27  ottobre  2002


LA MIA ESPERIENZA PERSONALE AL RAGGIUNGIMENTO DEI  SESSANT'ANNI


Cari fratelli e sorelle,
ci sono state diverse richieste da parte di amici, che  mi chiedevano di condividere la mia
esperienza personale, cosa che fin'ora non avevo ancora fatto. (Applausi).
Ho la sensazione che potrebbe trattarsi di un auto elogio e non sono sicuro che possa essere di
aiuto ad altri; le mie esperienze potrebbero solamente esibire la mia vanità senza servire a
nessuno. Questi sono sempre stati i pensieri che mi hanno fatto esitare a condividerle.

In ogni vita individuale c'è una pietra miliare. Viene espressamente dichiarato che uno deve
dedicare se stesso alla sua propria liberazione, alla sua salvezza. Si vive per il lavoro, si lotta
duramente per il denaro, per sistemare i figli; ma dopo i sessant'anni, quando si arriva ai
sessant'anni, le scritture dicono chiaramente:
"Caro ragazzo è il momento di andare in pensione. Non puoi più occuparti di cercare dei guadagni, e
non è  corretto pensare ancora ad avanzamenti professionali. E' assolutamente pazzesco pensare al
tuo nome, alla fama, alla stima, perché dopo i sessant'anni, il tempo che ti rimane da vivere è per
te stesso. Non vivi più per la tua famiglia, non devi più interessarti della ricchezza o del nome,
della dignità e del prestigio. Niente di tutto questo! E' tempo di meditare, di riflettere, di
rivolgersi all'interno!".
Il raggiungimento dei sessant'anni nelle nostre scritture viene chiamato 'Shasthi Poorti' , dove
'shasthi' significa sessanta e 'poorti' vuol dire completamento.

Oggi colgo l'occasione di condividere con voi le mie esperienze, in tutta umiltà e con tutto il
rispetto.
Prima di tutto lasciate che vi esprima la mia gratitudine dal profondo del cuore, e veramente
intendo al 100% quello che dico: sono grato a voi tutti per l'incoraggiamento che mi avete dato,
per l'aiuto e per l'attenzione così assorta con cui ascoltate i miei discorsi. Voi mi avete
permesso di andare a fondo della letteratura Sai, mi avete aiutato a raggiungere le spiagge della
letteratura Sai, e ad addentrarmi nelle profondità della filosofia Sai. Per questo prego ognuno di
voi di accettare i miei ringraziamenti  pieni di gratitudine.

Non ci sarebbe mai stato questo satsang, questa assemblea di anime nobili, se non fosse stato
possibile per me sviluppare alcuni argomenti di immenso interesse. Grazie alle continue richieste e
domande, questa mattina, chiedo il vostro permesso di parlarvi delle mie note personali, sono
sicuro che mi conoscete e che non mi fraintenderete, per questo vi sottopongo le mie esperienze in
tutta umiltà.


I MIEI NONNI

Sono giunto ai Piedi di Loto di Bhagavan nell'anno 1970, trentadue anni fa. Onestamente devo dirvi
che io provengo da una famiglia di Brahmo Samaj, si tratta cioè di un miglioramento, ossia, di una
presentazione moderna della fede Hindu. Il Brahmo Samaj, è stato fondato da Rammohan Roy , il quale
era molto interessato all'emancipazione femminile ed all'eliminazione delle caste sociali. Il
Brahmo Samaj non crede nell'idolatria, non accetta forme di adorazione, enfatizza invece la
meditazione su un Dio senza forma e senza attributi che non ha principio né fine.
Il  Brahmo Samaj crede nella fratellanza delle fedi, nell'uguaglianza di tutte le religioni e non
accetta adorazioni di immagini, di incarnazioni né forme rituali come Yagnas e Yagas, niente di
tutto questo.

Io appartengo alla terza generazione della 'Dottrina di Brahmo'. I miei nonni paterno e materno,
che prima erano stati compagni di scuola, divennero in seguito parenti, entrambi furono missionari
per sessant'anni della fede 'Brahmo Samaj' .
Mio nonno materno, è stato editore di un giornale, un giornale spirituale che conteneva tutti i
dettagli di questa filosofia, che si chiamava 'Darshan Sadhani' che significa 'Il Cammino
Spirituale lungo il sentiero del Dharma', e per 45 anni è stato l'editore di questo giornale.
Mio nonno paterno ha servito per cinquant'anni anche lui come editore di un altro giornale il
'Dharma Jyoti'  ossia 'La luce della Rettitudine'.
Entrambi vennero sposati da Sri Kandakuri Veresharam Pantuli, un grande riformatore dello stato
dell'Andra Pradesh.
Nelle nostre case noi non avevamo immagini di Rama, Krishna , nessuna Divinità, nessuna forma di
adorazione rituale, niente eccetto preghiera e meditazione; ed io appartengo a questo tipo di
famiglia.


MIA MADRE E MIO PADRE

Come nota personale devo dirvi che mio padre, il cui nome era Sri  K. Bappayya, si è laureato in
letteratura inglese, ha ottenuto il dottorato in scienze fisiche  e una laurea in pedagogia. Era
uno studente eccellente ed una medaglia d'oro. E' andato in pensione come  Direttore  Delegato
dell'Istituto Superiore.

Per quanto riguarda mia madre voglio dirvi due cose: a quell'epoca era uno scandalo per una ragazza
frequentare la scuola. Nessuna donna aveva un'istruzione superiore, davvero nessuna. Ogni ragazza
veniva sposata prima degli otto anni , questa era la situazione terribile in cui si trovava la
società in questo paese.
Mio nonno, essendo un Bramo Samaj, riformatore e missionario, ha dato un'istruzione superiore a mia
madre  che ha ottenuto un Master in letteratura inglese (laurea) all'Università Queen Mary di
Madras,  ed è stata premiata con la medaglia d'oro in letteratura inglese nel precedente Stato di
Madras.

Quando mia madre partiva per andare in collegio, la gente usciva dalle proprie case per guardarla
mentre si avviava verso l'istituto, essi condannavano mio nonno che mandava via la figlia in quel
modo. Queste erano le condizioni di allora! Di fatto mia madre fu la prima donna che si è laureata
nello stato dell'Andra Pradesh. (applausi) E' andata in pensione con il titolo di Dirigente
all'Educazione del Distretto.
Mio padre ora non è più, ma mia madre ha 86 anni ed è ancora in ottima salute, ed è stata una
dirigente veramente molto onesta. (applausi).

Naturalmente adesso vi sono veramente poche famiglie Bramo Samaj.
Noi siamo tre fratelli ed una sorella, e fu molto difficile trovare uno sposo o una sposa
appartenenti al Bramo Samaj, ma dal momento che i Bramo non accettano o approvano alcun tipo di
dote, si può dire che la nostra famiglia esercitava una certa attrazione! (risate)
Comunque erano veramente poche le persone che potevano offrire le loro figlie a questi tre
fratelli, e per qualcuno di loro il fatto di non portare alcuna dote era l'unico incentivo che
avessero, ma per Grazia di Dio, ci siamo sposati tutti! (eisate)

Fu veramente una sorpresa per me guardare le tre uniche foto del nostro matrimonio: ho visto la
faccia di mia suocera con un muso lungo e mio suocero con il viso severo, sembravano veramente
preoccupati per la loro figlia. Questa ragazza stava entrando in una famiglia che non aveva alcun
rito di adorazione, nessuna puja (altare - ndt), nessuna foto di Rama o Krishna . 'Sopravviverà?
Cosa  combineranno in questa famiglia?' Leggevo questi pensieri nell'espressione dei loro volti ed
anche oggi quando riguardo quelle foto mi diverto ancora!


I MIEI GIORNI DI SCUOLA

Ricordo molto bene i miei giorni scolastici. Un giorno stavo assistendo alla cerimonia
dell'upanayama, di un mio compagno di studi. Era l'ora di pranzo e qualcuno mi ha informato: 'Tu
dovrai pranzare in veranda' (risate). Tutti gli altri potevano accomodarsi in casa. La sola ragione
era che io ero figlio e nipote di un Bramo Samaj, che non credeva nell'idolatria, che non aveva
alcuna 'cerimonia del cordone', che non osservava il sistema delle caste, che credeva nelle riforme
e nell'emancipazione femminile. Così mi hanno detto: 'Tu pranzerai in veranda.'
A quell'epoca ero studente SLC, eravamo nel 1957. E io risposi: "Non disturbatevi a servirmi il
pranzo in veranda, pranzerò a casa mia."Questa cosa me la ricordo molto bene, e da allora non sono
mai più ritornato in quella casa.

Mi ricordo anche un altro spiacevole  episodio che si riferisce ad un altro mio compagno di classe,
il quale festeggiava il Sita Rama Kalyana ossia il sacro matrimonio di Sita e Rama, che viene
celebrato annualmente da alcune famiglie. Anche quella volta, al momento della distribuzione di
dolci e altro mi hanno chiesto di uscire sulla veranda perché mi sarebbero stati serviti là. Ed io
dissi: "Per favore teneteli pure per voi. Grazie Tante." E lasciai la casa.

Allora cominciai a pensare ai miei genitori .Se questa era la situazione nel 1950, potete
immaginare quale fosse la condizione in cui vivevano loro nel 1930! Ad entrambi i miei nonni non
era permesso di stare con i loro genitori solo per il fatto che essi  non  approvavano alcuna forma
di idolatria.
Questa era dunque la mia posizione in quegli anni e in qualche modo le cose andarono avanti così.


L'OPERAZIONE DI MIA MOGLIE E LA VISITA AL TEMPIO

Per far breve la storia, nell'anno 1970 abbiamo avuto un serio problema.
Avevamo quattro figli, eravamo sposati felicemente e sistemati bene, ma in quei giorni (nel 1970 il
più grande dei nostri figli aveva sette anni ed il più piccolo solo pochi mesi) mia moglie ha
cominciato ad avere problemi.
La gente diceva che aveva l'ulcera  all'utero. Ho consultato sette medici da tutto il Guntur,
alcuni di loro appena tornati dall'estero. Ho speso un sacco di denaro per avere un secondo e poi
un terzo parere, altre opinioni.  Tutti dicevano che doveva essere operata immediatamente
altrimenti l'ulcera poteva trasformarsi in cancro.
Anche un professore di ginecologia disse la stessa cosa.

Era un'estate caldissima. Senza alcuna scelta, mia moglie venne dunque operata, e l'operazione fu
un successo. Ma più tardi rimase scompensata psicologicamente. Sentiva che qualcosa non andava bene
in lei, non poteva mangiare nulla, solo buttermilk (siero di latte - ndt), nient'altro. Diceva di
avere delle sensazioni di bruciore. Ho cominciato un pellegrinaggio da un dottore all'altro e
l'hanno vista circa tredici medici del Guntur. Oggi, ogni volta che incontro un medico mi dice:
"Come sta sua moglie?" Mi sento molto imbarazzato. Vorrei non aver mai avuto bisogno di tutti
questi dottori perché in quei giorni , la situazione era diventata l'argomento di discussione.
Tutti mi dicevano: "Sua moglie sta bene, non ha niente!"  Eravamo diventati lo zimbello dei nostri
stessi genitori. Ma se sentiva bruciore e non riusciva a mangiare com'era possibile che non avesse
nulla?

Qualcuno allora ci disse: "Perché non la porti ad un Tempio?" Come Bramo Samaj, noi non visitavamo
i Templi , cosa potevo fare? Allora le dissi: "Dal momento che tu provieni da una famiglia
ortodossa tradizionale ed io sono democratico, non ho problemi a portarti al Tempio." (risate)
Così ogni giorno andavamo a visitare un tempio insieme ai nostri quattro figli. C'era solo una
condizione: io sarei rimasto sempre fuori, mentre lei poteva entrare. Non volevo correre il rischio
di convertirmi! (risate) Mi tenevo ben strette le mie pistole! Così lei andava al tempio ed io
facevo giocare i bambini, questo era il mio ruolo quotidiano.


PERCHE ' NON ANDIAMO A PUTTAPARTHI?

Finché un giorno al ritorno dal Tempio abbiamo sentito dei Bhajans provenire da qualche parte. Mia
moglie disse: "Perché non andiamo là?" Vi andammo subito e per la prima volta abbiamo ascoltato dei
bhajans. Ho visto la foto di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, non ne avevo mai viste prima, avevo solo
sentito parlare di Lui.
Mentre ero all'università ero abituato a parlare non molto positivamente di Lui. Un giorno una
ragazza portava un medaglione con l'immagine di Baba ed io l'ho mandata fuori dalla porta! "Non fai
affari nella mia  classe con la foto di Baba!" (risate) E quando un giorno uno studente portava un
anello di Baba gli ho chiesto di portarlo fuori della classe. Ero solito dire: "Non fatemi domande
importanti che riguardano gli esami, non sono mica Sathya Sai Baba!"
Inoltre se qualcuno arrivava con i capelli arruffati, lo prendevo in giro dicendogli: "Vuoi imitare
Sathya Sai Baba?".
In quei giorni era questo il mio vergognoso, insensato e pietoso pregiudizio senza senso e la mia
biasimevole ed imperdonabile barriera mentale.

Dopo aver ascoltato i Bhajans, mia moglie mi disse: "Perché non andiamo a Puttaparthi?" (risate).
La famiglia, in pratica, non approvava l'adorazione di  Rama, Krishna o Venkateswara, ma ora noi
andavamo a Puttaparthi! Era come ricevere il regalo che Kaika chiese a Dasaratha e che lo condusse
diritto alla morte! (Risate).

Le risposi: "Sei stata così brava fino ad ora, non so perché sei improvvisamente diventata Kaika!
Come posso portarti a Puttaparthi, è impossibile, i miei genitori non approverebbero!" Lei mi
rispose: "Vuoi che sopravviva oppure no? Puoi darmi la garanzia che sapresti  prenderti cura di
questi quattro bambini?" (risate)
Cominciai a sentirmi tremare e dissi: "D'accordo, va bene ti porterò; ma a due condizioni: la prima
é che non mi chiederai mai di entrare dentro Prashanti Nilayam. La seconda è che non  mi chiederai
mai di fare namaskar a Baba! (risate). Punto primo non mi devi forzare ad entrare in Prashanti
Nilayam, punto secondo mai chiedermi di fare namaskar a Baba."

Un altro problema era che io insegnavo presso un collegio Cristiano, dove era molto difficile
ottenere permessi di assenza. La Chiesa Luterana Americana sponsorizzava il collegio dove avevo
servito per 25 lunghi anni. Era un'istituzione molto severa e molto disciplinata, era praticamente
impossibile avere dei permessi personali. Quindi posi un'altra condizione e le dissi: "Ti posso
dare solo quattro giorni. Oltre a questi io non posso più rimanere, puoi restare tu."
In qualche modo abbiamo raggiunto un accordo. C'era solo la differenza di un anno tra di noi, e lei
comprese che stavo solo facendo un compromesso per cercare una soluzione. Così arrivammo qui!
Realmente io non misi piede in Prashanti Nilayam durante quei giorni, rimasi  sempre fuori a
giocare con i bambini. Queste erano le mie condizioni e non volevo dispiacere i miei genitori ed i
miei nonni. Essi erano seguaci fedeli della Fede Bramo ed a questa avevano sacrificato le loro
vite. I loro genitori e la società li avevano abbandonati, io ero figlio loro e non potevo
tradirli.

Al momento del pranzo, mia moglie ed io abbiamo avuto una discussione, come in Parlamento, lei mi
chiedeva: "Ma cosa c'è di male se entri e ti siedi?"
Io le risposi: "Mi hai detto che andava bene così a casa. Perché adesso non mantieni la tua
promessa?" (risate)
"No, devi entrare e sederti!"
"No, Non voglio!"
Questa era l'accesa discussione di ogni mattina e di ogni sera, tutti i giorni!


IL NAMASKAR

L'ultimo giorno, stavo ormai per partire per ritornare a casa, ed ero in piedi accanto al cancello
del  Gopuram che allora era sempre aperto, mentre adesso è chiuso.
Stavo al cancello con i bambini ed era il momento dei bhajan, Swami era seduto sulla poltroncina
nella sala dei bhajan.  Improvvisamente Egli si alzò e si mise a camminare nella mia direzione,
lungo tutto il percorso, finché arrivò fino di fronte a me. Io avevo la sensazione di voler
scappare via velocemente! (risate).
Attonito, incominciai a pregare silenziosamente il Dio senza-forma e senza-attributi chiedendogli
intensamente di allontanare Swami!  Ma Swami stava di fronte a me e mi squadrava da cima a fondo.
"Hmmm" disse e poi se ne andò via.

Io non feci namaskar assolutamente, questi erano gli accordi e non potevo rompere un proponimento!
(risate)
Swami tornò indietro e si sedette. I bhajan continuavano ed io restavo fermo nello stesso posto
quando nuovamente Swami si alzò e tornò a camminare verso di me per tutto il lungo tratto, cosa che
normalmente non capita mai. Si fermò dinnanzi a me  e non si mosse finché non avessi fatto il
namaskar. (Risate e applausi) Proprio non se ne andava in nessun modo! Cosa dovevo fare?  Con le
mani tremanti e congiunte, per lo più malvolentieri - solo per paura credo, comunque niente a che
fare con l'amore o la devozione - semplicemente successe! Bhagavan aveva un'opinione a riguardo e
pensava che dovevo fare namaskar, per questo non si mosse fino a quando non lo feci.

Mentre se ne andava, vidi apparire nelle Sue mani un piatto pieno di laddus (dolcetti - ndt) e mi
chiedevo: "Da dove è venuto quel piatto?Chi è che gli ha dato questo piatto di laddus?''
Quindi iniziò a distribuire questi dolci ad alcuni operai che lavoravano là per la costruzione del
Poornachandra Auditorium. Ed io pensavo: 'I tuoi dolci possono aiutare i miei bambini più di te, li
apprezzerebbero molto!" Bene, posso dire che non avevo alcuna fede in Lui ma avevo una fede cieca
nei laddus! (risate) Conoscevo i loro gusti , così insieme ai miei bambini ci avvicinammo, ma
quando l'ultimo dolcetto venne distribuito all'ultimo operaio, il piatto svanì. Questo fu il primo
miracolo al quale ho assistito.


PERCHE' NON MI CHIAMI?

Il giorno successivo intorno alle 10:30 del mattino andai a prendere l'autobus.
Me ne stavo seduto alla stazione, quando un uomo che non avevo mai visto, si presentò e disse: "Mi
chiamo Naidu e sono il direttore dell'Istituto Superiore Easwaramma." E io pensai: "E a me che me
ne importa se sei il Direttore?  Sto qua per prendere il mio autobus perché devo partire"; ma nello
stesso tempo riflettevo: 'Oh Dio, hai chiamato della gente per l'interview, perché non hai chiamato
anche me? Perché io no? Non sono un rapinatore, non sono certo un attaccabrighe, non sono un
reazionario e nemmeno un Naxalite (uomini violenti). Al contrario i miei genitori ed i miei nonni
sono persone eccellenti ed io sto cercando di mantenere alto il loro nome e di vivere secondo le
loro aspettative anche se so che non riuscirò mai ad eguagliare la loro grandezza. Ma so di non
portare loro una cattiva nomea e questo è quanto basta. Perché non mi chiami?" Questi erano i miei
sentimenti.
In quello stesso momento l'uomo mi disse: "Anil Kumar ti senti triste perché Swami non ti ha
chiamato?" Eppure io non gli avevo detto nulla! (risate)
Allora pensai: 'Nilayam è già un posto abbastanza pericoloso e gente come questa è ancor più
pericolosa! E' meglio lasciare in fretta questo posto!' (risate)

Ma l'uomo disse pacatamente: "Per favore, non andartene. Siediti, siediti. Non sentirti infelice
per non essere stato chiamato in interview. Swami chiama molte persone. Alcuni Naxalites, uomini
violenti che provengono da Calcutta, sono stati ricevuti. Il motivo per cui viene data un'interview
è conosciuto solamente da Lui.
Ad un paziente viene detto di andarsene a casa mentre un altro viene operato subito. Questo non
significa che il dottore ami solamente la persona che ha operato, No! Solo che un paziente ha
bisogno dell'operazione mentre un altro ha solamente bisogno di qualche medicinale, questo è tutto!
Baba sa cos'è meglio, non devi preoccuparti!" A quel punto sospettai che uscisse fuori con altre
affermazioni, ma dal momento che il mio cervello era pieno di polvere e di sporcizia, che non
poteva essere condivisa con alcuno, semplicemente risposi: "Grazie Signore!" E me ne andai.

Dopo averlo lasciato cominciai a  notare i libri di Swami, e mentre stavo leggendo il Volume
Secondo del Sathya Sai Speeks, mi accorsi che ero molto interessato, quindi comprai tutti i libri
disponibili in quel momento, credo che all'epoca si arrivasse fino al Volume XII, quindi ritornai a
casa.
Una volta a casa, credetemi, la salute di mia moglie cominciò a migliorare. In breve si ristabilì
completamente, ritornò in perfetta salute senza più lamentare disturbi.
E questo solo dopo aver avuto una breve visita a Prashanti, senza fare altro! (applauso). Nessuna
interview, nessun sorriso, nessuna conversazione, niente di niente, e con appresso un marito
completamente negativo! (risate) Questa era la mia posizione: totalmente negativa! Ma ad ogni modo,
lei si riprese completamente ed iniziò a leggere la letteratura Sai.


 ERO SOLO UNO STUDENTE DI PRIMA CATEGORIA

Vi devo dire che durante tutta la mia carriera di studente non sono mai andato sotto del 60% nelle
votazioni riguardanti le mie materie. Io sono stato attento a non andare mai sotto del 60% e loro
sono stati attenti a non darmi mai più del 70 %! (risate) Così sono sempre rimasto tra il 60 ed il
70%, non sono mai stato il primo della classe. Non ho mai avuto una medaglia d'oro, ero solo un
bravo studente, uno studente di prima classe, dal 65 al 68%, tutto qui. Questa è stata la mia
carriera scolastica.

Dalla mia infanzia fino al liceo e poi all'univeristà sono sempre stato il primo nei giochi tra i
collegi e all'univerità nelle competizioni di dizione e nei dibattiti.
In questa materia sono sempre stato il primo, mentre nello studio, mi distinguevo e dovevo essere
di prima classe solo perché altrimenti  i miei genitori non mi avrebbero mai mandato alle gare di
dizione. Perciò  facevo tutto questo solo per raggiungere quello scopo. Mi sono sempre interessato
dei discorsi al pubblico fin da bambino. Questa era la situazione.

Più tardi dopo aver preso il MSc (Dottorato in scienze), mia madre voleva che diventassi un IAS
officer (dirigente), ma non mi interessava. E non ho compilato la domanda. Poi mia madre desiderava
che  facessi il presentatore radio, ma non lo feci, poi voleva che diventassi un funzionario di
banca ma anche questo non mi interessava e le dissi: "Desidero fare l'insegnante."
"Io non voglio che diventi insegnante solo perché lo sono stati i tuoi genitori ed i tuoi nonni!
Vogliamo che diventi un dirigente" disse, ma io insistetti: "Quello che voglio io è fare
l'insegnante." E non ci fu altro da dire.


DIVENNI UN INSEGNANTE

Approfittando del fatto che mia madre era in qualche posto per delle ispezioni e mio padre era in
giro per altri motivi, fui assunto e iniziai a lavorare subito, non volevo affrontarli e sentirmi
dire altri 'no'. Quando fecero ritorno dai rispettivi lavori, mi videro pronto per andare ad
insegnare al liceo; la cosa era già fatta, in qualche modo era troppo tardi per lamentarsi  ed
accettarono la situazione.

Ma, amici miei, posso dirvi che non mi sono mai pentito di essere diventato un insegnante e se
avessi una possibilità di scelta nella prossima vita, lo rifarei! (applausi) La ragione è che il
mio 'conto in banca' è il cuore dei miei studenti. Le 'entrate del mio registro' sono i sentimenti
di affetto e di amore che i miei studenti hanno verso di me. Ho terminato quarant'anni di
insegnamento e  non ho nessun rimpianto, amo questa professione.

Giusto per fare qualcosa di diverso in famiglia, mio fratello è diventato medico ed ha reso felice
mia madre. Ma poi il ragazzo è diventato professore di patologia e rettore dell'Università di
Medicina (risate). Allora mia madre voleva che almeno il genero diventasse un ingegnere, ma lui
diventò un professore di ingegneria meccanica all'istituto di Ingegneria Tecnologica. Quindi
dobbiamo concludere che ciò che è predestinato, non può cambiare! L'intera famiglia aveva il genio
dell'insegnamento, tutto qua. Non ci si poteva fare niente!

Quando mio nonno voleva che diventassi un missionario Bramo Samaj, mia madre intervenne: "Niente da
fare! Lui sarà un normalissimo capo-famiglia, ti abbiamo visto soffrire abbastanza per questa cosa.
Per favore lascia stare."
Ma nessuno può dire che cosa ci sarà in serbo per noi, così fin dal 1972 sono diventato un
missionario del Sathya Sai Samaj (applausi). Chi è che può fermare il destino?  Più tardi mia
madre scrisse un articolo per un giornale dicendo: 'Ciò che non avrei mai voluto che accadesse è
successo con un caso simile.'  Questo è il destino e noi non lo possiamo cambiare.


FUI UNA NON-ENTITA' PER OTTO ANNI

Le cose andarono avanti. Lasciate che vi dica amici miei (e credetemi) che per otto anni Bhagavan
non mi ha mai guardato: nessun sorriso, nessun padanamaskar (ossequio ai Piedi Divini - ndt),
nessuna
interview. Ero mille e miglia lontano da Lui.
Mi trovavo sempre tra la trentesima e la trentaduesima fila! (risate).

Grazie alla mia particolare abilità di parola, dovrei dire che questa loquacità dapprima era una
virtù e poi diventò un vizio; anche allora, quindi, parlavo molto ed alcuni incaricati al servizio
divennero amici miei. Una volta che avevo manovrato per essere messo in prima fila o al massimo
nella terza, dopo una certa manipolazione degli addetti all'ordine, Bhagavan decideva di
cancellare completamente il darshan in quell'ala del salone! Se invece cercavo di mettermi, dopo
varie manovre, proprio dove entrava, Egli guardava tutti eccetto me: "Alzati, alzati" Diceva a
quelli accanto a me ed io era come se non esistessi!
Ero una non- entità, inesistente, un vuoto, nemmeno della dimensione di una zanzara o di una
formica!(risate) Lui intanto chiamava tutti! E questo tipo di 'Romanzo Divino' andò avanti per
otto lunghi anni, ve lo posso garantire!

In quegli anni la gente mi diceva: "Ma se Swami non ti guarda e non ti parla, perché continui a
venire qui?" Io rispondevo: "Io sono un insegnante, e so che se qualcuno viene bocciato agli esami
di
Marzo, tornerà  alla sessione supplementare di settembre! (risate) Prima o poi ce la farà. Quindi
probabile che Lui non mi parli ora, ma che cosa accadrà nella prossima vita se ci incontreremo?"
Durante tutto quel periodo, questi erano i miei sentimenti.

Dopo otto anni, durante la festività del Dasara, mi arrivò improvvisamente un messaggio, Swami
desiderava vedermi: "Anil Kumar deve presentarsi immediatamente all'Auditorium."  "Perché subito?,
pensavo, ho i miei bagagli e i miei oggetti di valore non quelli di qualcun altro! Non c'è nessuna
ragione per chiamarmi improvvisamente. Ma come fa a conoscermi? E poi, siamo sicuri che è proprio
questo Anil Kumar che desidera oppure qualcun altro?" (risate)

Così mi avviai e il Seva Dal (incaricato dell'ordine - ndt), mi disse di sedermi in prima fila.
Swami
venne, e .. guardò chiunque eccetto me! (risate) Ah certo, come al solito, otto anni così! ' La
prima volta amarezza, la seconda vergogna..' questo era ciò che provavo. Quindi andai a casa di
Kasturi per chiedergli qualche chiarimento: "Signore, è vero che Swami desiderava vedermi?" Lui
rispose: "Si" "Ma allora, dissi, perché Bhagavan non mi ha neanche guardato?" " Non lo so".
Puo' essere che stia bluffando o che io abbia malinteso oppure, semplicemente, che questo sia il
mio destino.


L' ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ANANTAPUR

Pieno di  disappunto, dissi a me stesso:, 'Non importa' e andai ad assistere ad un seminario sul
Ramayana che si teneva ad Hindupur, un distretto molto vicino a qui.
Dopo aver partecipato a questo seminario, tornai indietro per avere il darshan di Swami. Ma mentre
stavo arrivando con il bus a Puttaparthi, vidi Swami che se ne andava con l'auto dalla parte
opposta!(risate) 'Devo essere veramente qualcuno se Ti faccio scappare!' E poi pensai:, 'devo
andare ad Anantapur'.

Quindi scesi da un autobus e salii su un altro, poi  chiesi al conducente di fermarsi vicino
all'entrata del collegio di Anantapur. A quell'epoca non avevo alcuna idea delle Istituzioni di
Swami né della sua disciplina.
Restavo lì vicino e il guardiano mi chiese: "Chi sei ?" Cosa dovevo dire? Non sapevo cosa
rispondere e dissi solamente: "Voglio vedere Baba."
 Lui rispose: "Impossibile."
"Perché?"
"Perché questo è un collegio femminile." (risate)
 "Ah, e allora? Non sono mica venuto qui per vedere le ragazze. Sono venuto qui per vedere Swami!
(risate) e se qui ci sono le ragazze, che importanza ha? Io voglio vedere Swami. Insegno in un
Collegio Cristiano dove ci sono duemila ragazze e le posso vedere là, non devo certo  venire fin
qui per vederle!" (risate)

Ma quello che lui mi rispose mi fece concludere che nel College femminile di Anantapur non era
permesso entrare nemmeno ad una zanzara di sesso maschile! (risate) Un uomo poi!
Ma dopo un po' il guardiano, vedendo la mia faccia pietosa, si sciolse e forse per simpatia mi
disse: "Metti là la tua valigia e stai fermo qui, guarda che se ti muovi anche solo di un
millimetro ti butto fuori!." (risate) Questo era già abbastanza per me e restai lì . Dopo un po'
Bhagavan terminò il suo incontro ai vertici con i dirigenti dell'Istituto di Anantapur . I membri
allora erano V.K. Gokak, il Signor Craxi (un devoto italiano molto conosciuto), il fu Dott.
Bhagavantham e S. Naidu, grandi personaggi, grandi studiosi di quei giorni.


"VIENI QUI, ANIL KUMAR"

Swami stava andando insieme a tutta la gente verso la sala da pranzo, si fermò sulla veranda e
gridò: "Anil Kumar, vieni qui!" Era la prima volta, dopo otto lunghi anni. Io allora pensai: 'Deve
essere il nome del guardiano." (risate)
Così gli chiesi : "Hey, ti chiami Anil Kumar?" " No,Signore, non sono Anil Kumar."
Ma nonostante questo, non colsi l'occasione e rimasi zitto.
Swami insistette: "Professore! Vieni qui, vieni qui Anil Kumar!" Non c'era nessun altro lì, ed il
guardiano non era un professore, di questo ero sicuro! (risate)
'Allora forse Swami intende proprio me!' Così mi misi a correre per tutta la strada fino ad
arrivare da Lui.

Bhagavan mi presentò a tutti. "Lui è un professore di botanica ed insegna all'Istituto Cristiano.
L'altra sera ha fatto una conferenza a Hindupur  alla quale hanno partecipato molte persone. Il suo
discorso fu ben compreso da uomini ,donne e bambini." E andò avanti a spiegare ogni dettaglio del
mio discorso. 'Cosa ti è successo Swami in tutti questi anni? Tu che puoi ripetere parola per
parola ogni punto cruciale e importante del mio discorso, perché non mi hai mai neanche guardato
prima?' Non potevo riconciliarmi con questi sentimenti, era una sensazione così brutta!  Egli
allora, materializzò subito della vibhuti (cenere sacra - ndt) me la diede e mi disse: "Dalla a tua
moglie. Lei starà bene, è stata lei che ti ha portato qui."(applausi).


SISTEMAZIONE ALL'INTERNO DELL'ASHRAM

Poi Egli mi disse: "Vieni ed assisti al Dasara"
Non avevo mai voluto assistere al Dasara, non ero sicuro di avere una sistemazione e non sapevo
cosa rispondere, quindi domandai: "Dasara, Swami?"
"Sì, Dasara" disse.

Così partecipai alla festività del Dasara. Siccome non riuscii ad avere una sistemazione
all'interno, rimasi in una stanza fuori dal Mandir (tempio ndt). A quei tempi, le stanze fuori
erano senza finestre e senza porte. Erano tutte smontabili, rimpiazzabili, era tutto come un
sistema universitario all'aria aperta! (Risate). Si doveva dormire a tempo, con la musica delle
zanzare! Inoltre non c'erano  ventilatori e per la cifra di 25 paisa veniva fornita acqua calda
alle 4:30 del mattino. In qualche modo si andava avanti così.

Dopo tre giorni, Bhagavan mi venne vicino e mi disse: "Dove sei sistemato?"
"Sto fuori"
"Perché? Stai dentro!"
"Dentro dove? Chi è che mi dà una sistemazione qui Swami?"
"Dentro! Non capisci?"
"Ma dentro dove, nel Mandir?"' non avevo alcuna idea.
Allora gli dissi: "Swami, ho pagato in anticipo la stanza." (risate)
"No, no. Torna dall'uomo e fatti restituire l'anticipo, te lo darà non ti preoccupare. Dì il Mio
Nome e basta." Disse Baba.

Non avevo mai sentito cose del genere: "Oh Swami, mi restituirà i soldi ? In questo Kali Yuga chi
è che ti restituisce i soldi?" (Risate)
"No, no, no! Ti restituirà tutto. Vai e chiediglielo. Andrà tutto a posto."
"Swami, hai detto, dentro, ma dentro dove?".
Allora Swami chiamò Kutumba Rao, che si trovava lì in quel momento e gli disse:
"Dagli  subito un alloggio. Desidero che ogni qualvolta Anil Kumar verrà in questo luogo gli venga
data una sistemazione totalmente gratuita." (Applausi)
E da allora non ho mai pagato per avere un alloggio, questo è un accordo permanente tra il Divino e
me!..  e mi piace molto!(risate)


TIENI UN DISCORSO

Un giorno, era la festa di Durgashtami, Swami mi chiamò e mi disse: "Devi fare un discorso" Ah,
"Quando?" Egli mi rispose "Nella  mattina ".
Mi stavo già per alzare quando precisò: "No, no, non ora! Verso sera" (risate)
Alla sera mi trovavo in piedi pronto; due studenti di Swami parlarono prima di me e in qualche
modo il loro discorso mi piacque, quindi parlai io.

Il giorno dopo, Swami venne vicino a me e disse: "E' stato un bel discorso, è piaciuto a tutti. Ti
darò un'altra opportunità il giorno di Vijayadasami . Questa volta parlerai in Telegu.
"Va bene Swami, con la Tua Grazia!"

Il giorno di Vijayadasami feci il discorso ed anche questo andò bene. Swami disse a tutti: "Questo
ragazzo ha studiato la letteratura Sai e può parlare in Telegu ed in Inglese fluentemente." Parlava
di me a loro ed io pensavo: "Swami perché non mi dici queste cose direttamente? (risate) Non mi
fai felice a parlare con gli altri di me quando io sono qui! Non vuoi che io sia felice quando mi
parli? Cos'è tutta questa 'storia'? C'è un limite a tutto!" Ma lui parlava di me agli altri, vedete
che romanzo incredibile? Ma questo era ciò che succedeva. Va bene, pensavo, si vede che questa è
la procedura di Dio, devo farmela andar bene e riconciliarmi. Tanto Lui non si adegua alla mia
richiesta! Allora, va bene, Grazie tante!

Il giorno dopo stavo partendo e qualcuno, improvvisamente,  mi dice: "No, no, devi avvisare
Swami prima di partire!"
"Informare Swami e poi partire? Non è possibile, perderei il mio lavoro! Per otto anni non l'ho
mai informato, né Lui mi ha mai guardato. Non forzatemi a farlo adesso, non ho proprietà  (per
mantenermi - ndt) . Per favore lasciatemi partire!"
"Assolutamente no, devi avvisare Swami !"
"Come faccio?"
Lui rispose: "Vai a sederti in veranda"
"In veranda? In Paradiso? Ma questo è impensabile! (risate) Durante questa mia vita? Sulla strada
del Tuo passaggio! Ma è impossibile! E poi i Seva Dal, che prestano servizio lì, non mi
permetteranno mai di sedermi in veranda! (Sono gente di Dehli, sapete, ben piantata. Sono
mangiatori di grano, per questo sono così forti, non come la gente del Sud che mangia sambhar e
riso!)

Portano le armi in questo modo, sapete (Anil Kumar fa un gesto con il braccio che attraversa il
busto), cosa potevo fare io?  A questo punto mi misi a correre a perdifiato fino  a raggiungere
l'appostazione della veranda e mi sedetti! Whooooosh! (risate). A questo punto non potevano
buttarmi fuori, ero nella zona sicura, ero salvo! (risate) E' un'area protetta dal Divino, nessuno
ci può venire!


TU SEI UN PUNDIT

Quando Swami venne, mi chiamò nella stanza delle interview e mi diede un pacchetto. Io lo presi e
lo misi in tasca, non sapevo cosa fosse. Quindi disse:
"Comprati un vestito nuovo per il Compleanno."
Io risposi : "Swami, il mio compleanno è il 25 di Ottobre!"
Swami rispose: "Non il tuo compleanno! Il MIO Compleanno!" (risate)
"Swami, perché devo comprarmi un vestito nuovo per il TUO Compleanno?"
"Hi, Hi, Hi, Non sai proprio niente!"
"Ah, va bene. "
"In quel pacchetto c'è abbastanza denaro per comprare due vestiti: uno per il tuo compleanno e uno
per il MIO! (risate) E' abbastanza anche per le spese di sartoria, va bene?"
Ah, ORA capisco! Cosi feci ritorno a casa.

Durante il Dasara successivo, di nuovo Swami mi chiese di parlare in pubblico. Alla fine del
discorso mi chiamò al piano di sopra del Mandir. Sopra! In quei giorni vi erano scale a chiocciola,
io salii ed aspettai Swami.  Ad un certo punto Egli mi chiamò e mi consegnò un dhoti di seta,
quelli che normalmente indossano i pundit (eruditi sulla Scienza Sacra - ndt). Non ho mai indossato
un dhoti.
"Swami, un dhoti di seta per me? No, no, no! Sono cose che portano i pundits!"
"E allora?" (risate)
"Poiché tu hai parlato in pubblico qui, tu ora sei un pundit."
"Oh,  Swami."  Quindi mi consegnò uno scialle. "Uno scialle Swami, perché? No, no, questo
viene dato agli studiosi!"
Egli disse: "Non capisci niente."
Poi mi diede un completo con giacca sahariana e pantaloni  e mi disse: "Questo è un vestito per le
occasioni speciali" e andò avanti a spiegare.


DIFFONDI IL MESSAGGIO DI SAI

Poi, amici miei, con un grande senso di soddisfazione e di gratitudine, vi dico questo: Egli prese
entrambi le Sue Mani le pose sul mio capo e disse: "Vai in tutti gli Stati dell'Adhra Pradesh e
diffondi il messaggio di Sai, parla con i devoti." Questa è la benedizione che mi diede.(applausi)

Da allora ho passato ogni Domenica , ogni festività ed ogni vacanza in giro per l'Andhra Pradesh;
ho visitato circa mille Centri Sai. In media, devo aver visitato ogni centro almeno 3 volte in un
periodo di circa vent'anni.
Durante questo periodo non ho mai acquistato provviste con queste mani, né mi sono preso cura dei
miei figli. Non ho fatto niente di tutto questo perché ero il 'Ministro degli Affari Esteri di
Sai'. Questo è tutto. (Applausi)

Sono veramente grato a Bhagavan che mi ha dato forza e coraggio sufficienti attraverso mia moglie,
che ha potuto accudire ai bambini, ai miei genitori e ai  nonni. Il merito del successo familiare è
interamente, totalmente, completamente e assolutamente dovuto a lei. Io ero acclamato sul
palcoscenico  mentre tutti i problemi dell'andamento familiare erano tutti sulle sue spalle.
Lasciatemi confessare onestamente che questa è stata fino ad ora la mia vita . Swami mi ha dato
l'opportunità di parlare molte volte nel Purnachandra Auditorium, per lo meno due o tre volte
all'anno.

Nel 1989, Swami, improvvisamente, mi mandò un messaggio: dovevo andare  a Bangalore all'Università
femminile di Whitefield a lavorare come Direttore. Per sei anni fui il direttore di questo
Istituto.
Poi nel 1995, durante le celebrazioni del Suo 70° Compleanno, Bhagavan mi ha trasferito
a Prasanthi Nilayam, e da allora sono sempre rimasto qui.

Sono molto grato a Bhagavan per tutte le meravigliose esperienze che mi dato e che so proseguiranno
per un tempo indefinito.

In breve, questo è il modo in cui sono arrivato a Bhagavan. Prima di passare alla seconda parte di
questa giornata, voglio ringraziarvi di nuovo per il vostro paziente ascolto. Ringrazio Bhagavan
per avermi portato ai Suoi Piedi di Loto.
La mia unica preghiera è che il giorno in cui dovrò lasciare questo corpo, possa farlo parlando
come ora e non steso in un letto! (Applausi)
Vorrei lasciare questo corpo mentre sto parlando con la gente, mentre condivido con altri la gioia
che porta il messaggio di Sai. Voglio solo questo, niente di più.

Prego Bhagavan di benedirmi, prego affinché tutti voi possiate benedirmi , in modo che io possa
avere molte altre occasioni di condividere il Divino messaggio, la Sua missione, i Suoi leela
(giochi, miracoli - ndt), negli anni a venire. (Applausi)


NON  FATE  DOMANDE  PERSONALI

Non devo rompere la mia promessa di dare risposta ad alcune delle domande che mi avete sottoposto.
Vi faccio però una richiesta formale, amici, di non inviare domande di tipo personale, ma solo
domande di interesse comune, che possano aiutare tutti a crescere spiritualmente, queste sono le
domande benvenute. Ho ricevuto domande del tipo: "Vogliamo andare in Canada. Ce lo permetterà
Swami? Ti prego di scoprirlo." (risate) Nessuno può cercare di scoprire una cosa simile per voi,
da Swami!

Qualche altro mi ha chiesto: "Vorrei andare a stare in Australia, ma mia moglie non  vuole. I
miei figli sarebbero d'accordo, ma lei no. Cosa devo fare? Puoi chiedere a Swami?" (risate) Non
abbiamo bisogno di andare a chiedere queste cose a Swami! Tutti voi dovete affrontare e sistemare
le vostre cose personalmente con Swami.

Per questo vi chiedo ancora di non fare domande di tipo personale. Non ho neanche la soluzione per
i miei problemi personali, come posso trovarla per i vostri? (risate)
Qui tutti hanno un vagone di problemi, chi sono io per darvi la soluzione?
Non sono abbastanza competente per risolvere i vostri problemi e non voglio prendermi il rischio
divino di portarli all'attenzione di Swami. Vorrebbe dire il mio ultimo giorno fatale! Non voglio
che accada questo, (risate) per favore portate pazienza e non fate questo tipo di domande. Nessuna
domanda personale!


GESU' E BABA SONO LA STESSA COSA?

Una domanda è: "Sono un seguace di Gesù. Baba e Gesù sono la stessa cosa? O questa forma è il
concetto Cristiano della Trinità?"
La risposta è semplice. Bhagavan ha detto: "Tutti i nomi sono Miei. Tutte le forme sono Mie. Io
rispondo alle vostre preghiere ed alle vostre offerte che Mi vengono fatte rivolgendovi a qualunque
nome o forma. Pregate il Dio che preferite, questa preghiera Mi raggiungerà sempre. Potete pregare
Rama, Krishna, Gesù o Allah, tutte queste preghiere arriveranno comunque a Me."

"Ma se io prego Rama, Swami, come ti raggiunge la mia preghiera?"
Swami ci ha dato questo esempio: "Potete scrivere una lettera a qualcuno in Inghilterra, negli
Usa, a Delhi o Hyderabad, quando l'avrete messa nella cassetta della posta, quando l'avrete
imbucata raggiungerà il destinatario. Ugualmente tutte le vostre  preghiere arrivano a Me, non
dovete preoccuparvi perché Io sono in ogni forma. Tutte le forme sono Mie, tutti i nomi sono Miei."
E Gesù non fa eccezione.

Vi darò un esempio. Un dottore di Roma venne qui per partecipare come delegato alla conferenza di
Cardiologia Internazionale che si è tenuta a Prasanthi Nilayam.
Cattolico rigidissimo, molto stretto. Quotidianamente recitava le sue preghiere e leggeva le Sacre
Scritture.
Gli fu dato alloggio nella costruzione Nord. Un giorno, dopo cena, mentre stava leggendo le
Scritture e meditando su Gesù Cristo, sentì la pressione di una mano sulla sua spalla, si girò e
vide Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Ora egli dichiara:
"Baba e Cristo sono uno e lo stesso. Io affermo questo anche a costo della mia reputazione, anche
a scapito della mia fede Cattolica. I miei parenti e i miei amici potranno anche abbandonarmi, ma
io affermerò sempre che Baba e Cristo sono uno e lo stesso."

Baba è il Cristo Cosmico. Bhagavan è in tutto e in tutti, il 'Sarva Devata Swarupa'
(Incarnazione Universale della Divinità - ndt). Egli rappresenta tutte le Deità, tutte le Divinità,
questa è la mia risposta.


PERCHE' DEVO SOFFRIRE ADESSO PER IL MIO KARMA PASSATO?

Questa è un'altra domanda che ho ricevuto: " Viene detto che in seguito al karma* delle vite
precedenti si debba soffrire le conseguenze in questa vita,  ossia a causa di un karma passato si
deve soffrire nel presente. Secondo il mio umile punto di vista, quando si soffre si dovrebbe
sapere a cosa è dovuta questa sofferenza, il perché e che cosa si è fatto di male.  Perché non
soffrire in questa stessa vita il karma che la riguarda anziché posticiparlo alla prossima?"

Molto bene! Cosa ha detto Bhagavan? Amici miei, tutte le risposte sono prese solo dalla letteratura
Sai e non dalla mia immaginazione, perché non potrei mai arrivare  a tanto! Se sarò breve, vi
chiedo di perdonarmi, non voglio bluffare!
Swami dice: "Alcune azioni hanno una conseguenza immediata." Supponiamo che io mi tagli un dito,
cosa accade? Esce sangue immediatamente. E' una reazione, un risultato immediato per un'azione
subitanea. Se voi bevete un bicchiere di latte non sentite più fame per almeno un'ora, se invece
mangiate qualcosa di più consistente, non avrete fame per delle ore. Quindi qualche azione ha per
conseguenza dei risultati immediati, mentre altre possono richiedere delle ore.
Se seminate in questo istante un piccolo seme, potrete avere il frutto del mango tra un anno.
Perché il prossimo anno?  Perché è così. Il seme per germinare, per aprirsi e per poter crescere la
pianticella, per divenire un albero carico di frutti , deve trascorrere molto tempo. Così sono le
azioni. Alcune hanno un riscontro immediato mentre altre danno risultati molto lentamente, dopo
molto tempo. Questo è il modo di comprendere il karma.


COSA SI INTENDE PER 'CATTIVE COMPAGNIE'?

Un'altra domanda che mi è stata posta è: "Cosa si può dire delle compagnie che frequentiamo? Cosa
si intende per 'buone compagnie' o 'cattive compagnie'? Cosa succede se  mi sto ingannando?" Bene,
spesso lo facciamo!
Si richiede una definizione. E' una richiesta molto chiara.Vediamo di dare una risposta sicura ai
devoti Sai. Cos' è una buona compagnia?

 La buona compagnia è quella che ci tiene stretti ai Piedi di Loto, che rafforza la nostra fede,
che ci incoraggia nel servizio. La buona compagnia è quella che ci attira più vicino alla Sua
Missione.
La buona compagnia è quella che ci aiuta a non avere troppo attaccamento per il denaro e per la
famiglia. Questa è una buona compagnia.

La compagnia che vi aiuta a scappare da qui, che vi causa la perdita di fede, che vi fa correre da
tutti e in ogni luogo per qualsiasi motivo, la compagnia che vi rende depressi e frustrati che vi
coinvolge fino a trasformarvi in un ateo, un non-credente è terribile, orribile, una cattiva
compagnia.

Se siamo in buona compagnia, pratichiamo il satsang. Satsang  significa appunto buona compagnia.
Bhagavan ci ha portato alcuni esempi: la sabbia in compagnia dell'aria si solleva. La sabbia in
compagnia dell'acqua, sprofonda.
Similmente, se frequentiamo buone compagnie, nella vita ci solleveremo e il nostro sentiero sarà
nobile. Al contrario in cattiva compagnia, i nostri pensieri saranno negativi, questa è la cattiva
compagnia: state molto attenti alle cattive compagnie. Baba dice: " Fuggite dalle cattive
compagnie":

Frequentate sempre buone compagnie
Rifuggite le cattive compagnie

Pensate a ciò che è temporaneo ed a ciò che è permanente

Fate buone azioni quando il giorno inizia e quando finisce

Questi sono i dettami di Bhagavan, questi sono gli insegnamenti di Swami. Le persone che ci aiutano
a procedere in questa direzione costituiscono una buona compagnia.


LA VOCE INTERIORE

Ecco un'altra domanda. "Come si fa a sapere se la voce interna è quella di Dio?"
Veramente una buona domanda! Come si fa a sapere se si tratta della 'voce interiore'? Punto primo:
la voce interiore è indipendente, mentre la voce psicologica, riflesso della psicologia, indica
preferenze e scelte, ciò che piace e che non piace alla mente; questa voce non è mai indipendente.

Ecco un esempio molto semplice: "Voglio andare al cinema a vedere un film." Questo proviene dalla
mente. "Non andare al cinema" questa è la voce interiore. Sono stato chiaro? Supponete che io
desideri una bottiglia di scotch whiskey, questa è la mente!  "Se bevi, non venire a Puttaparthi."
Questa è la voce interiore. (risate)
"Vorrei passare il fine settimana a Miami beach, perché no? Aall' Hotel Holiday Inn, potremo
divertirci!" Questa è la mente.
"'Non andare là, vai ad un Centro Sai." Questa è la voce interiore.

La voce interiore non è ambigua, non lascia spazio a dubbi. E' diretta. Non ha niente a che fare
con le tue preferenze, con ciò che ti piace o con le tue scelte. E' sempre diretta. Non vi dà
alcuna opportunità del tipo 'fai questo o fai quello', 'dovrei andare in quel luogo o no?'.
No, no! Fermati e stai qui. Non c'è altro.
Quindi, la voce interiore è molto chiara non lascia alcuno spazio alla scelta.

La voce interiore è istruttiva. La voce interiore è positiva. La voce interiore non è ambigua. La
voce interiore è indipendente. La voce interiore proviene dal centro dell'Amore e si basa sulla
Verità. La voce interiore è orientata verso la pace, non è violenta. Si basa su tutti questi
valori. La voce interiore è Divina. La voce interiore è spirituale. La voce interiore è la
coscienza e  niente di meno di questa. Questa è la risposta.

Come fa una persona a sapere qual'è l'azione giusta? Cos'è la retta azione? Per citare Bhagavan:

Vedi ciò che è bene, non vedere ciò che è male
Ascolta ciò che è bene, non ascoltare ciò che è male
Non fare il male, fai il bene
Non pensare male, pensa al bene

Questa è la giusta azione, questa è la via che porta a Dio. Quindi la giusta azione è il servizio,
la giusta azione è priva di egoismo, la giusta azione è sacra, è divina e dovrebbe essere lo scopo
della nostra vita. Questa è la risposta.


PERCHE' SI NASCE E SI MUORE CONTINUAMENTE?

"Perché si muore continuamente e poi si rinasce? Perché accade questo?"
La risposta è semplice. Questo è il significato  tratto dalla letteratura Sai. Individualmente non
possiamo dare una risposta a questa domanda. Noi rinasciamo continuamente, perché? Perché non siamo
capaci di uscire da questo ciclo di rinascite? Perché nascere? Perché morire?

La nascita e la morte sono dovute ai nostri pensieri o al nostro sankalpa (ciclo cosmico causato
dal desiderio - ndt). Pensieri e contro-pensieri sono responsabili delle nostre nascite e
rinascite.
Quando saremo liberi dai pensieri, quando riusciremo a ritrarre la mente, quando l'ego se ne sarà
completamente andato, quando non ci sarà più alcun processo di pensiero, quando saremo rivolti
all'interno, quando sperimenteremo l'anima, lo spirito, la consapevolezza, allora non rinasceremo
più.

Ma poiché non sperimentiamo la 'coscienza', non possiamo sperimentare la 'consapevolezza'. Noi
siamo legati ai nostri pensieri, attaccati al nostro corpo, al nostro ego e di conseguenza torniamo
a nascere di nuovo e ancora. Penso di essere stato chiaro.

Un altro punto è questo: in verità, non esiste nessuna nascita e nessuna morte. Non c'è nascita, né
morte. Colui che nasce è il corpo, chi muore è sempre il corpo. Ma l'Io' è sempre lì.
Un esempio semplice: io tolgo questa lampadina. Cosa significa questo, che non c'è più  corrente?
No, la corrente c'è, solo che è la lampadina che dà espressione alla corrente diffondendo luce, ma
anche se la lampadina è tolta la corrente continua ad esserci!

Allo stesso modo tu ed io esistiamo sottoforma di 'corrente'. Il corpo è la lampadina, sia che il
corpo ci sia oppure no, la corrente c'è sempre. Per questo si dice che non vi è nascita né morte, è
solamente un cambio d'abito, c'è l'abito da sera, il costume da bagno, il vestito da golf, non è
vero? Quindi noi cambiamo l'abito ma l''io' resta sempre lo stesso. In realtà non esiste alcuna
nascita né morte.


ESEMPI DI REAZIONE, RIFLESSO E RISONANZA.

Cari amici, sono molto contento di ricevere queste domande, adesso rispondo all'ultima di oggi:
"Puoi darci alcuni esempi di reazione, riflesso e risonanza?"
Abbiamo un infinito numero di esempi. Mettevi di fronte ad uno specchio: questo è il riflesso. Se
mi metto davanti ad uno specchio vedo il mio riflesso. Ma c'è una filosofia dietro tutto questo:
l'oggetto è Dio, lo specchio è la natura, il riflesso è l'individuo; ma l'oggetto principale è il
Divino! Lo specchio è il mondo, la natura. Questo è un esempio del riflesso.

Il secondo punto è la reazione. A causa dei buoni pensieri, di una mente positiva, ottengo buoni
risultati. Swami ci ha detto ieri: "Se voi amate tutti. Dio amerà voi. Se servirete tutti, sarete
serviti. - Vedete la reazione?-Se odiate tutti, tutti vi odieranno ma se amate tutti, tutti
ameranno voi." Questa è la reazione. Così com'è l'azione, è la reazione.

Quindi la risonanza, se sono qui e urlo: "Sai, Sai!" l'eco mi riporterà le parole : "Sai, Sai!"
Ottengo  lo stesso suono che emetto.
Questo è ciò che afferma Baba: se voi dite 'sì' Baba risponderà 'sì'. Se voi dite 'no' avrete per
risposta 'no'. Il 'sì' e il 'no' appartengono solamente a voi; per Baba tutto è sempre 'Sì, Sì!"

"Baba, voglio morire ora!"
"Sì, Sì" (risate)
"Swami, mi sono fratturato una gamba."
"Sì, Sì, molto bene!" (risate)
"Swami, mia nonna è morta"
"Giusto, bene. Sì, Sì,Sì"
"Voglio sposarmi."
"Sì, Sì, Sì"
"Non voglio sposarmi"
"Sì, Sì, Sì" (risate) questo è il risuono.
Questi sono esempi semplici di riflesso, reazione e risonanza.

Vi ringrazio tutti per essere stati qui oggi!
Possa Bhagavan essere con voi per sempre!
Grazie.



Nota:

*Karma = legge di causa e di conseguenza. Risultato delle proprie azioni.