15  settembre  2002
 


"SPIRITO  DI  SERVIZIO  O  SERVIZIO  ALLO  SPIRITO?"

 

Cari fratelli e sorelle!
L'argomento di questa mattina sarà: ' Spirito di servizio o servizio allo spirito? Quale dei due è
più importante? Dobbiamo avere 'spirito di servizio' o fare 'servizio allo spirito'? Dei due, quale
ha più importanza?
Dato che il servizio ha un ruolo importante nell' Organizzazione Sai, ed essendo esso prescritto
come sentiero spirituale per tutti i devoti, ho pensato che dovremmo spendere un po' di tempo sulla
filosofia del servizio.

Temo che facendo servizio sempre di più, senza conoscere la filosofia e lo spirito del servizio,
possiamo tendere a diventare meccanici. Se diventiamo meccanici il proposito è perso ed il servizio
si trasforma in un'azione di pura noia - una grande noia.  Perciò dobbiamo mantenere lo spirito di
servizio. Dobbiamo conoscerne il valore. Dobbiamo conoscere la filosofia che si cela  dietro il
servizio, senza la quale il servizio è una routine. E quando il servizio diventa monotono, diventa
anche senza significato.

Quindi, amici miei, quelli di noi che sono nel campo del servizio devono conoscerne la fiolosofia
di base. Molto spesso sento di gente che dice a tutti che dovremmo avere lo spirito di servizio.
Tutti dicono che è necessario avere lo spirito di servizio. Gli oratori ne parlano dai palchi ed
anche i politici fanno riferimento ad esso, anche se loro stessi  'non' servono. Allora, che cosa
c'è che dovrei sapere? È sufficiente avere questo 'spirito di servizio'? Che cosa s' intende con
'spirito di servizio'? Quando sapremo che cosa è il servizio, avremo risposto a questa domanda. Se
sappiamo che cosa è il servizio, avremo risposto alla domanda, e capiremo il significato della
frase: 'servizio allo Spirito'.

Non so quanti fra quelli che fanno  servizio sono consapevoli di questi fattori. Noi seguiamo
ciecamente, e basta. Se qualcuno mi dice: "Chiedi a tutti di sedersi in una fila", io lo farò;
oppure:  "Chiedi a tutti di uscire dalla sala": - io eseguirò.
E se qualcuno dice: " Portalo fuori! Buttalo fuori!" Perché no? Immediatamente!
Sfortunatamente, siamo diventati meccanici. Ancora più sfortunatamente, siamo diventati automi, e
non seguiamo lo spirito o la filosofia che sta dietro a tutto questo. Ecco perché non godiamo nel
fare servizio. Non è sufficiente servire - dobbiamo gioire nel servire. Dobbiamo essere felici
mentre serviamo. Dobbiamo essere felici mentre serviamo!

Proviamo gioia alla fine del servizio? La piccola felicità che avevamo guadagnato è sparita. Lo
vediamo guardando le facce. La faccia è l'indice della mente. Perciò è assolutamente chiaro che
facciamo servizio, ma non siamo contenti di ciò che stiamo facendo.  Vogliamo avere il lavoro di
qualcun altro - diverso dal nostro. Perché? Perché pensiamo che il servizio di qualcun altro sia
più promettente, porti maggior profitto di quello che facciamo noi. Vogliamo che Swami si accorga
di noi. Quindi il motivo e lo scopo veri e propri non hanno significato. Ecco perché dobbiamo
capire che cosa si intende per 'servizio' - dobbiamo conoscere 'lo spirito del servizio'.

Amici miei, dato che anch'io sono nel campo del servizio, non  dovete credere che io mi trovi su un
piedistallo, che stia cercando di fare sermoni, o di predicare. Non è quello che intendo fare, in
questa vita. Credetemi! Sono anch'io un umile servo del Signore.  Qui stiamo solo parlando fra di
noi. Sto solo condividendo con voi alcune vedute della letteratura Sai. Non c'è nessuno superiore -
qualcuno che insegna - e qualcun altro che è solo un ascoltatore passivo. Non sto cercando di
pontificare niente a nessuno.  Questo nostro incontro di brava gente, questo nostro 'satsang', ci
aiuta nell'introspezione, ci aiuta a valutare noi stessi da soli, senza l'intervento di altri.
Perciò, cerchiamo di imparare che cos'è il servizio.


IL  SERVIZIO  È  UN'OPPORTUNITÀ

Prima di sviluppare lo spirito di servizio, cerchiamo di capire che cosa sia il servizio.  Numero
uno: il servizio è un'opportunità. Dobbiamo essere molto chiari. Dato che il mio servizio da
qualche parte mi ha permesso di mantenere la mia famiglia, esso NON è un'opportunità. Qualcuno può
dire: "Ho fatto trent'anni di servizio come professore". Capisco. Perché? Per mantenere la
famiglia, per trarne di che vivere, per la propria sussistenza - allora questo tipo di servizio,
che mi ha procurato uno stipendio, NON è un' 'opportunità', ma una 'necessità'. Il servizio come
lavoro o professione è una necessità; ma il VERO servizio è un'opportunità.


IL  SERVIZIO  È  AMORE  IN  AZIONE

In secondo luogo: che cos'è il servizio? Il servizio è AMORE IN AZIONE. Non è sufficiente che un
padre dica: "Figlio caro, ti amo." Il figlio risponderà subito: "Papà, voglio un nuovo paio di
pantaloni ed una camicia nuova per Natale."
"No, caro figlio mio, ti amo, ma non ti darò vestiti nuovi."
Credete forse che il figlio riponderà: "Grazie, papà!"? (Risate) Questo genere di amore verbale non
è in alcun modo un servizio.
Un marito dice alla moglie: "Amore, ti amo." La moglie risponde subito: "Ho aspettato tanto per
questa opportunità. Perché non ci trasferiamo in una casa nuova? (risate) La casa attuale in cui
abitiamo non è abbastanza grande. Oppure comprami una lavatrice, come espressione del tuo amore. O
almeno una pentola a pressione. Mi piacerebbe anche quella."
"No cara, io ti amo. Non avanzare richieste."
La moglie risponderà forse: "Grazie."?

Quindi: l'amore deve avere un'espressione. Non basta che voi diciate: "Ti amo." No, no, no! Questo
amore è solo diplomatico. È un amore diplomatico. È solo sociale, verbale, una questione di
etichetta, è cortesia, espressione di decenza, una questione di buone maniere. Tutto qui. Ma alla
fine è niente, è uno zero. Se l'amore non viene espresso, è solo ipocrisia. Perciò, amici miei, il
servizio è l' AMORE IN AZIONE. Se non serviamo, non possiamo dire che amiamo. Questo è il secondo
punto.


IL  VERO  SERVIZIO  É  AL  DI  SOPRA  DELL'EGO

Il terzo punto: il vero servizio è al di sopra del nostro ego.
"Voglio diventare il convocatore di un Centro Sai, o meglio, il Presidente, o almeno convocatore
dei Seva Dal, o almeno voglio l'incarico di compilare le liste di anzianità." (risate) "Altrimenti,
voglio l'incarico di guardiano delle file oppure voglio arrotolare i tappeti, o srotolarli."
(risate) Questo genere di desiderio, questo genere di motivazione, di pianificazione, di meta, è
un'espressione di grande ignoranza.

Ignoranza - non ho detto innocenza! L'innocenza è più elevata, più grande, spirituale.
L'ignoranza è orribile e terribile. (risate) Si dev'essere innocenti, e non ignoranti. Una persona
ignorante dev'essere condannata, mentre una persona innocente dev'essere santificata. Un uomo
innocente è spirituale,
Divino, è come un bambino, mentre un uomo ignorante è sempre nell'oscurità - oscurità totale - ed
ha un elevata stupidità. Una persona simile dev'essere evitata.
Perciò, il servizio è al di sopra del sé (ego).  "Io non voglio nulla. Io non voglio che mi si
riservi qualcosa, non voglio il nome e la fama. Non voglio che mi venga dato niente di speciale,
no."  Silenziosi, calmi, sereni, senza onori - il vero servizio è quello che viene fatto in
silenzio, ed è come una fresca brezza, che diffonde il profumo dei fiori, senza annunci, senza
pubblicità, senza trasmissioni televisive. Allora, che cosa è il servizio? Il vero servizio è
quello che è al di sopra dell'ego.


IL  SERVIZIO  È  SPONTANEO,  NON  PROGRAMMATO

Il quarto punto è: il servizio è spontaneo, non è programmato.  Non è studiato. Trovo una persona
che per debolezza è caduta per terra e dico: "No, io faccio servizio dalle ore 14 alle ore 16.
Anche se cadi e ti viene un collasso, pazienza! (risate) Adesso sono fuori orario." Non c'è un
periodo stabilito per il servizio. La risposta dev'essere immediata e spontanea. Una reazione
immediata ad una situazione è servizio. Non è legata al tempo.
"Per favore, può chiedere a quella gente di stare zitta?"
"No, signore, io faccio servizio dalle sette alla dieci del mattino, mi scusi. Lo chieda a qualcun
altro." (risate) Questo non ha senso.

Allora: il servizio che è spontaneo, istantaneo, naturale - qualcosa che sgorga come una fontana -
è vero 'servizio'. Quello è il vero spirito di servizio. Il servizio è silenzioso. Il servizio è
silenzioso - niente propaganda. Se comincio dicendo: "Sapete perché faccio servizio?", state
facendo un 'disservizio', annunciandolo a questo modo. "Sapete da quanto faccio il Seva Dal?" Così
parlando state facendo un 'disservizio'. Se avete un vero spirito di servizio, non lo dite a
nessuno, non lo pubblicizzate, e non cercate dei meriti. Potete anche dire: "Sapevate come io
servivo a quei tempi?" Anche questo non è servizio. Non dovete essere pagati extra per il vostro
servizio di allora, nè il guadagno presente aumenterà di alcunchè per il vostro servizio passato.
Non ci dev'essre né paragone né competizione nel servizio, perché il servizio è sempre fatto in
silenzio.


BABA  É  UN  LAVORATORE  SILENZIOSO

Avrete seguito il programma presentato durante la sessione del pomeriggio del 10 settembre, il
giorno di Vinayaka Chavithi, dai ragazzi dell'Università Sai Sathya Sai - quelli che al momento
fanno servizio al 'Sri Sathya Sai Central Trust'. La maggior parte di voi, probabilmente, quel
giorno era là. Uno dei partecipanti ha riportato un'affermazione di Bhagavan. È un'affermazione
d'oro - un' affermazione che dev'essere scritta a lettere d'oro:

'Baba è un lavoratore silenzioso.'

Bhagavan non annuncerà: "Ho fatto molte cose." Non farà mai un'affermazione del genere. Invece,
davanti a Lui, noi diremo: "Ho fatto questo, ho fatto quello." Lui risponderà: "Stai zitto!"
(Risate) Potete lusingare un uomo, potete esagerare l'importanza delle cose del mondo, potete
sminuire il lavoro dei vostri nemici, o rispettare il lavoro dei vostri amici; ma Dio non vuole
pubblicità. Dio non si aspetta un vostro riconoscimento. Dio non aspetta i vostri ringraziamenti o
un'espressione di gratitudine, no!

"Bhagavan, che cosa c'è di sbagliato a dire: "Grazie"? Perché non posso dire: "Grazie "? Che cosa
c'è di sbagliato in questo? Perché no? Perchè? Dopo tutto, se mi cade il fazzoletto, se una persona
qualsiasi lo raccoglie e me lo dà, non dico forse: "Grazie"?  Allora, non posso dire: "Grazie,
Bhagavan!"? Perchè no?
Che cosa dice Baba a proposito?

"Quando un padre compra un vestito nuovo per suo figlio, il figlio non dirà mai: "Oh, papà, quanto
sei grande! Che padre meraviglioso che sei! - nuovi jeans - splendido! La maglietta - Oh, papà, sei
eccezionale!" Non si metterà a tessere le lodi del padre. Se la madre cuoce dei dolcetti squisiti a
casa, o fa le crostate,  o la pizza, non dirà: "Mamma, quanto sei grande!", come se fosse appena
cresciuta la notte prima!" (Risate)
"Il padre e la madre non si aspettano lodi o ringraziamenti. Io sono più che vostro padre o vostra
madre. Sono 'più' di un genitore fisico. In questa situazione, perché ringraziarmi?" Questo è ciò
che dice Bhagavan, perché il lavoro vero, il vero servizio, viene fatto nel silenzio. È un lavoro
silenzioso. Questo è il vero spirito di servizio.


IL  SERVIZIO  NON  SI  MISURA  DALL'IMPORTANZA  DEL  LAVORO

Il servizio non è collegato al tipo di lavoro o alla sua intensità. È lo spirito che conta. È
'bhava', lo spirito, la cosa importante. Lo spirito di servizio è più importante della grandezza
del servizio. Possiamo trovarci a fare moltissime cose. Ma dopo tutto, senza un vero sentimento non
hanno alcun significato. È importante quello che sentite.
A Kodaikanal un ragazzo aveva preparato un piccolissimo dono per Bhagavan. Era fatto di legno di
sandalo - un regalino piccolissimo. Swami lasciò tutto e andò a guardarlo. Non c'era niente di
grande - non era il Taj Mahal, o il Kutub Minor. Ma Swami si fermò a guardare quel piccolo lavoro
artistico fatto di legno di sandalo. Che bello!

Naturalmente, non riusciamo a sopportare che Swami apprezzi un' altra persona ed il suo regalo.
(Risate) "Swami, che cosa c'è di speciale in quella cosa lì? Perché la guardi?"
Bhagavan ci disse: "È lo spirito che contiene. Tutti voi eravate occupatissimi a comprare regali
per i vostri cari, per portare qualcosa al vostro ritorno a casa. Li avete comprati. Ma ecco un
ragazzo che non ha dimenticato Bhagavan ed ha fatto questo regalino. A Me questo basta. Io non
accetto regali. Non li voglio e non ne ho bisogno."
"Patram, Pushpam, Phalam, Toyam"  significa: un fiorellino, un cucchiaio d'acqua, un piccolo
frutto, donati col cuore puro, con spirito puro, sì:  'questo' è servizio. Non è la grandezza del
servizio che conta."


IL  VERO  SERVIZIO  È  CONTINUO,  NON  STAGIONALE

Il vero spirito di servizio richiede che serviamo continuamente. Il vero servizio è continuo, non è
stagionale. Qualcuno può dire. "Farò servizio nei mesi di febbraio e marzo." ... e il resto
dell'anno farsi servire. (Risate) Siete voi ad essere serviti? 'Ricevete' il servizio? No! Fare
servizio è un processo continuo.
Non è un'attività stagionale, come la stagione del mango, del grano o delle mele. Non è un raccolto
di stagione. È un'attività continua, dall'utero alla tomba, dalla nascita alla morte, fino
all'ultimo respiro. Cercate ogni possibilità di fare servizio perché l'opportunità che avete oggi
potrete non averla domani. Potrebbe non ripetersi per un'altra vita intera.  Dobbiamo essere
entusiasti di servire. Quindi: il servizio non è stagionale, ma continuo.


IL  SERVIZIO  NON  È  MERA  BRAVURA  O  PROFESSIONALITÀ

Nel vero servizio, non sono la bravura o la professionalità che contano, ma il cuore. È il cuore
che conta, perché un cuore puro è il tempio di Dio. La vostra bravura, la vostra professionalità,
la vostra esperienza, appartengono alla vostra testa; ma il sentimento e l'emozione sono nel vostro
cuore.  Perciò, è il cuore che conta, perché un cuore puro è il tempio di Dio. Nel servizio
dovrebbe essere il sentimento del cuore ad indurre a servire, non solo la bravura, l'esperienza o
la professionalità. Si deve servire col cuore, e non con la testa. Lo spirito di servizio è
trascendenza. È trascendentale. Il servizio non è ristretto ad una casta o a una comunità, ad un
credo, ad un  genere, ad una nazionalità, un tempo o un luogo. Il servizio spirituale trascende
tutte le limitazioni. È al di là di tutte queste relazioni, sì!
Se il servizio è limitato esclusiavamente alla vostra comunità, se è ristretto ad una classe o ad
un credo, diventa molto ristretto. È molto egoistico; è centrato su di sè; è localizzato; è
regionalizzato; è volto ad uno scopo. Invece, un vero spirito di servizio è al di là dell'età,
della classe sociale, della casta, della comunità, della razza o della nazionalità. Dobbiamo essere
motivati da queste considerazioni.


SERVITE,  MA  NON  SIATE  SERVI

Poi: servite e servite, ma non siate mai dei servi. Potete chiedere: "Che cosa significa questa
frase?" (Per vostra informazione, io non sono un membro della Facoltà di Inglese; sono uno studente
di scienze biologiche). Quindi: servite e servite, ma non siate mai dei servi. Essere un uomo di
servizio è ben diverso dall'essere un servo. Sì. Alcuni dicono: "Io sono un servo del Signore. Sono
un servo dell'Organizzazione." Perdonateli per la loro ignoranza. Un servo è sempre orientato al
salario. Se gli date di più, vi servirà di più. Un servo considera il servizio in termini di
'quantità'.
"Voglio che tu faccia questo lavoro."
"Glielo faccio per dieci rupie".
"Voglio che tu faccia anche quest'altro lavoro."
"Signore, per quest'altro mi deve dare altro denaro."
Quindi, un servo si aspetta del denaro; si aspetta qualcosa in cambio - sempre. Nessun servo lavora
gratis, totalmente gratis - specialmente nei centri di pellegrinaggio, come questo, dove le
aspettative sono ancora maggiori, perché vengono calcolate in dollari. Si aspettano qualcosa per
l'aiuto che vi danno. Un servo si aspetta qualcosa, ma un uomo di servizio non ha aspettative. Non
è orientato al salario, al denaro - non vuole niente, non ha aspettative.


UN  SERVO  È  LEGATO  ALL'ORARIO

Numero due: un servo è legato all'orario di lavoro: otto ore o sei ore. Quante ore servo a casa? E
in ufficio? Tempo, tutto qui. Al di là dell'orario stabilito, ci sono gli straordinari, che
significano pagamento supplementare. Quindi, un servo è legato all'orario. Un servo ha capacità
limitate. Un servo ha un lavoro designato.
"Trasporta il bagaglio da qui a là."
"Porta l'acqua da qui a laggiù."
"Portami in quel posto e lasciami là."
Un servo ha anche una specifica zona di servizio.
Un uomo di servizio, invece, è pronto a fare qualsiasi cosa in ogni momento. È l'esperto degli
esperti. Se siete un esperto, potete fare il servo. Ma se siete l'esperto degli esperti, potete
essere un uomo di servizio. Fra i Seva Dal, trovate ingegneri, dottori, professori, direttori,
manager bancari ed altri professionisti di gran classe. Lo sapevate?


LA  MOGLIE  DEL  GENERALE  DELL'AVIAZIONE

Tempo fa, mi sembra un anno fa, Bhagavan concesse un 'interview' ad un generale dell'aviazione,
comandante del servizio aereo. Mentre parlava con la famiglia, improvvisamente Swami si girò verso
la moglie e le chiese: "Quando sei arrivata?"
"Swami, sono arrivata un mese fa."
Poi si girò verso il marito e gli chiese:
"E tu?"
"Swami, sono arrivato stamattina. "
"Perché tua moglie è arrivata un mese fa e tu stamattina?"
La moglie replicò subito:
"Swami, sono venuta un mese fa con i Seva Dal di Nuova Dehli."
"Ah, capisco!"
"Potevo lavorare tutta la notte, allora ho lavorato nell'ospedale ad alta specializzazione Sri
Sathya Sai."
"Che lavoro hai svolto?"
"Ho spazzato."
Spazzato! Questa famiglia ha molti domestici a Nuova Dehli. Ma qui ha spazzato i corridoi per un
mese intero. Ha pulito i gabinetti per un mese intero.  Non la sto lodando. C'è molta gente così.
C'è molta, molta gente come lei.
Alcuni anni fa, un uomo era al cancello a Brindavan. Per curiosità gli chiesi: "Signore, da dove
viene?" Mi rispose: "Sono della Ditta Kolar, nel Karnataka." (È un'azienda commerciale a livello
nazionale). "E che cosa fa in quella ditta?" "Sono il direttore." "Tante grazie, signore!"
Scappai letteralmente di là. (Risate)


LASCIA  CHE  TI  MOSTRI  SUNDARAM

Circa dieci anni or sono, andai al tempio di Sundaram a Chennai per la prima volta. Non avevo mai
visitato Sundaram prima di allora. Bhagavan mi chiese: "Sei già stato a Sundaram?"
"No, Swami, è la prima volta."
"Ah, capisco. Allora, lascia che te lo faccia vedere."
Mi mostrò personalmente ogni singola stanza. Ne fui molto felice, perché avere Dio che ti fa da
Cicerone è assai diverso dell'avere un uomo che vi fa da guida! (Risate) Fa un oceano di
differenza!

In ogni angolo c'erano dei Seva Dal con i fazzoletti di riconoscimento al collo. Bhagavan ne chiamò
uno. "Vieni qui. Che lavoro fai?" "Sono professore di  ingegneria meccanica alla facoltà di
ingegneria di Madras." Uh-ha! Swami mi guardò immediatamente: "Tu conosci la tua posizione."
(Risate)
Non consideratevi migliori di nessun altro. L'ego fa sì che ognuno di noi si stimi oltre misura,
come se la nostra fosse una posizione speciale. Assolutamente no! Più comprendiamo che le cose sono
sempre andate avanti anche senza di noi, più verremo a conoscenza che in realtà siamo dei
'nessuno' - che non siamo niente.
Andammo avanti con la nostra visita. Swami chiese ad un'altra persona come si chiamava. Dopo che
ebbe risposto, le chiese anche quale fosse il suo mestiere.
"Direttore della compagnia Ashok Leyland."
Huh! Come avevo potuto fare quell'errore? (Risate) Bhagavan Baba voleva farmi capire che genere di
devoti ha - che lavori di responsabilità svolgono, quali posizioni di alta responsabilità
detengono. In un altro posto c'era un generatore ed un Seva Dal. Bhagavan continuò la Sua
inchiesta: "Che lavoro fai?" "Swami, sono professore di ingegneria elettronica alla facoltá di
ingegneria di Madras." Direttori, ingegneri, professori - ecco il genere di persone, Bhagavan!


LORO  ACCETTANO  UN'OPPORTUNITÀ

Amici miei, perché vi dico queste cose? C'è una ragione dietro a tutto ciò che vi sto raccontando,
ed è che questa gente accetta di fare seva (servizio) come un'opportunità. Non è un lavoro servile.
Non è un lavoro da considerare basso o meschino, no! Considerare il servizio basso e meschino è il
peggiore dei peccati.  Il servizio è un'opportunità d'oro. È così prezioso perché non venite pagati
per farlo. Voi non vi aspettate niente. Voi potete avere una posozione di prestigio. Ma ora state
lavorando in atto di adorazione a Dio stesso. Questa è trascendenza. Non dovete mai essere dei
servi. Ma dovete servire la gente. C'è un grande professore quest'anno nella nostra università.
L'avevo visto molte volte a Prasanthi Nilayam, ma non avevo mai pensato di vederlo insegnare nella
nostra facoltà! Sì, perché l'ho visto molte volte - umile, diligente, ben portante, acuto,
brillante. Ma quando sono venuto a sapere che è un professore, capo del dipartimento di economia
dell'università di Nuova Dehli, con riconoscimenti nazionale ed internazionali!... Fa servizio
regolarmente come Seva Dal nel Mandir - trasporta le sedie e i cuscini di qua è di là. Un uomo
riconosciuto a livello internazionale!


DANDO CIÒ CHE È NECESSARIO

Perchè vi sto dicendo questo? Molti Seva Dal sono dei professionisti. Sono degli esperti e fanno
questi piccoli, piccoli lavori a loro assegnati come atto di adorazione  a Dio. Non è che non
potrebbero fare quel lavoro che hanno fatto tutta la vita, certamente no! Il servizio spirituale
non è dare ciò che già avete o conoscete; è dare solo <ciò di cui c'è bisogno al momento>.  Questa
è la cosa importante. Bhagavan ha raccontato che una volta un Seva Dal, in preda all'entusiasmo,
aveva distribuito dei dolci a dei pazienti diabetici. (Risate) Dare dei dolci a dei pazienti
diabetici non è servizio. È piuttosto fornire loro un biglietto per un altro pianeta! (Risate)

Quindi, fate ciò che è necessario. Non possiamo pensare di nutrire i poveri degli Stati Uniti.
Loro, in America, non possono fare Narayana Seva e nutrire i poveri qui. Si deve fare ciò che è
necessario in un posto particolare, in base all'ubicazione geografica, alle condizioni climatiche,
alle considerazioni sociali  etc. Il servizio spirituale richiede che facciamo ciò di cui c'è
bisogno, non quello che magari sappiamo fare molto bene, no!


IL  SECONDO  ASPETTO:  PERCHÉ   IL SERVIZIO?

Amici miei, questa era la prima parte del discorso di questa mattina: "CHE COSA è il servizio?" Ho
citato undici punti. Ce ne saranno senz'altro altri, se ci pensate, basati sulla vostra esperienza.
Ho cercato di esporveli compatibilmente con il tempo disponibile, affinché avessimo un'idea del
significato dello 'spirito di servizio'.
Adesso passiamo al secondo aspetto: "PERCHÉ  fare servizio?" Questo aspetto ci dirà che non è solo
lo spirito con cui si compie il servizio ad essere importante. C'è qualcosa di più di quello, che è
ancora più importante. È il 'servizio allo Spirito'. Non è 'lo spirito di servizio', ma il
'servizio allo Spirito'. È il passo più elevato, il passo successivo. Se servite spiritualmente,
state facendo 'servizio allo spirito'. Questo è il passo successivo.


IL  SERVIZIO  È  CONSAPEVOLEZZA

Perché fare servizio? Dovremmo sapere che il servizio è consapevolezza. È consapevolezza di Dio
ovunque, consapevolzza di Dio in tutti, la consapevolazza di Dio che è onnisciente, onnipresente ed
onnipotente. Questa comprensione spirituale, questa comprensione totale della Divinitá è
consapevolezza. Questa consapevolezza ci aiuterà a diventare consapevoli che il servizio lo
facciamo allo spirito interiore, non a 'chiunque'. In secondo luogo, il servizio è 'sadhana' , un
sentiero spirituale. Tutte le religioni enfatizzano questo fatto. Infatti, nei nove sentieri di
devozione, il servizio ai Piedi di Loto (Pada sevanam), è il quarto passo - un passo più elevato
del mero ascoltare o cantare.

Che cosa è il servizio - il quarto passo nei nove sentieri della devozione? Ci sono nove sentieri,
dei quali il quarto è il servizio, che è più elevato dei tre che lo precedono. Il servizio è
'sadhana'. Avete bisogno di una strada da percorrere. Avete bisogno di un sentiero per procedere.
Vi serve un veicolo, per raggiungere la destinazione. Il servizio è un'automobile, il veicolo -
l'ultima Mercedes Benz! Il servizio è comunicazione. Il servizio è l'autostrada, l'autostrada
nazionale, per raggiungere Dio. È 'sadhana'. Conoscete Madre Teresa, vero? Il servizio che ha reso
fino al suo ultimo respiro! E a proposito di servizio, conoscete Swami Vivekananda, Mahavira...
mentre Bhagavan è il servizio fatto persona! Bhagavan Sri Sathya Sai Baba è il servizio incarnato.
Bhagavan Sri Sathya Sai Baba è il servizio che ha preso forma umana. Bhagavan Sri Sathya Sai Baba è
il servizio che cammina su due Piedi. Quindi, il servizio è sadhana, un sentiero, una pratica
spirituale, uno sforzo ed un impegno spirituale.


PERCHÉ  VUOI  CHE  FACCIAMO  SERVIZIO?

Terzo punto: "Bhagavan, perché vuoi che facciamo servizio? Io non ne ho voglia. Sono capace di
indurre gli altri a servire. (Risate) Posso organizzare le cose in modo che siano gli altri a
servire, sì. Ma perché dovrei essere IO a servire? Perché vuoi che IO serva gli altri?"
Bhagavan ha detto: "Il servizio è l'unico modo per diventare privi di ego. È il solo modo per
riuscire a prendere in considerazione la grande qualità dell'umiltà - essere umili, 'voler'
servire. Per liberarsi dell'ego, ci si deve 'arruolare' nel sentiero del servizio." Mentre servite,
non potete essere egoisti. A meno che non siate liberi dall'ego, non potete servire al meglio delle
vostre capacità.

Vi farò un piccolo esempio: qualche tempo fa, c'era una scatola di laddus. (Penso che la maggior
parte di voi sappiano che cosa sono i laddus: Bhagavan li distribuisce spesso nei giorni di festa.
Sono a forma di pallina da tennis, dolcetti piccoli e marroni - dolcetti molto importanti.) Swami
voleva che i ragazzi distribuissero la scatola di laddus. Mi chiamò e mi disse: "Porta qui la
scatola di laddus." Appena Swami fu entrato, Io chiamai uno o due ragazzi e dissi: "Portate qui la
scatola." (Risate) I ragazzi la portarono. Bhagavan se ne accorse. (Risate) Sì! Il gatto era uscito
dalla scatola!
Immediatamente venne verso di me e disse: "Io posso chiedere da solo ai ragazzi di portarmi
qualcosa. (Risate) Non devi delegare nessuno. Ti ho voluto dare questa possibilità di fare servizio
e tu l'hai sprecata. Ti ho dato una possibilità è tu l'hai mancata. Potresti non averne più
un'altra."

Amici miei, perché ho chiesto ai ragazzi di portare la scatola? Pensavo: "Sono il Preside del
College" (a quel tempo), "come posso mettermi a trasportare uno scatolone? No!  L'ego non me lo
permise.  In fondo c'erano dei laureandi che potevano farlo. Un professore con trentatre anni di
servizio che trasporta una scatola? No! (Risate) Il mio ego non me lo permise.
Ma chi lo fa non ha ego. Fino a quando c'è l'ego, non potremo mai essere spirituali. Fino a quando
c'è ego, non potremo mai essere religiosi. Fino a quando c'è ego, la realizzazione di Dio è fuori
discorso per cento vite a venire e anche più. Dovremmo dire: "Oh, ego, lasciami libero!" L'ego è il
più grande ostacolo, è una cortina di ferro fra Dio e me. Il servizio aiuta a liberarsi dall' ego,
a rimuovere la cortina di ferro, affinché possiamo sperimentare la manifestazione Divina. Questo è
il modo, l'unico modo, per diventare 'senza ego'.

Inoltre, cerchiamo di capire che non serviamo nessuno. Invece, serviamo 'noi stessi'. Tempo fa ad
alcuni membri fu concessa un'interview. Swami chiese loro (erano dei giovani, dei ragazzi): "Che
cosa fate?" "Cominciarono a dire: "Swami, aiutiamo gli anziani e gli handicappati. Aiutiamo i
bambini della scuola elementare." Swami disse: "Smettetela di dire sciocchezze, basta! Voi non
aiutate nessuno. Aiutate 'voi stessi'. Ogni azione di servizio è un'azione verso se stessi, non
verso gli altri.


"VOI  PENSATE  DI  SERVIRE  ME?"

Quache tempo fa Baba fece un esempio. Un mattino, sembra che un signore avesse deciso di offrire
del cibo ad un vecchio bramino come atto di servizio. Vedete - se avesse dato del cibo ad un
non-bramino avrebbe commesso qualche sorta di peccato. Perció voleva dar del cibo solo ad un
bramino. Sin dal mattino si mise  ad aspettare che un Bramino passasse di là.
Alla fine, verso le 13,30, trovò un Bramino di circa 80-85 anni. Subito disse: "Signore, La stavo
aspettando. Per favore, venga a casa mia. Le darò del cibo. Sto aspettando."

[Arrivati a casa], quell'anziano signore si sedette a tavola davanti al Bramino. Il cibo venne
servito ed il Bramino cominciò a mangiare.  Quel signore era molto irritato.
'Ma sarà veramente un Bramino? A me non sembra. (Risate) Dovrebbe lavarsi i piedi innanzitutto.
Dovrebbe dire le sue preghiere, e poi spruzzare acqua sulla foglia di piantaggine, e solo dopo
cominciare a mangiare. Come può essere un Bramino se comincia a mangiare subito?'
Allora disse al Bramino: "Questo cibo non è per Lei!   Per favore, se ne vada!" (Risate) Quindi,
come sempre al pomeriggio, quel signore pranzò e poi dormì.

Mentre dormiva, fece un sogno. Bhagavan gli apparve e gli disse: "Ehi amico, sei un bufalo?
(Risate) Io ho dato da mangiare a quel vecchio Bramino per ottantacinque anni! Ha sempre mangiato
senza problemi due volte al giorno. Tu non gli hai dato da mangiare neppure una volta, e credi di
servire Me? Pensi che quel cibo Mi raggiunga? Stupido - sei uno stupido!" L'anziano signore si alzò
dal letto e corse immediatamente a cercare il vecchio Bramino ma non riuscì a trovarlo. Era stato
Bhagavan ad apparire a quel signore in forma del vecchio Bramino, per insegnargli la lezione che
non stava aiutando nessuno - no, no! In questo istante, in questo momento, ci viene data
l'opportunità di aiutare noi stessi tramite l'aiuto che diamo agli altri.  Questo è il significato
del 'servizio allo Spirito'.


IL  SERVIZIO  È  L'UNICA  STRADA  PER  LA  REALIZZAZIONE

Ed ora il quarto punto: il servizio è l'unica strada per la realizzazione. Il culmine del servizio
è la realizzazione. Che cosa c'è da realizzare? Con il vero servizio, voi realizzate che Dio è in
tutti . È un passaggio dall' 'io' al 'noi'.  Dio è una forma cosmica. Dio non è una persona. Dio
non è un oggetto. Dio è cosmico. Dio è universale, ed incarna tutto il mondo organico. Avrete
l'esperienza cosmica della realizzazione quando procederete sul sentiero del servizio. Bhagavan ha
fatto un esempio anche a questo proposito. Molto tempo fa, viveva un devoto di nome Eknath. Quel
devoto trasportava a Rameshwaram una pentola contenente dell'acqua del Gange. Faceva molto caldo
quel giorno, e lui stava trasportando questa pentola piena di acqua del Gange a Rameshwaram. Eknath
vide un asino sdraiato per terra, che soffriva intensamente per via della sete. Eknath
immediatamente dette un po' d'acqua a quel povero asino. Tutti si presero gioco di lui: "L'acqua
sacra del Gange dev'essere portata a Rameshwaram. Perché l'hai data all'asino? Doveva essere
offerta al Signore Shiva, non a questo asino!"
Eknath rispose: "Lo stesso Shiva è anche qui in questo asino. Questo asino assetato è il riflesso e
l'incarnazione di Shiva. Ecco perché gli ho dato l'acqua!"

Questo è l'apogeo del successo e della gloria; è la realizzazione. Dio serve l'uomo e l'uomo serve
il suo prossimo. L'uomo deve servire l'uomo, perché Dio serve l'uomo. Baba una volta ha detto: "Mi
vedete mentre distribuisco dei vestiti. Mi vedete distribuire ogni sorta di cose. Io servo e servo.
Continuo a dare, a dare... perché?"
Perché distribuisce delle cose mentre siamo tutti là? Potrebbe dire: "Alle 12 vengano tutte le
persone bisognose." Potrebbe distribuire i vestiti  ai poveri e alle due potremmo arrivare tutti
noi. Perché serve davanti a noi, perché serve mentre tutta la gente osserva? Lo fa per darci il Suo
Divino esempio, affinchè noi impariamo a servire come fa Lui.

Ieri ha parlato di un uomo di Bombay che ha adottato due ragazzi, perché gli altri due sono
residenti a Prasanthi Nilayam a servire Bhagavan. Questa coppia di genitori è rimasta libera e che
cosa ha fatto? Ha adottato altri due ragazzi. Perché?
"Seguiamo l'esempio di Bhagavan."
Adozione - adottare bambini poveri, servire i poveri ed i bisognosi, aiutare tutti - dobbiamo
emulare il suo esempio. Abbiamo l'esempio migliore proprio davanti a noi! Dio serve l'uomo affinché
l'uomo impari a servire il suo prossimo.


SIATE  SEMPRE  DI  AIUTO,  NON  FERITE  MAI

Punto cinque: "Siate sempre di aiuto, non ferite mai." Dobbiamo sempre essere di aiuto e non
dobbiamo mai far del male a nessuno. Un aiuto non dev'essere sempre necessariamente materiale o
finanziario - no, no, no!
Non vi preoccupate! Perché siete frustrati? Non siate diapiaciuti se Swami non vi ha guardati - no,
no! Io ero come voi per tanti, tanti lunghissimi  anni. Ho aspettato ed aspettato, fino a quando
Bhagavan mi ha dato tutto e con gli interessi composti! Uno sguardo perso oggi è garanzia di molti
sguardi in futuro. Perciò, non preoccupiamoci del momento presente.

All'improvviso Swami ha chiesto ad un ragazzo: "Come sta tuo nonno?" E ad un altro: "Come sta tua
madre?"
Erano tutti sorpresi. Ha detto: "Tuo nonno è stato operato. Sta migliorando, non ti preoccupare." E
all'altro: "Tua madre soffre di cancro. Crede di essere totalmente guarita. Ma non lo è ancora.
Domani ti darò del 'prasad' da spedirle."
Poi Swami si è girato e mi ha detto: "Guarda qui. Molti dei ragazzi credono che io non pensi a loro
e che non li conosca. Molti si sentono rifiutati. Molti sono frustrati. Ricordatevi: Io conosco
ciascuno di voi come vi conosce la vostra famiglia - i vostri fratelli, le vostre sorelle, i vostri
genitori - conosco ogni dettaglio."  Poi ha sorriso.

Questo è Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Esternamente pensiamo di essere rifiutati, perché non ha
parlato con noi, perché non ci ha mai guardati. No, no, no! Lui è il Divino Cosmico: il nostro
futuro, il nostro presente ed il nostro passato, tutti e tre questi film sono 'salvati' nel
computer Divino. Ecco perché dobbiamo stare molto attenti - aiutare sempre ed essere sempre pronti.


TRE  MODI  DI  SERVIRE

Poi, Bhagavan ha detto che ci sono tre modi di servire, tre tipi di servizio. Uno: alcuni vogliono
servire la gente ricca. Ma il ricco non ha bisogno del vostro servizio perché può pagarsi delle
persone che lo servano. Comunque, se servite i ricchi, questo si chiama 'Lakshmi Narayana seva'.
(Lakshmi significa 'ricchezza').
In secondo luogo, potete servire delle persone che si trovano nella vostra situazione, dei  vostri
'pari'. È un mio collega, perciò è un mio pari. Lo servo perché posso aver bisogno di un suo
servizio domani - servizio scambi. (Risate) Sí, è un servizio scambi. Il servizio alle persone
nostre 'pari' si chiama Aswathnarayana seva e il servizio al ricco 'Lakshmi Narayana seva'. Ma il
vero servizio è quello fatto al povero, che si chiama 'Daridranarayana'.

Narayana è una cosa comune per la gente povera. Non dovete pensare che ci sia un Narayana, o Dio,
nella gente povera diverso da Quello presente nella gente ricca - no, no, no! Dio è in tutti allo
stesso modo. Egli si trova sia nei ricchi che nei poveri. Ma il servizio è molto più necessario e
richiesto nel caso della gente povera. Inoltre il servizio è un'opportunità per esprimere la nostra
gratitudine  ed il nostro ringraziamento a Dio. "Oh, Dio, Ti ringrazio per questa opportunità." Noi
dobbiamo esprimerGli a questo modo la nostra gratitudine.


LE  MANI  CHE  SERVONO  SONO  PIÙ  SANTE  DELLE  LABBRA  CHE  PREGANO

Bhagavan dice anche: "Le mani che servono sono più sante delle labbra che pregano." Le labbra che
pregano sono certamente inferiori alle mani che servono.  Le mani che servono sono più elevate -
questo e ciò che Swami vuole che noi sappiamo. Qual è il servizio più elevato, il servizio
migliore? Paropakaram: cioè l'aiuto agli altri. Bhagavan tuttavia usa un'altra connotazione per
questo vocabolo. 'Param' significa 'Dio', 'upa' significa 'vicino' e 'karam' significa 'unirsi'. Il
servizio che aiuterà tutti ad andare verso Dio, che li aiuterà a pensare a  Dio, che aiuterà ad
avvicinarsi a Dio, a recitarne il Nome o ad incamminarsi sul sentiero della Divinità - quello è il
servizio più elevato.

Para+upa+karam=Paropakaram, cioè 'portare qualcuno più vicino a Dio'. Sia che questo avvenga
tramite il canto, il pensiero o la ripetizione del Nome - comunque avvenga, questo è il servizio
più elevato ed è anche il merito (punyam) o 'Paropakarma punyam'.
Che cosa significa 'paapam'? È un peccato: Papaya Parapeedanam. In un normale contesto, questo
significa far del male a qualcuno - far del male agli altri. Ma Bhagavan cambia il significato.
'Param' è Dio e 'Peedanam' è la 'diversità' o 'Dio nei molti'. Ma Dio è Uno. Quindi la pluralità o
la molteplicità non hanno spazio nella spiritualità. Dio è unità, non molteplicità o diversità.
Pensare a Dio come 'molti' è un peccato. Alla domanda: 'A chi facciamo servizio?', la risposta è
che il servizio, il vero servizio, è servizio allo Spirito, e a nient'altro.


IL  SERVIZIO  È  SAI,  SAI  È  SERVIZIO

Infine, esaminiamo il 'come' fare servizio. 'Il servizio è Sai, Sai è servizio.' Impariamo da Lui.
Emuliamo il Suo esempio. Il secondo punto è che una volta che cominciate a servire gli altri,
l'uomo (manishi) diventa un santo (maharshi). In terzo luogo, quali sono i requisiti del 'come'
servire? Innanzitutto servite in silenzio, umilmente e con amore. Non interferite. Supponete che
mentre fate servizio qualcuno dica: "No, siediti. Lasciali lavorare": questa è un interferenza. Il
servizio non è interferenza, no! Questo è un 'disservizio'. Inoltre dobbiamo coltivare lo spirito,
capire lo spirito - questo è un prerequisito fondamentale nel campo del servizio.
E poi dobbiamo essere indifferenti al biasimo e alla lode. Quando la gente continua a lodarvi,
bene, tendete ad essere egoisti. Se vi biasimano, diventate depressi. Non siate affetti né dal
biasimo né dalla lode. Non fatevi toccare dalla lode, perché essa fa sì che l'ego alzi la sua
brutta testa, cosa che può avvenire in ogni momento.

Ciò di cui c'è bisogno sono le tre P: purezza, pazienza e perseveranza. La purezza, la pazienza e
la perseveranza sono le qualità richieste ad ogni uomo di servizio. Se egli è puro, sarà abbastanza
paziente. Se è puro e paziente, sarà perseverante . Avrà la grande qualità della determinazione nel
perseguimento dei suoi scopi. E poi, S-A-I: Sai. La 'S' sta per servizio, 'karma yoga', o sentiero
dell'azione. 'A' sta per adorazione, e 'B' per 'Bhakti', o sentiero della devozione. 'I' sta per
illuminazione, il sentiero della conoscenza, o 'jnana'. Perciò il servizio, che è 'karma yoga' o
azione, dovrebbe portarvi alla devozione ed alla adorazione ('bhakti yoga'), che vi conferisce la
conoscenza o illuminazione, 'jnana'. Quindi, il percorso va dall'azione alla devozione alla
conoscenza, che è come andare da Bombay a Francoforte a Londra o New York.  Sono stato chiaro? Ecco
di che cosa si tratta: di un modo per trasformarsi.


SAI:  ASSOCIAZIONE  SPIRITUALE  E  CAMBIAMENTO  INDIVIDUALE

Ora viene un altro significato di 'S-A-I'. S è il cambiamento spirituale. 'A' è il cambiamento di
associazione. 'I' è il cambiamento individuale.
Che cosa è il cambiamento spirituale? Noi pensiamo che Dio si trovi in un tempio. Pensiamo che sia
sufficiente adorarlo la domenica o il giovedì o qualche altro giorno. 'Cambiamento spirituale'
significa acquisire la consapevolezza che Dio è presente in tutti e in tutto, dal micro al
macrocosmo.

Sarvada, Sarva Kaaleshu,
Sarvatra Hari Chintanam.

Sarvada significa 'tutte le cose sempre'. Sarva Kaaleshu  vuol dire 'ovunque'. Sarvatra significa
'ovunque, tutti'.  Hari Chintanam  significa 'pensa a Lui'. Questo è il cambiamento spirituale di
cui oggi c'è massimamente bisogno.
'A': cambiamento di associazione. Ci associamo alla gente sbagliata, frequentiamo persone che non
dovremmo frequentare, persone non umane. No! Dobbiamo frequentare solo gente buona e nobile -
dobbiamo stare in buona compagnia. Deve avvenire un cambiamento nella sfera delle persone che
frequentiamo. Quindi, 'A' sta per 'cambiamento di associazione'. Poi: 'I', cambiamento individuale.
Penso di essere il corpo, di essere la mente - no! Io sono lo Spirito. Ho bisogno di realizzare che
sono una scintilla del Divino.

C'è quindi bisogno di cambiamenti - un cambiamento spirituale, un cambiamento del giro di persone
che frequentiamo, un cambiamento individuale. Il cambiamento individuale si chiama vyashti. Il
cambiamento dell'associazione è samashti ed il cambiamento spirituale è Parameshti.
Vyashti, samashti, e Parameshti sono i tre passi del cambiamento. Sono i tre cambiamenti in questo
processo di trasformazione. Questo è il vero servizio allo spirito.


LA  NATURA  È  IL  MIGLIORE I NSEGNANTE,  LA  VITA  É  IL  MIGLIOR  PREDICATORE

Infine, il miglior insegnante è la natura. Troviamo fiumi che scorrono incessantemente, sedando la
nostra sete; alberi che ci forniscono la frutta, mucche che ci donano il loro latte. Il latte delle
mucche, i frutti degli alberi, la brezza mattutina, i raggi del sole e della luna, ci servono senza
voler niente per sé, senza una parola di riconoscimento o di apprezzamento. Ecco perché Bhagavan
dice: "La natura è il miglior insegnante."

"La vita è il miglior predicatore". La nostra vita è il miglior predicatore. Questo significa che,
quando la vita passa per determinati stadi - stadi di esaltazione, di giubilo, di frustazione e
depressione - ogni stadio ci insegna come rimanere stabili di mente, equanimi, come essere di
esempio, come non  venir portati via dal vento, dai capricci e dai ghiribizzi del mondo.

La vita è il predicatore migliore, perché nulla a questo mondo è permanente. Nessuno qui vive per
sempre. La vita è una nuvola di passaggio. Ma questo momento, sebbene temporaneo, è un momento
dell'eternità: la vita è nel presente, perché il passato è morto ed il futuro è solo una spernaza.
Il futuro non è certo. Il futuro è una speranza, una promessa, un sogno, e può non venire affatto.
Il futuro può non esserci, e il passato è finito. Il passato è storia ed il futuro è un mistero.
Solo il momento presente è realtá. Viviamo nel presente, perché questo momento è quello eterno ed
immortale.

Che Bhagavan ci aiuti in ogni momento della nostra vita. Che da questo istante in poi possiamo
realizzare che il servizio non è per gli altri, ma per lo Spirito interiore.

Che Bhagavan vi benedica.
Tante, tante grazie!