non si può parlare così, chi direbbe qualcosa del genere? Essendo il padre
fisico, non potete affermare che un figlio vi è più vicino piuttosto che un altro. No!

Dal punto di vista mondano dei sensi, vi aspettate che Bhagavan Baba vi chiami 'VIP'? No, No! La
vostra vanità può chiamare voi stessi 'VIP', la carità di altri può chiamarvi 'VIP', ma nessuno è
un 'VIP' ( Persona Veramente Importante), c'è n'è solo uno e quello è Vero voi stesso, l'essere, il
nocciolo della vostra esistenza con il quale abbiamo iniziato il discorso questa mattina. Voi , la
vostra essenza, il vostro vero essere, è il 'VIP', non esiste nessun altro 'VIP'.

Amici miei, ancora una volta vi faccio i miei auguri per questo Giorno della Repubblica Indiana.
Possa Bhagavan aiutarci a scoprire il suo significato spirituale e le sue ramificazioni religiose;
e ci permetta di  capire in profondità questa esperienza, totalmente, in modo da renderci veramente
liberi!

Cos'è la libertà? Sia che siate d'accordo con me o no, la cosa non mi interessa. Se mi offrite una
sedia o no, non mi interessa. Se accade qualcosa di negativo, non sono contrariato.  Se Bhagavan
non mi parla, non sono agitato. Questa è la vera libertà, la vera sovranità. Non sono egoista. Non
provo nessun orgoglio se mi va bene qualcosa, non sono eccitato. Non sono tronfio della mia gloria
o delle mie parole. Se sono equilibrato, equanime, se ho uno stato mentale imparziale, solo allora,
sarò libero.  Solo allora potrò reclamare la mia sovranità, solo allora potrò considerarmi
veramente spirituale.
Possa Bhagavan benedirvi tutti!


DOMANDE

Ci sono alcune domande, quindi finirò questo discorso nel più breve tempo possibile.

L'ASPIRANTE HA PAURA DELLA REALIZZAZIONE?

- Le uova vivono nella paura dell'annichilimento. Anche l'aspirante dovrebbe temere la
realizzazione?
Il paragone non è corretto. La uova non hanno alcuna consapevolezza. La coscienza delle uova non
arriva al livello di comprensione dell'annichilimento o della distruzione totale.
'Paura della realizzazione?' Paura e realizzazione sono termini assolutamente contraddittori.
Potete temere il buio quando c'è luce? La notte ed il giorno non possono coesistere. Potete aver
paura dell'acqua nel fuoco? E' Impossibile!
Allo stesso modo, paura e realizzazione non possono stare insieme. Quando c'è la realizzazione non
esiste la paura e dove non c'è paura c'è realizzazione.
La paura è un ostacolo.

La Bhagavad Gita dice: "La paura è una debolezza, abbandonatela!"
Questa è la mia risposta.


PUO' RITORNARE INDIETRO CHI HA GIA' RAGGIUNTO L'ILLUMINAZIONE?

La seconda domanda è: - Quando un aspirante spirituale si illumina, può scivolare nuovamente nella
maya (illusione)?
In altre parole, una volta che ti sei realizzato, è possibile che tu possa ritornare all'illusorio
stato precedente?
Amici miei, non sarò mai stanco abbastanza di ripetervi che tutte le mie risposte provengono dalla
letteratura Sai e non dalla mia immaginazione.  Piuttosto che manipolarvi , mi scuserei apertamente
(di non sapere), io aspetto sempre la risposta Divina nel giorno appropriato.
Sul punto in questione Baba dice: "C'è una cosa che una volta andata non ritorna più; e c'è un'
altra cosa che una volta giunta non se ne andrà mai più. Ed infine ce n'è una terza che non viene e
non se ne va."

La cosa che viene e non se ne va più è la realizzazione. Quella che se ne va e non ritorna più è l'
ignoranza, l'illusione. La cosa che non arriva e non se ne va è la consapevolezza. Questa è l'Atma.
Quindi , cari amici, secondo quanto dice Swami, la realizzazione una volta giunta non si perde mai
più.


IL NON-DUALISMO  QUALIFICATO E' UN PASSO NECESSARIO?

- Cos'è il non-dualismo qualificato? E' necessario per progredire verso il non-dualismo?
Non c'è una regola ardua e rapida, dipende dall'intensità.
Un semplice esempio: Se uno limita se stesso alla soddisfazione dei suoi desideri, si ferma a
questo stadio duale. Se invece desidera avere esperienze Divine, raggiunge uno stadio di
non-dualismo qualificato. Ma chi rimane continuamente in uno stato di beatitudine sperimentando
continuamente Dio in se stesso, egli è nel non-dualismo. Tutto dipende dall'intensità.
Alcuni imparano impiegando lunghi periodi di tempo, sono molto lenti; altri imparano velocemente.
Nella spiritualità non esistono gradini. No! Negli uffici ci sono i gradini: l'assistente, il
docente, il professore associato, il professore, il preside ed il direttore .

La spiritualità è assoluta mancanza di progressione (gradini). C'è un solo gradino importante ed è
anche l'ultimo. Quindi amici miei, la spiritualità è solo una questione di realizzazione.
La mia risposta, pertanto, è questa: il dualismo non-qualificato o, per essere più corretti, il
non-dualismo qualificato, non è un gradino ma una fase. E' un breve intervallo tra il dualismo ed
il non-dualismo.

Consideriamo per un attimo l'intervallo che passa tra il chiudere e l'aprire le palpebre. Si tratta
di un istante tra un momento e un altro. E' forse un gradino? No, si tratta di una fase, una breve
transizione, solo questo.
Cari amici, se considerate il non-dualismo qualificato come un gradino, la cosa richiederà tempo.
Ma la realtà è oltre il tempo. Ogni gradino è vincolato dal tempo, ma la realtà è senza tempo.
Quindi non consideratelo un gradino.


DOVE CI CHIEDE SWAMI DI CONCENTRARCI?

- Dove ci chiede Swami di concentrarci? Tra le sopracciglia, nel petto o in quale altra area?
Dal momento che per noi è davvero difficile riuscire a concentrarci, è già abbastanza se lo
facciamo in qualsiasi posto! (Risate)
Ma per essere veramente onesto con voi, nella 'Dhyana Vahini'  Bhagavan desidera che noi
pratichiamo la 'Jyothi Dhyana' (meditazione della luce) concentrandoci sulla luce. Immaginate la
luce nel vostro cuore, nelle differenti parti del vostro corpo, tra le sopracciglia. Poi immaginate
la luce pervadere i vostri vicini, finché all'ultimo provate l'esperienza di essere voi stessi la
luce.


CHE BISOGNO C'E' DI CORREGGERCI?

Un'altra domanda è questa:
- Se tutto l'universo è in processo di evoluzione, un giorno saremo tutti evoluti sia che abbiamo
fatto lo sforzo oppure no. Quindi, qual è la necessità di correggerci e di sforzarci a seguire il
processo evolutivo?
Veramente una buona domanda! Un semplice esempio: nella vita quotidiana, a meno che io non mi
impegni nello studio non sarò promosso alla classe successiva.
Quindi, a meno che voi non vi concentriate, a meno che non meditiate, a meno che non fate degli
sforzi, come potete pensare di crescere e di evolvere?
Vi do un esempio di Baba:  qui c'è del Chappattis (piadine) con patate al curry serviti in un
piatto. Perché dovrei mangiali, non capiteranno prima o poi nel mio stomaco? No! (Risate) Il
Chappattis sicuramente marcirà e voi insieme al cibo!
Le mani e la bocca devono compiere il loro lavoro, quindi, prenderanno il cibo e lo porteranno alla
bocca che lo masticherà. Questo sforzo è il vostro lavoro.
Non siete un pezzo di legno che galleggia alla deriva. L'evoluzione non avviene di per se stessa.

Bene, queste sono le domande di questa settimana. Ancora una volta auguri a tutti e Felice Giorno
della Repubblica! Molte Grazie!