INCONTRO DOMENICALE CON ANIL KUMAR
del 05 gennaio 2003
“SOGNO O VISIONE?”
Cari fratelli e sorelle! Buon anno 2003!
Permettetemi innanzitutto di augurarvi un felice anno 2003! Che Bhagavan vi
benedica con l’abbondanza, la prosperità, la pace e la salute, e con un ardente desiderio di
Dio. Che Bhagavan vi garantisca molte, molte opportunità di servizio e molte, molte visite [a
Prasanthi Nilayam] in quest’anno 2003.
Che Bhagavan sia con voi per sempre. Questa è la mia preghiera, dal profondo del
cuore.
Sarete certamente tentati di sapere che cosa ha detto Bhagavan questa mattina,
non più di un’ora
fa! (Applausi) Vedrete quante cose sono uscite - a velocità supersonica - come
un satellite
spaziale! (Risate)
IL PROGETTO DI APPROVIGIONAMENTO IDRICO DI CHENNAI
Questa mattina alle 8:45 Bhagavan è stato molto felice di annunciare - quindici
minuti prima dei
Bhajan - che il progetto dell’acqua potabile di Chennai (Madras) è un enorme
successo. (Applausi) È stato estremamente felice di comunicare a tutti queste
felici notizie durante la Divina
conversazione con gli studenti e gli insegnanti riuniti in veranda.
Ha anche parlato di alcune cose, che sono al di là della vostra immaginazione.
Una cosa che ha detto, è stata che a Madras, per tutti questi anni, non erano
riusciti ad avere
acqua. Tutti i progetti avviati precedentemente finivano nel nulla per mancanza
di fondi ed il
sogno non poteva realizzarsi. Infatti, i canali già esistenti erano pieni di
perdite. L’acqua non
era potabile, e neppure idonea all’irrigazione. Ma Bhagavan ha disegnato questo
progetto di
approvigionamento idrico così da durare, integro, per i prossimi 500 anni!
(Applausi)
Il prossimo punto che Lui ha menzionato è stato che questo progetto sarà il
progetto più economico
mai realizzato. È stata messa in atto una nuova tecnica, mai usata prima. La
nuova tecnica
consiste nello stendere vari strati di polimeri che rendono i tubi a prova di
perdite e destinati a
durare per sempre. Questi strati, importati dal Giappone, verranno stesi per 170
chilometri. Solo
il materiale, questi polimeri, costa un miliardo di rupie! (Applausi)
Per trasportare il materiale vengono usate delle macchine speciali, i cui nomi
sono sconosciuti
alla maggior parte di noi e persino agli ingegneri e a coloro che partecipano
alla costruzione
dell’acquedotto. Infatti queste macchine, che possono trasportare il materiale
senza problemi di
tempo, sono state importate dall’estero.
In questo Paese le macchine usate per mescolare il cemento, che ognuno di noi ha
visto qualche
volta, hanno uno standard piuttosto mediocre. Ma quelle usate per il progetto di
approvigionamento
dell’acqua potabile possono contenere sessanta sacchi di cemento per volta,
oltre alla sabbia e
alla ghiaia. Questo va davvero al di la della vostra immaginazione.
I lavori procedono celermente. Migliaia di operai, sotto la supervisione di
molti ingegneri, stanno
lavorando giorno dopo giorno al progetto, mentre i governi, statale e centrale,
ne osservano
soddisfatti il progresso.
CITAZIONI DA UN NOTO GIORNALE TAMIL
In un giornale Tamil molto popolare, che ci è stato letto il giorno di
Capodanno, veniva menzionato
un punto specifico. In lettere maiuscole compariva il titolo seguente: ‘Nessuna
agenzia privata si è mai cimentata in simili progetti. Solo Sri Sathya Sai Baba
lo ha fatto’. (Applausi)
L’articolo faceva rifermento anche ad un altro punto, a cui nessuno di noi aveva
pensato, e cioè:
’Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, che risiede a Prasanthi Nilayam, provvede al
rifornimento idrico
della città di Madras, che si trova a grande distanza da dove Egli risiede,
senza condizioni e
senza contratti , e senza traccia di alcun interesse personale.
Questa è una cosa veramente unica, grandiosa!’ (Applausi)
E ancora: ‘Sebbene i lavori stiano procedendo a costi altissimi, miliardi e
miliardi di rupie, nessuno ne sa niente, perché al fatto non viene fatta alcuna
pubblicità. Il lavoro di Sri Sathya Sai Baba è una rivelazione silenziosa. È
anche una silenziosa rivoluzione spirituale.’ (Applausi)
Siamo così felici di sentire queste cose! Moltissime persone si stanno facendo
avanti, pronte ad
offrire il loro aiuto.
Io ho detto: “Bhagavan, ai tempi di Rama, nel Tretha Yuga, molti parteciparono
alla Sua missione,
molti si associarono alla missione di Ramachandra.’ Immediatamente Baba si è
girato verso di me e ha risposto. (Come sapete, Lui vuole sempre l’ultima
parola. Sta molto attento a questo.) Ecco che cosa ha detto: “Durante
l’incarnazione di Rama, tutti parteciparono alla Sua missione, persino gli
scoiattoli. Perché non dovrebbero parteciparvi gli uomini, oggi?”
Capiamo anche perché molti ministri anziani, molti anziani ingegneri, sono
andati dal primo
ministro del Tamil Nadu, per metterla al corrente di che cosa stava succedendo.
È rimasta molto
sorpresa e desidera venire a Prasanthi Nilayam per offrire i propri omaggi a
Bhagavan Sri Sathya
Sai Baba.
È così bello sentire ed immaginare queste cose, perché nella Sacra Bibbia Gesù
Cristo afferma
chiaramente: ‘Vedrete cose succedere, mai viste prima, cose grandiose, nel
futuro.’ E qui abbiamo
il Cristo Cosmico in persona, Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, che fa le cose in
modo grandioso.
(Applausi)
Ho altre cose da condividere con voi. Questi stralci di informazione sono
piacevoli, sorprendenti,
bellissimi, e voglio condividerli con voi, perché l’ unica storia interessante è
la Sua storia. È
gloria, è gioia, è un diamante di luce per ciascuno di noi.
I SOGNI SONO I DESIDERI INESPRESSI CHE TROVANO ESPRESSIONE
Ecco l’argomento di cui voglio parlarvi stamattina. Molta gente dice: ‘Ho fatto
un sogno stanotte.
Baba è apparso nel mio sogno. Baba ha detto questo. Baba ha detto che vuole che
io faccia questo.”
Negli anni ci siamo abituati a sentire questo genere di cose. Alcuni hanno
abusato di queste esperienze di sogno. Ecco perché la gente non sa se i sogni
sono veri o se invece non sono
elucubrazioni manipolate.
’Se tu sogni Baba, perché non dovrei sognarlo anch’io?’ Così mi fabbrico un
sogno. Nel mio sogno, competerò con te. Se tu hai sognato che Lui ti dava la
Vibhuti, io sognerò che a me ha dato una collana... perché no? Il mio sogno sarà
migliore del tuo! (Risate)
Questo genere di cose accade spesso, perciò ho pensato di affrontare questo
argomento.
Quindi, il primo argomento del 2003 è: ‘Sogno o visione?’. Sono sicuro che
usciremo tutti
illuminati da una discussione approfondita su questo argomento.
Il primo punto è che non dobbiamo dire: “Ho fatto un sogno”. No! Decidiamo di
dire, d’ora in poi:
”Ho avuto una visione di Sai” - non un sogno su Sai, ma una visione di Sai. Qual
è la differenza
fra sogno e visione? Eccovi alcuni punti su cui desidero attrarre la vostra
attenzione.
I sogni sono l’espressione di desideri inespressi. Per esempio, vorrei viaggiare
con Swami nella
Sua macchina, così faccio un bel sogno di me seduto accanto a Lui sulla Sua
Mercedes Benz mentre ci facciamo una bella gita insieme. (Risate) Bene, che cosa
c’è di vero?
È un desiderio inespresso che ha trovato espressione sotto forma di sogno.
UN DESIDERIO REPRESSO VIENE ESPRESSO
Il primo punto, il più importante, è questo: un desiderio inespresso, non
realizzato, resta in voi
in stato inconscio. Trova poi una conveniente espressione nei vostri sogni e vi
dà una soddisfazione psicologica.
Ecco perché molta gente dice che le proprie esperienze di sogno sono felici.
Quel che dovete capire
è che i sogni non sono importanti, perché sono solo desideri soppressi cui diamo
la possibilità di
esprimersi.
ESPERIENZE INCOMPLETE
Il secondo punto è: le esperienze incomplete si completano nei sogni.
Che cosa sono le esperienze incomplete? Io ho avuto molte esperienze incomplete,
che però fino ad
oggi non si sono espresse nei miei sogni. Nell’anno 1972, durante una cerimonia
a Whitefield, tutti
erano pronti per il pranzo. All’improvviso venne fatto un annuncio che
comunicava che tutti,
eccetto gli studenti ed i loro genitori, dovevano andarsene.
Io fui il primo nella lista a dovermene andare! (Risate) Quella fu un’esperienza
incompleta.
Quell’esperienza potrebbe trovare espressione in un sogno, nel quale io sono
seduto a tavola a
mangiare con Bhagavan.
Quindi, le esperienze incomplete, ed i desideri repressi e soppressi, sono tutti
nei sogni. Questa
è l’unica espressione di una piccola mente. I sogni sono psicologici. Se sogno
troppo, questo
indica una mente malata, ed ho bisogno di essere trattato da uno psichiatra.
Troppi sogni indicano
uno stato psicotico. Non è realtà.
LA VITA E’ UN SOGNO, REALIZZATELO!
D’altra parte, Bhagavan dice: “La vita è un sogno, realizzatelo!” Lui vuole che
realizziamo che la
vita stessa è un sogno. Che cosa è un sogno? Un sogno è temporaneo, fisico,
momentaneo, è qualcosa che passa. Un sogno non è continuo.
La notte scorsa ho sognato il ‘primo tempo’ del mio sogno. Stanotte sognerò il
‘secondo tempo!’
Nessuno può dire una cosa del genere, neppure il miglior sognatore del secolo!
(Risate) Quindi, un
sogno non è mai continuo. I sogni sono scollegati fra loro.
Ci dimentichiamo anche alcuni dettagli del nostro sogno, perché è tutta
immaginazione, una
creazione della nostra mente. Non c’è partecipazione del corpo o
dell’intelletto.
Lo spirito o anima è solo un testimone, tutto qui. ‘Ho osservato la barca’, dice
lo spirito, o
anima, o coscienza o Atma che dir si voglia. Oh, mente, divertiti!
Non ti sei goduta la vita abbastanza durante lo stato di veglia. Sei sempre
frustrata nello
stato di veglia, perciò goditela nello stato di sogno. Almeno nello stato di
sogno, danza nell’ estasi!
Penso che sia tutto chiaro. La coscienza, o Atma, è il testimone. Sia nella
veglia che in sogno,
l’Atma osserva. Osserva la mente quando piange nello stato di veglia e quando
danza nel sogno. Lo
spirito, o anima, o coscienza, è solo un testimone.
Quindi amici miei, i sogni sono soltanto giochi della mente dei quali lo spirito
è testimone.
Alcuni hanno sogni ripetuti, continui, ed anche sogni a occhi aperti.
(Risate) Forse perché sono già stanchi dei sogni normali. Ma questa è una
malattia, che richiede una cura.
UNA VISIONE E’ AL DI LA’ DELLA MENTE
Amici miei, vi supplico di capirmi. Essendo un insegnante da quattro decenni,
posso essere
colpevole di ripetermi. Ma un insegnante ripete le cose che possono essere
importanti per l’esame.
E per l’esame della vita, questo punto merita una ripetizione. Da questo momento
in poi, diciamo,
ho avuto una visione di Sai, non un sogno su Sai. Capite?
Allora, che cos’è una visione? Abbiamo già parlato dei sogni, perciò non parlerò
delle visioni. Una
visione è al di là della mente, mentre un sogno è dentro l’intelaiatura della
mente. Ma una visione
è al di là della mente.
Oh, c’è qualcosa al di là della mente? Sì! Che cosa intendi, dicendo che esiste
uno stato di non-mente? Uno stato in cui la mente è totalmente sparita,
ritirata? No! Né sparita, né ritirata. La mente è quieta. Calma, quieta, senza
pensieri, come un fiume che è calmo e tranquillo, non furioso, non turbulento,
non disturbato, non agitato. ‘Al di là della mente’ significa ‘calma, assenza di
pensieri, silenzio’: è in questo stato che avete una visione di Sai, e non un
sogno su Sai.
Un esempio più pratico: alcune persone che vedono Swami tutti i giorni vogliono
avere molte diverse esperienze con Lui, ma questo non succede. Allora, il loro
desiderio può venir realizzato in un sogno. Qualcosa a cui si è pensato durante
il giorno viene esteso alla stato di sogno. È come un
numero nel registro delle spese che viene riportato alla pagina seguente.
Ma una visione non è così. Una volta in cui non avete né idee, né pensieri o
aspettative, Baba
appare. Una volta in cui non ci pensate, non partecipate, non leggete i Suoi
scritti, non cantate i
Suoi Bhajan, una volta in cui siete immersi nei vostri affari, nelle vostre
ricerche, nei problemi
familiari - senza aver sentito niente di Lui e senza aver pensato a Lui (‘Non
c’è nessuna ragione e
nessuna stagione [specifica] per l’Amore’), ecco che Bhagavan appare!
Può trattarsi di un sogno? Certamente no! Quando non ci sono pensieri, né
desideri, né ambizioni, quando non ci sono piani e Swami appare, non si tratta
di un sogno, ma di una visione. Cerchiamo di capire questa distinzione evidente
fra sogno e visione.
Per riassumere: un sogno è nell’intelaiatura della mente. Un sogno è
immaginazione, allucinazione,
creazione e gioco della mente. Una visione è al di là della mente. Lo stato
senza pensieri, sereno,
calmo e quieto, in cui la mente è soggiogata nell’equanimità, in cui è
equilibrata, è lo stato in
cui potete avere una vera visione.
UN SOGNO VI PORTA VIA DA CASA
Un sogno vi porta via da casa vostra. Eccovi un semplice esempio. Ho sognato il
paradiso. C’è un
anziano signore, il cui nome non menzionerò, perché sono certo che si sentirebbe
offeso. Ogni volta
che parla, parla solo dei suoi sogni. (Risate) Racconta che Baba lo ha portato
in paradiso,
ripetutamente.
Una volta pregai in cuor mio: ‘Swami, sei stato così misericordioso a mostrargli
il paradiso, perché non lo lasci lì, così staremo meglio qui sulla terra?’
(Risate) Le cose sono diventate ridicole, credetemi. Non dovrebbe essere così.
Un sogno, quindi, vi porta via da casa. Con ‘casa’ non intendo la vostra casa
concreta, fatta di
cemento e pietre. Intendo la fonte, la realtà, l’identità, la vostra natura vera
e reale, il vostro
Sé. Nel sogno voi siete lontani dal Sé. Perché? Perché è tutto un gioco della
mente - è la mente
che vi porta via dal vostro Sé. Vi siete allontanati dal Sé e dalla vostra vera
natura per colpa
della mente.
Quindi, quando si dice che il sogno è una creazione della mente, si vuol
significare che voi siete
lontani, lontanissimi dalla vostra vera casa, dal vostro vero Sé, dalla vostra
vera consapevolezza,
la fonte, l’Atma, la Coscienza. In una visione non siete lontani da casa, siete
vicinissimi alla
vostra casa. SIETE la Casa. Con ‘Casa’ intendo il Sé, la consapevolezza, la
coscienza, la vostra
vera natura. Ecco perché in una visione siete la casa. Siete vicinissimi alla
fonte.
In un sogno, siete lontani dalla fonte, dal vostro vero Sé. State solo cercando
una gratificazione
per i vostri desideri non esauditi, le necessità che non avete potuto soddisfare
nello stato di
veglia. Questa è la seconda differenza che volevo condividere con voi.
I SOGNI SONO IN BIANCO E NERO
E adesso, il terzo punto. I sogni sono ‘in bianco e nero’. Capisco. Come al
cinema? Perché no? I
sogni sono in bianco e nero, mentre le visioni sono in Technicolor - molti
colori. (Risate) Che
differenza c’è? Bene, intendo dire che i sogni sono qualcosa di antico. Non fate
sogni solo oggi,
l’umanità sogna da sempre. Noi tutti troviamo la felicità nei sogni.
”Oh, che bel sogno che hai avuto! Ti prego, resta qui con noi!” (Risate)
Comunque, non è realtà.
I sogni sono una cosa antica. Non c’è niente di nuovo in essi. Non c’è alcuna
creatività, nessuna
risorsa. Sembrano brillanti dall’esterno, ma sono come dei fiori di plastica,
senza odore, senza
profumo. Un frutto di plastica non è succoso, né in Inghilterra, né in America.
Sono artificiali.
Un sogno è qualcosa di artificiale, di antico, niente di nuovo. Ecco perché lo
descrivo ‘in bianco
e nero’, mentre una visione è a colori.
Che tipo di visione? La visione che vi porta nel futuro, che vi identifica come
Entità Cosmica, che
vi porta alla Divinità, che vi mette davanti ad uno specchio a guardare il
vostro riflesso di Dio.
Una visione che è l’esperienza dell’Unità, nobile, creativa e fresca.
Ecco perché la descrivo multicolore: la visione è in Technicolor.
UNA VISIONE NON VI RENDERA’ MAI STANCHI
Io sogno, sogno e sogno, ma niente si è avverato finora. Che cosa devo fare? Ho
sognato di avere
una ’Jaguar’ e non ho neppure una bicicletta. (risate) Ho sognato di andare
sulla luna e non sono
arrivato nemmeno al villaggio qui vicino. Sognare, sognare sempre, stanca,
rende esausti, deboli.
La vita diventa senza gusto, insipida, per il continuo sognare. Sono esausto,
non ne posso più di
tutti questi sogni.
Ma una visione non stanca mai. Una visione è beatitudine, pienezza e
completezza. Una visione è
vigile e consapevole. Una visione vi renderà sempre più forti, più entusiasti e
dinamici. Non vi
renderà mai stanchi o deboli, come un sogno.
IL TERZO OCCHIO
Ecco un’altra differenza fra visione e sogno. ’Sì, signore, posso avere molti
sogni nella vita. Uno a giorni alterni. Un giorno sì ed uno no’.
Oh, bene. Ma perché a giorni alterni? Sognate tutti i giorni, se è possibile. I
sogni possono venire a questo modo, ma le visioni sono qualcosa che è dovuta al
terzo occhio, secondo le scritture orientali. Ho due occhi fisici, e mi
procurano già abbastanza guai. (Risate) Ma c’è anche il terzo occhio al quale
fanno riferimento le scritture orientali.
Che cos’è questo terzo occhio?
Non è un altro occhio fisico che cresce fra gli altri due, che mi renderebbe
brutto, così che tutti
mi eviterebbero. (Risate) Non è così. I due occhi fisici mi permettono di
vedere il mondo esterno,
i cinque elementi. Il terzo occhio, invece, è l’occhio della saggezza, ‘jnana
chakshu’, che è il
simbolico terzo occhio. Un oculista non può esaminarlo, non lo troverà, non
conosce le parti del
terzo occhio; i due occhi esterni lo confondono già abbastanza (Risate).
Questo terzo occhio, questo occhio della saggezza, è un occhio ’interiore’.
L’occhio della saggezza
si apre per discriminare, sperimentare ed essere in beatitudine.
Quindi amici miei: una visione viene dall’ apertura del terzo occhio,
dell’occhio interiore, mentre
un sogno è un’ intelaiatura della mente.
I GRANDI UOMINI EBBERO DELLE VISIONI
Vorrei farvi notare un altro punto. Una visione rende la gente pienamente
energetica. Il padre
della nostra nazione, il Mahatma Gandhi, ebbe una visione, e anche Lincoln e
Washington ebbero una meravigliosa visione degli Stati Uniti d’America. Quella
visione dette loro energia e li spinse
all’ azione, per raggiungere la loro meta. Martin Luther King ebbe una visione.
Uomini eminenti
ebbero visioni, che li spinsero ad andare avanti nonostante gli ostacoli, le
resistenze, i problemi
e le preoccupazioni. Questo è perché una visione è Divina, è spiritualità; è
l’apertura dell’occhio interiore.
Non potrete mai mettere i vostri sogni in azione. Se un sognatore iniziasse a
voler eseguire tutto
ciò che ha sognato la notte precedente, si troverebbe nell’acqua bollente.
Supponete che abbia
sognato di avere una fidanzata e al risveglio voglia che questo diventi realtà.
Potrà ritrovarsi
facilmente dietro le sbarre. (Risate) Un sogno non può essere messo in atto. Un
sogno non può
essere realtà.
Una visione, invece, è realtà. Una visione viene dallo stato subconscio, e manda
sì dei segnali,
ma contemporaneamente dà delle ‘direttive’ allo stato conscio, mentre un sogno
manda allo stato
conscio solo segnali che rendono le cose più complicate. I segnali provenienti
dalla visione, che
dallo stato inconscio vanno a quello conscio, sono creativi, indicano la
direzione da prendere,
sono esigenti, impartiscono comandi, ed hanno uno scopo. I segnali della visione
sono veritieri e
pieni di significato perché sono essenzialmente spirituali e divini.
CATARSI
Ecco ora alcuni punti importanti riguardanti i sogni. Supponete che io sia
arrabbiato con voi. Vi
posso picchiare? No, non posso (Risate). Cioè, non posso esprimere i miei
sentimenti e le mie
emozioni in pubblico, né le buone né le cattive. Me ne sto quieto e immagino di
avervi picchiato.
Sì.
In un sogno tutti questi sentimenti nascosti vengono fuori. Questa si chiama
‘catarsi’, ed è
un’esplosione emozionale: dato che non posso picchiarvi nella realtà, vi picchio
in sogno. Finito.
(Risate) Avrò la soddisfazione di avervi malmenato... ah, bene! In sogno vi
faccio blu (Risate).
Questa ‘catarsi’ è un atto mentale.
SADISMO
C’è un’ altra possibilità. Supponete che io voglia torturarvi. Sono felice se
voi siete infelici,
ma non sembro riuscire a rendervi tali. In sogno vi frusto e dico delle cose che
riescono a
rendervi infelici. Questo mi rende estremamamente felice. (Risate)
Questo si chiama ‘sadismo’. La ’catarsi’ è una caratteristica del sogno, e così
pure il sadismo.
MASOCHISMO
La terza caratteristica è il masochismo, o auto-tortura. Se qualcuno vi chiede:
‘Come stai?’ e voi
rispondete . ‘Sono due anni che non sto bene, (risate) tutti hanno rinunciato a
sperare, ma Swami
ha detto che mi curerà, lo ha detto Swami, per favore pregate per me’.
Oppure: ‘Per favore lasciatemi solo - non posso aiutarvi, ho sufficienti
problemi io stesso, come
posso risolvere i vostri?’
Questo tipo d mentalità rivela pietà per se stessi. ‘Che ci posso fare? Voi mi
rovinate l’umore!’
(Risate) Questa autotortura ha delle aspettative dagli altri.
Se diciamo: “Oh, ci dispiace per te, ragazzo!”, allora lui si sente felice. Si
sente soddisfatto se
gli altri si angustiano per lui. Questa autotortura si chiama ’masochismo’. La
mente nei sogni si
trova in questi tre stati: catarsi, sadismo e masochismo, tutti atti a
manifestare le emozioni.
UNA VISIONE DI SAI E’ PSICHEDELICA
Una visione è cosa ben diversa. Quando ho una visione di Sai, non è una catarsi,
certamente non
sadismo, sicuramente non masochismo. Una visione è psichedelica. Che cosa
significa? Supponiamo che tutte le luci siano puntate su di me. È tutto molto
luminoso, brillante, tutto luce. Per psichedelico intendo extra-radioso,
brillante, splendente. Lo splendore, la brillantezza, il
fulgore psichedelico sono caratteristici di una visione. Una visione di Sai è
psichedelica, piena
di radianza, brillantezza, vibrazioni, assolutamente diversa da un sogno.
Quindi, amici, dobbiamo
avere una visione di Sai, e non un sogno su Sai. D’accordo? Grazie!
DOMANDE
Ora rispondo alle domande che sono state poste. Si sono accumulate, dato che non
ci siamo potuti
vedere per due settimane.
1) Perché quattordici anni?
Un signore, devoto di Sai, mi ha chiesto: “Ha qualche significato, che Rama sia
stato mandato in
esilio per quattordici anni? Perché non tredici? (Risate)
Ad essere onesto, non ricordo che Swami abbia mai parlato di qualche significato
particolare per
quanto riguarda il numero quattordici. Ha parlato del numero nove - essendo sei
le qualità divine
e tre quelle umane: 6+3=9. Il numero nove è immutabile. Per esempio: 9x2=18 ed
8+1=9. E poi.
9x3=27 e 7+2=9... potete andare avanti di questo passo: il nove è nove!
Ci sono sei qualità divine e tre umane. Insomma, Swami ha parlato del numero
nove, ma non del
numero quattordici.
Se volete che cerchi di ipotizzare: potrebbe trattarsi dei cinque karmendriyas o
cinque sensi di
azione e dei cinque jnanendriyas o cinque sensi di percezione: 5 + 5 = 10. I
secondi sono manas,
buddhi, chittha e ahamkaara. Manas è la mente o il pensiero. Chitta è il
sentimento. Buddhi è
l’intelletto o capacità discriminante, e ahamkaara è l’ego: 5 + 5 + 4 = 14.
Questa ‘potrebbe’
essere la risposta più vicina, se non la risposta corretta.
2) Che cosa è il vegetarianismo?
’Che cosa è il vegetarianismo? È mangiare foglie e tuberi, o ha qualche altro
significato?’
Alcuni dicono che le uova siano un cibo vegetariano. Non so bene quali
particolari cibi facciano
parte della lista. Secondo me il vegetarianismo non si limita al cibo. Il
vegetarianismo simboleggia una natura sattvica, che non si stanca mai. Non è
limitato al cibo che introduciamo.
Tutte le scene che si presentano ai nostri occhi, sono cibo per gli occhi. Tutti
i suoni che sentiamo, sono cibo per le orecchie e tutti gli oggetti che
tocchiamo sono cibo per la pelle. I cinque sensi di percezione hanno un proprio
‘cibo’. Tutti i sensi devono venir nutriti con cibo ’sattvico’ o vegetariano.
Le scene buone, la buona musica, i buoni profumi sono cose considerate
sattviche. Tutte queste
percezioni buone sono ‘cibo vegetariano’ per il corpo umano.
3) ‘Che male c’è ad uccidere un animale?’
Altra domanda è: ‘Che male si fa ad uccidere un animale? Anche quando si coglie
un frutto, si
uccide. La pianta diventa handicappata. Non soffre, la pianta? Il dolore è
dolore in entrambi i
casi. Qual è la differenza?’
Baba ha detto qualcosa a proposito. In genere io rispondo solo con risposte che
Baba ha già dato a
domande che sono già state poste. Se talvolta lascio le risposte alla mia
immaginazione, lo
confesso apertamente. Non mi reputo un intellettuale, al contrario. Posso solo
ripetere ciò che ha
detto il nostro buon Signore.
Che cosa ha detto a questo proposito? Le piante non hanno lo stesso genere di
emozioni degli
animali. Sebbene Jagadish Chandra Bose nei suoi esperimenti sulla fisiologia
vegetale abbia
dimostrato che le piante hanno sentimenti ed emozioni, esse non ne hanno quanto
gli animali. Gli
animali hanno sentimenti ed emozioni, sebbene non quanto l’uomo. La coscienza
trova maggiore
espressione nell’uomo che nelle forme inferiori della creazione.
Persino i minerali hanno una coscienza, espressa allo stato più basso. Il mondo
vegetale ha una
coscienza maggiore di quella dei minerali, il mondo animale ad un livello
ancora superiore, e la
razza umana ha una coscienza più alta ancora. Quindi, tutto è relativo.
Non potete dire pertanto: che differenza c’è fra cogliere un frutto ed uccidere
un animale?’
Non potete mai metterli sullo stesso piano. Il livello a cui la coscienza si
esprime differisce nel
corso dell’evoluzione dal più basso al più alto. Ecco che cosa posso dirvi su
questo argomento.
4) ‘Perché mai devo avere la liberazione?’
La quarta domanda è. ‘Perché dovrei volere la liberazione o realizzazione del
Sé? Dopo tutto,
perché? Che danno me ne viene, se rinasco? O se muoio di nuovo? Perché no? Così
in questa nascita, posso godermi la vita. Nella liberazione, in che cosa
consiste la gioia di poter stare con Dio?’
Bene! Questa è una domanda genuina, molto genuina! Come uomo, in compagnia di
Dio posso godere della Sua vicinanza. Nella liberazione, c’è qualcosa del
genere, e c’è beatitudine?
La risposta è questa. Invece di amare Dio, se diventate Dio stesso, è un milione
di volte più
grandioso del processo di amare. Spero di essere chiaro. Invece di sentirvi
beati in compagnia di
Dio, se siete la beatitudine stessa, che cos’altro resta a questo mondo? Le
esperienze di dolore e
di piacere , di successo e fallimento, di biasimo e di lode - sono tutte dovute
al dualismo della
vita. Una volta che andate al di là del dualismo, dove non c’è né positivo né
negativo, c’è uno
stato di liberazione, ‘moksha’, o ‘nirvana’. Si anela alla liberazione per
‘rimanere’ costantemente
nello stato di beatitudine, non per avere momenti di beatitudine.
Momenti di beatitudine di quando in quando sono diversi dallo stato di
beatitudine stesso. La gente
chiede la liberazione sul cammino spirituale, perché è con la liberazione che si
trova la
beatitudine eterna. Nella vita avete una beatitudine momentanea, o momenti di
beatitudine. Nell’esistenza ordinaria siete nel dualismo, nella liberazione non
c’è dualismo. La liberazione, pertanto, è la meta ultima.
Invece di avere decine di milioni, invece di avere bilioni, siete la ricchezza
stessa. Che cosa
volete di più? Invece di avere dei contenitori d’ acqua, diventate l’oceano: di
che cosa avete
ancora bisogno? La pienezza e la totalità sono liberazione, mentre l’esistenza è
frammentaria,
segmentata, a pezzi. Ecco perché la gente prega per ottenere la liberazione.
5) ‘Quando comincerà l’ era d’oro?
La prossima domanda. ‘Che cosa ne è dell’era d’oro di cui Swami parla spesso?
Quando comincerà?’
È come se una persona si alzasse alle otto del mattino e chiedesse: ’Quando
sorge il sole? ‘A che
ora è l’alba?’ Si alza alle otto, già due ore in ritardo (risate). Allora,
quando è cominciata l’era d’oro? È cominciata 77 anni fa, quando è nato Baba
(Applausi)
Perché non ne sono consapevole? Mi sono svegliato alle 8. (Risate) Mi sono
alzato alle 9. (Risate)
Non sono mai stato sveglio in tutti questi anni. Ho trascorso il mio tempo a
dormire e ad oziare.
La ragione è che l’era d’oro era il mio sogno. Se l’era d’oro fosse stata la mia
‘visione’ oggi
ormai sarei sveglio. L’era d’oro avrebbe acceso la luce della saggezza nel mio
cuore, risvegliando
il terzo occhio della ‘visione’.
6) ‘Perché siamo stati creati?’
La prossima domanda: ‘Perché siamo uomini? Perché siamo qui? Perchè siamo stati
creati?’
Buona domanda. Perché uomini? L’uomo è una creazione speciale di Dio. La Sacra
Bibbia dice che Dio ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza. Krishna è così
felice di vedere Se Stesso in Arjuna. Rama è così felice di venir seguito da
Lakshmana perché ci ritrova Se Stesso.
Un semplice esempio: ognuno di noi, senza eccezioni, davanti ad uno specchio si
considera molto
bello e attraente, anche se qualcun altro gli (o le) dice che non è così
(Risate) Per favore, no!,
non ridete! (Risate) Dio si separa da Se Stesso perché ama Se Stesso. Dio Si
separa nei molti per poterSi amare. Mi guardo allo specchio per sapere quanto
sono attraente. Ecco perché Dio ha separato Se Stesso da Se Stesso.
Koham Bahusyam : ‘ l’Uno nei molti ‘ Dio si è manifestato nei molti. Egli trova
la Sua bellezza in voi. In voi, Egli trova il Suo splendore, la Sua
individualità, la Sua personalità. Cioè:
Sahasra Seersha Purushah
Sahasraksha Sahasra Paad
L’intero Universo è come una miriade di specchi, nei quali Egli trova il proprio
riflesso. Si sente
felice. È tutto una recita di Dio, ciò che noi chiamiamo ‘Lila’ di Dio, la
Volontà di Dio.
Attenzione, non è un gioco, per favore, capite! Il gioco è umano, mentre la
recita è Divina. In un
gioco c’è chi vince e chi perde. In una recita, non c’è niente di tutto questo.
È beatitudine. Un
gioco è commerciale, una recita è spirituale. Un gioco ha regole e regolamenti,
in una recita un
uomo può morire a trent’anni ed un altro a 104 anni. È tutta una commedia di
Dio, un ‘lila’ divino.
E perché siamo uomini, amici miei? È la commedia del Signore. Perché siamo qui?
Siamo qui a causa della commedia del Signore, la volontà di Dio. La Creazione è
tutta in funzione del Suo godimento.
7) Periodi diversi dell’evoluzione della Terra
Ecco le prossime domande: ‘Che cosa sono Il Thretha Yuga, il Dwapara Yuga ed il
Kali Yuga? Sono periodi diversi dell’evoluzione terrestre? O sono qualcosa di
diverso?’
Come l’ho capita io, è tutto il corso dell’ evoluzione della Terra, come il
Paleozoico, il Mesozoico etc. Se cercate sui testi di antropologia troverete che
l’uomo era altissimo. I pigmei ed i nani sono arrivati dopo! Baba ha
materializzato un anello che avrebbe potuto servirmi da cintura.
’Swami, questo è l’anello di Rama?’ ‘Sì. ‘ ‘Così grande?’ ‘Perché no? Rama era
molto alto, non
piccolo come te’.
Poi ha materializzato una catena d’oro del demone Ravana. Era piena di lingam di
Shiva; al centro
c’erano tre lingam di cristallo, uno giallo, uno blu ed uno d’oro, con tanti
lingam di Shiva d’oro
tutt’intorno - una collana grandissima.
’Swami, questa è la collana di...’
’Sì , è la collana di Ravana’.
Non potete immaginarvi quanto era grande.
Essi appartenevano all’evoluzione terrestre ma non erano terrestri.
Essere sulla Terra è ben diverso dall’ ‘essere’ terrestri. Proprio come essere
un bambino è
diverso dall’essere infantile.
Io non studio letteratura, studio botanica. Secondo le mie conoscenze, si può
essere ‘come’
bambini, ma non ‘infantili’. Se siete come bambini, siete Divini. Se siete
infantili, dovete farvi
visitare.(Risate)
Allo stesso modo, è il corso dell’evoluzione terrestre, ma non è terrestre. Che
cosa voglio dire
con questo? Il Gesù di quei tempi aveva un messaggio per quei tempi.
Il Rama di quei tempi aveva un messagio per quei tempi. Quindi, sebbene fossero
sulla terra, non
erano della Terra, perché non avevano alcuna lezione da imparare. Erano
terrestri con una missione
di vita celestiale. Quelle ere hanno un messaggio per la nostra era. questa è la
mia risposta.
8) Perché Dio viene così di rado?
Un’altra domanda: ‘Perché Dio viene così raramente? Perché solo ogni 500 o 1000
anni? Perché non regolarmente, come un treno? Perché?’ (Risate)
’Se fosse venuto tutti gli anni, anno dopo anno, le nostre debolezze avrebbero
potuto essere
prevenute e non ci saremmo mai allontanati dal sentiero della rettitudine, non
ci saremmo mai
lasciati sviare. Dio potrebbe controllarci se apparisse frequentemente e
regolarmente; ciò
renderebbe il suo lavoro più facile e leggero.’
Amici miei, senza voler fare alcuna pubblicità, senza alcun sentimento di
orgoglio e senza ego, vi
prego di leggere al più presto i due volumi delle Sathyaupanishad, vol. 1 e 2,
che contengono 272
domande fatte a Swami a Kodaikanal. Coprono tutte queste domande, a cui Egli dà
le Sue risposte
Divine. Sono risposte date da Dio, su cui io non ho alcun diritto.
Questi due libri contengono le risposte alla maggior parte delle vostre domande.
Qual è la nostra domanda? ‘Perché non viene spesso?’ La risposta data nella
Sathyaupanishad è la
seguente: ‘Quando cinque persone litigano, l’anziano del villaggio verrà e dirà:
’Non litigate’, e risolverà il problema.
Quando due gruppi di cinquanta persone litigano l’uno con l’altro, per risolvere
il problema è
necessario un poliziotto. Quando a litigare sono due gruppi di cento persone, ci
vuole un ispettore
di polizia. Per due villaggi in lotta, viene coinvolto un commissario. E se due
stati sono in guerra, è necessario l’intervento dell’esercito. Tutto dipende
dalla gravità del problema.
Quando c’è così tanta confusone, quando l’umanità è minacciata di estinzione dal
pianeta, si tratta
di un caso sufficientemente serio da giustificare l’intervento del ’Chirurgo
Divino’, che deve
scendere ed operare. (Risate) Come per un’appendicite, ogni ritardo porterebbe
ad un collasso del
paziente. Non c’è bisogno di un’ intervento chirurgico, per un semplice mal di
stomaco. Può essere
doloroso, ma non c’è bisogno di un’ operazione. Basta uno sciroppo. Basta stare
un po’ a digiuno.
in ogni caso è Lui che decide le condizioni del paziente. Perché non si incarna
più frequentemente?
Perché non lo trova necessario. Lo fa quando ne vede la necessità.
Questa è la risposta di Baba a questa domanda.
9) C’è vita sugli altri pianeti?
La prossima domanda è: ‘Ci sono prove dell’esistenza della vita su altri
pianeti?’
Abbiamo abbastanza problemi di sovrappopolazione sulla Terra, ma ci interessa
sapere come va sugli altri pianeti... (Risate)
Non lo so, non lo so! Non ho mai fatto a Swami una domanda del genere. Se si
presenterà un momento appropriato per farlo, vedremo che cosa dirà.
10) Qual è la durata del giorno nel Dwapara e nel Thretha Yuga?
Altra domanda: ‘Il giorno nel Kali Yuga è di ventiquattro ore: quanto durava nel
Dwapara Yuga, o
ancora prima, nel Thretha Yuga?’
Eh, il tempo manca oggi, e nel Dwapara Yuga, come andavano le cose? (Risate)
Comunque, è una
domanda. I poemi epici hanno la risposta. Gli Shastra hanno la risposta. Un
certo numero di anni
costituiscono un giorno di Brahma, un certo numero di anni costituiscono un
giorno di Brahma ed un certo numero di decadi una mezza giornata di Brahma, o
un mese etc.
C’è un calcolo che si può fare. Mi ricordo vagamente di aver sentito un prete
che ne parlava, quando ero bambino, ma in questo momento non mi ricordo bene che
cosa disse.
Il mio consiglio però è il seguente: cerchiamo di essere consci del tempo ORA.
Che cosa è la vita,
amici miei? La vita NON è il passato, e neppure il futuro, che è incerto. La
vita è QUI ed ORA,
tutto qui. Pensiamo alla vita qui ed ora. La vita qui ed ora è con Dio, è eterna
ed immortale.
Che Bhagavan vi benedica. Sai Ram, Sai Ram!
(Anil Kumar ha chiuso il satsang conducendo il bhajan: ‘Govinda Gopala Hey Nanda
Lala
Tante grazie. Grazie!