08 Dicembre 2002
LE MIE ESPERIENZE PERSONALI
(Parte Seconda)
Cari Fratelli e Sorelle!
Condividiamo alcune esperienze. Oggi suddividerò la mia conferenza in due
sezioni. Nella prima
sezione, secondo la richiesta di alcuni amici, condividerò con voi alcune mie
esperienze. Nella
seconda parte avremo le domande e risposte.
Era il 25 di Ottobre quando condivisi con voi la prima parte delle mie
esperienze personali. Io
pensavo che la cosa si concludesse lì. Ma ho ricevuto una serie di lettere e di
richieste, che
dicono che voi volete saperne di più. Ad esser sincero, adoro parlarne, col
solo timore però che
la gente possa scambiare la cosa per un tentativo di farmi pubblicità, cosa cui
sono assolutamente
contrario. Ma a causa delle insistenze dei miei amici, questa mattina vi
comunicherò certe mie
esperienze.
Come vi raccontai durante l'ultima lezione del 25 Ottobre, in quel periodo mi
trovavo in un periodo
di 'esilio', da Bhagavan ricevevo solo totale silenzio; Egli non si accorgeva
neppure di
quest'essere umano di nome Anil Kumar. Per sette od otto lunghi anni, io non
esistevo, ero una
non-entità, e quasi "in un vuoto" ovunque mi sedessi. Andò avanti così per un
lungo periodo, per
sette od otto anni. Nello stesso incontro del 25 Ottobre, raccontai anche come
andarono le cose
dopo quel lungo periodo di attesa.
IMPEGNATISSIMO NELL'INSEGNAMENTO
Durante quel lungo periodo di attesa, certe cose accaddero misteriosamente,
incomprensibilmente, al
di là di ogni comprensione e di ogni aspettativa. Era l'anno 1975, ed io ero
molto impegnato
durante il corso estivo. Stavo preparando gli studenti all'esame di ammissione
al corso di
medicina, che è un avvenimento annuale. Durante tale periodo, ricaviamo anche
qualche soldo in più
del previsto, per cui è tanto più gradito!
Fino alle 10 di sera ero occupato a preparare gli studenti. Il programma
cominciava alle 6:30 di
mattina, ed andava avanti fino alle 10 di sera. Tutto dipendeva dalla stima che
c'era nei confronti
della persona, dall'attrazione che esercitava, o come si presentava, e dal gusto
degli studenti;
quindi, in base alla domanda, un insegnante si trovava davanti tutto il lavoro
possibile. C'erano
volte in cui insegnavo per 13 ore al giorno, perché tale era il mio indice di
gradimento.
UN COLLOQUIO AL ROTARY INTERNATIONAL
Dunque, era l'ultima ora, circa le 9.45 di sera o giù di lì. Improvvisamente
ricevetti un messaggio
da alcuni miei amici, che mi chiedeva di partecipare ad un "colloquio" alle 10.
Di che colloquio si
potesse trattare, io proprio non sapevo. Risposi: "Vi vedrò dopo."
Essi andarono tutti ad incontrare il rettore, C.V.N. Dhun, di un prestigioso
Istituto chiamato Ravi
Tutor College a Guntur. Ma il rettore stesso venne a dirmi: "Io non posso
rischiare la mia
reputazione. È bene che sospendiate questa lezione ed ascoltiate i vostri
amici."
Allora io chiesi ai miei amici, "Che cosa volete da me?"
Mi dissero: "C'è in corso un colloquio. Voi dovete andare a questo colloquio."
"Che colloquio? Cosa dovrei fare?"
Non me lo dissero. Mi spinsero in un grande palazzo adiacente a questo college.
Finalmente scoprii
che si trattava di una convocazione del Rotary Club International, che ogni anno
selezionava un
gruppo di cinque persone per andare all'estero a studiare gli aspetti sociali ed
educativi di quel
Paese. Il programma è chiamato Group Study Exchange Program, GSE. Nell'ambito
del programma GSE,
vengono selezionati ogni anno cinque rappresentanti, uno per l'agricoltura, uno
per l'ingegneria,
uno per la medicina, uno per la pedagogia, e via dicendo, uno per ogni settore.
Fatta salva la
condizione che voi non siate imparentati con membri del Rotary Club, questo è un
concorso aperto.
Bene, io non avevo cipria con me; ero invece pieno di polvere di gesso, avendo
insegnato fino alle
10 quella sera. Potete immaginarvi, come ero ridotto alle 10 di sera, morto di
stanchezza, dopo
aver insegnato 13 ore quel giorno. Non potendo dire di no ai miei amici, in
qualche modo entrai.
Il mio turno era l'ultimo, poiché il colloquio era iniziato alle 8. Bene! Avrei
potuto salutare
tutti ed andarmene!
Dunque, entrai. Il Presidente, che era un dottore, la segretaria, ed un anziano
avvocato dissero:
"Non abbiamo per lei alcuna domanda."
"E allora perché mi avete chiamato a questo colloquio?"
Risposero: "È solo una formalità. I nostri figli sono suoi studenti, perciò lei
è stato
selezionato a livello regionale."
Mi misi a ridere, "Oh, vanno così le cose allora? OK!"
La mattina successiva mi mandarono un modulo da compilare per la domanda di
partecipazione: prima
la selezione, poi la domanda, esattamente al contrario. Ecco Sai che cominciò a
lavorare alla Sua
maniera!
IL COLLOQUIO FINALE AD HYDERABAD
Dovevo andare al colloquio finale ad Hyderabad, al Riggs Hotel, uno degli
alberghi più prestigiosi,
a quei tempi. In seguito, molti altri alberghi di lusso sono stati costruiti, ma
allora il Riggs
era il più caro.
In un modo o nell'altro venni convinto ad andare all'incontro finale, che
riguardava concorrenti
provenienti da tre stati. Il colloquio si sarebbe svolto in cinque giorni.
Eravamo in molti. Io
avevo semplicemente deciso di partecipare al colloquio, ma non avevo tempo per
prepararmi o per
leggere nulla, a causa dei miei impegni pressanti, poiché dovevo insegnare
botanica ai miei
studenti e prepararli all'esame di ammissione a medicina. Il numero di posti che
avrebbero ottenuto
gli studenti, avrebbe deciso il mio destino dell'anno successivo. Per questo
dovevo essere molto
scrupoloso e molto competitivo.
Sul treno per Hyderabad, c'erano diversi giovanotti che si recavano allo stesso
incontro. Scoprii
di essere l'unico uomo sposato con quattro bambini, mentre parecchi degli altri
erano scapoli. In
tutti i casi, io ero rilassato perché non ne facevo una questione importante.
Non c'era da vincere
né da perdere. Non nutrendo alcuna aspettativa, non c'era nulla da perdere!
Essendo da poco entrato nell'area di Sai, trovandomi in quel periodo di novità,
io canticchiavo dei
bhajan, come quasi tutti facciamo. Non avrei mai pensato di disturbare qualcuno
di quei tipi che si
preparava per l'esame. Uno o due discesero dalle loro cuccette e mi diedero dei
libri per
prepararmi. Non mi chiesero di non cantare. In modo assai rispettoso, raffinato,
mi invitavano a
leggere anziché a cantare. Probabilmente c'erano due motivi: la mia voce non era
granché, e poi non
riuscivano a concentrarsi.
A quel punto compresi il mio errore e dissi: "Che libri mi date?" Il titolo di
un libro era "India,
Chi è Chi?" Quel libro viene pubblicato ogni anno. Tratta di tutti gli ultimi
sviluppi del Paese,
e delle personalità che compaiono sui giornali, a livello nazionale ed
internazionale,
particolarmente sulle prime pagine. Attendendosi delle domande su questo
argomento, alcuni vi si
preparavano. Così, appena uno aveva terminato di leggerlo, me lo aveva passato.
Un altro mi diede
"Manorama", altro libro che trattava di tutti gli ultimi sviluppi.
Essendo sufficientemente sveglio, dissi a quei signori: "Vi capisco. Vi sto
disturbando. Non
preoccupatevi. Io non ho nulla da leggere perché non leggo mai niente su questi
argomenti per
prepararmi ad un colloquio. Perché dovrei leggerli adesso? Sia "India Oggi"
(una popolare rivista
nazionale), India ieri o India domani, India è India. Io non ho tempo per
leggere. Lasciatemi in
pace" dissi. A loro bastava il mio silenzio.
Tuttavia, un chirurgo cardio-pediatrico, un dottore che si chiamava Balakrishna
Murthi, che si
occupava di patologie cardiache infantili, era seduto proprio di fronte a me con
sua figlia. Questa
mi osservava fissamente, ed io non capivo perché. Dissi loro: "Non sono un
pazzo; non mordo
nessuno. Sto solo canticchiando dei bhajan di Sai . Non abbiate paura di me."
Essi risero. La
fanciulla non poteva immaginare che nel giro di tre o quattro anni sarebbe
diventata mia allieva.
Ora è sposata ed abita in America. Ancor oggi, quando capita loro di
incontrarmi, si fanno delle
gran risate ricordando il mio commento che non ero un matto.
Dunque, quella era la situazione. Niente da perdere né da guadagnare.
Un altro tipo, un uomo d'età, che conoscevo bene, venne a dirmi: "Ma cosa fa?
Perché non legge? Io
ho partecipato a questa selezione l'anno scorso e quello prima, senza successo.
Occorre essere
preparati; come mai si comporta così?" Risposi: "Mia sorella abita ad
Hyderabad. Mi hanno invitato
per la cerimonia di inaugurazione della loro casa, ma non ho potuto parteciparvi
per via di un
intenso programma di preparazione all'esame di ammissione a medicina. Ora, ci
vado con l'occasione
di questo colloquio, quindi non ho nulla da perdere né da guadagnare. Caro
signore, lei faccia
quello che crede; io prego affinché vi selezionino." E così lo feci tacere.
Mi preparai per presentarmi al colloquio. Il mio abito del matrimonio era ancora
bello a quei
tempi. Indossai quel vestito blu scuro con una camicia arancio, una cravatta blu
scuro con delle
stelle, e scarpe ben lucidate con lo spray . Mi recai al Hotel Riggs, dove mi
attendevano.
LE DOMANDE
Molti giovani, dopo il colloquio, parlavano tra loro circa le domande che erano
state poste. Per
curiosità, io volli sentire le domande, ma non avrei avuto risposte per nessuna
di esse.
Era l'anno in cui l'India aveva lanciato un progetto di ricerca spaziale
chiamato "Arya Bhatta",
che culminò con un satellite. Alla gente furono poste delle domande relative ad
"Arya Bhatta", al
lancio di questo satellite da parte degli scienziati Indiani. Io mi chiedevo:
"Se mi facessero
quella domanda, che risposta darei?" Un grosso zero!
Ad un altro signore venne posta una domanda su di un trattato tra India ed
Unione Sovietica. A
quel tempo India ed Unione Sovietica avevano concluso un trattato. "Nella
posizione di Paese non
allineato, come ha potuto l'India stringere un trattato con la USSR?" Quella era
la domanda. Io non
sapevo neppure che ci fosse un trattato, figurarsi delle sue giustificazioni!
In quel periodo era stata arrestata una persona assai importante del mercato
nero. C'erano state
ricerche in tutta la nazione, ed alla fine le forze governative erano riuscite
ad arrestarlo.
Vennero poste alcune domande su quel fatto. Io non sapevo dell'esistenza di quel
bandito, né del
suo arresto.
Era anche l'epoca in cui Indira Gandhi, allora Primo Ministro, aveva dichiarato
l'emergenza
nazionale. Ci furono delle domande su questo argomento. "Essendo l'India una
repubblica democratica
secolare, sovrana, come ha potuto essere dichiarato lo stato di emergenza (che
non è un atto
democratico) in un Paese del genere?" Beh, emergenza o non-emergenza, io non mi
sentivo toccato
perché facevo solo il mio dovere. Come insegnante, sono poco toccato dalle
emergenze. Forse quelli
impegnati in politica ne sono influenzati, ma la maggior parte di noi impiegati
non ne viene
colpita, e quindi non c'è nulla di cui preoccuparsi. Ma io non avrei avuto
risposta, se la stessa
domanda fosse stata posta a me.
Rivolsi una silenziosa preghiera a Baba: "Swami, fa in modo che non sia esposto
a simili domande.
Swami, salvami dalla vergogna!"
La mia seconda preghiera era questa: "Fa che non mi pongano domande di
conoscenza generale, come
'qual è la capitale della Norvegia, della Svezia, della Danimarca, del
Guatemala, o
dell'Argentina' - perché non avrei risposte immediate."
"Quando verranno a sapere che ho studiato biologia, fa che non mi domandino il
nome di una rana
senza coda, o di una con la coda, con la testa e senza testa. Infine, temo che
mi dicano, alzando
le sopracciglia, 'Che genere di insegnante siete se non sapete queste cose?' Il
mio lavoro sarebbe
screditato. Io sarei svergognato, e mi sentirei personalmente insultato se mi
chiedessero simili
domande."
"Swami, salvami da quella vergogna e salva il mio lavoro come professore, in
modo che non sia
l'oggetto del ridicolo per il pubblico, particolarmente per i membri della
commissione
esaminatrice."
In tutti i casi, io andai a sedermi rilassato, accavallando le gambe, col
braccio disteso sulla
sedia vicina, assolutamente tranquillo perché non c'era niente da perdere e
niente da vincere. Ero
pienamente consapevole che avrei parlato alla Divina Presenza di Baba, che si
trovava non solo là,
ma anche qui nel nostro cuore. È bene verificare ogni cosa si dica, in ogni
momento, perché
Bhagavan è un ascoltatore silenzioso di ognuna delle nostre conversazioni. Io ho
anche avuto molte
amare esperienze, a questo riguardo. Egli non lascia spazio ad alcuna
esagerazione o sminuizione,
ma accetta solo affermazioni basate sui fatti e non fantasie.
TUTTE LE DOMANDE RIGUARDARONO SOLO LA LETTERATURA SAI
Ebbene, nel pieno intendimento di questo, io vi dico, che mi crediate o no, che
tutte le domande
furono esclusivamente sul tema della letteratura Sai! Tutto qui! Tra i miei
dati non c'era
menzione di Sathya Sai Baba, niente del tutto! Eppure tutte le domande furono
sulla letteratura
Sai.
In quel periodo io ero entrato da poco nel movimento Sai, ed ero assai edotto
sulla letteratura
Sai. In quegli anni, girando per ogni villaggio dell'Andhra Pradesh , avevo
preso confidenza con
gli insegnamenti di Sai. Così avevo una risposta ad ogni domanda. Penso che vi
interessi sapere
qualcuna di quelle domande. Saranno interessanti per tutti voi.
C'erano dodici membri del Rotary International, ex presidenti locali, che uno ad
uno mi fecero
quelle domande. Mi pareva di essere Abhimanyu circondato da tutta quella gente
nel Padmavyuha (la
formidabile formazione militare, nella quale il figlio di Arjuna fu intrappolato
ed ucciso); così
mi appariva la sala del colloquio.
"DIO E' UNO ED UNICO"
La prima domanda fu questa: "L'India è densamente popolata, non solo dalla
gente, ma anche da molti
dei. Come giustifica il numero degli dei ed il numero degli abitanti del suo
Paese?" Questa fu la
prima domanda.
La risposta era facilmente disponibile nella letteratura Sai, che Bhagavan stava
attivando dentro
di me. Cosa dice Bhagavan su questo punto? "Ci possono essere innumerevoli nomi
differenti e
diverse Forme della Divinità, basate sui nostri gusti, capricci e fantasie,
nonché sulla nostra
intensità di devozione e concentrazione. I nomi e le forme possono variare, ma
la Divinità è Una ed
Unica. Potete attribuirgli ogni nome, ma Dio è Uno ed Unico. Voi potete
concepire qualsiasi forma,
ma Egli è Unico." Ecco ciò che dissi, poiché anch'io citai la famosa poesia di
Bhagavan:
I fiori sono molti, ma l'adorazione è una.
Le forme sono molte, ma Dio è Uno.
Le mucche sono molte, ma il latte è uno.
I gioielli sono molti, ma l'oro è uno.
Le strade sono molte, ma la meta è una.
Ripetei la famosa citazione, ed essi parvero soddisfatti.
"DIPENDE TUTTO DA VOI"
Giunse la seconda domanda: "Se Dio è sempre lo stesso, perché uno è alto, come
Rama, mentre un
altro è basso, come Ganesha? Come possono esserci delle differenze nelle
altezze degli Dei, se
sono tutti lo stesso Dio?"
La risposta era anche questa volta disponibile negli insegnamenti di Sai.
Ricordavo assai bene
Bhagavan dire che vi fate cucire il vestito secondo le vostre misure. Voi non
indossate la stessa
camicia che andrebbe bene a King Kong! No! Né dareste la vostra camicia a quel
pugile. La camicia
per uno magro non può andare bene ad uno grasso. Voi non potreste indossare la
camicia confezionata
per una persona grassa, perché essa basterebbe per tre di voi! Dunque, ogni
vestito deve essere
fatto secondo le misure di ciascuno.
Allo stesso modo, in base al vostro gusto, al vostro temperamento, alla vostra
formazione, al
livello di comprensione ed esperienza, la Divinità viene concepita in quella
forma. Alcuni possono
concentrarsi facilmente su Rama, altri su Krishna. Dipende tutto da voi. Quella
fu la seconda
risposta.
"POTETE DARGLI OGNI NOME O FORMA"
Ed ecco la terza domanda: "Se è così, perché devono esserci così tanti nomi?
Perché deve esserci
Shiva? Perché Rama, o Krishna, o Durga, o Lakshmi? Perché tanti nomi? Perché ?"
Quella fu la terza
domanda.
Bhagavan aveva dato un esempio: un giorno, un barista ed un farmacista furono
presi dal mal di
testa, entrambi lo stesso giorno. Il farmacista andò al bar per una tazza di
caffè. Il barista andò
in farmacia a farsi dare una pastiglia. Egli aveva fiducia nella pastiglia.
L'altro aveva fiducia
nella tazza di caffè; ma entrambi trovarono sollievo al proprio mal di testa.
Allo stesso modo, potete dare ogni nome o forma a Dio. L'acqua è detta neeru in
Telugu; in
Sanscrito si chiama vaari, in Hindi, paani, in Tamil, tanni; ma l'acqua, H2O,
continua ad essere la
stessa.
Quello è l'esempio fatto da Baba, che potei riproporre per la Sua Divina Grazia.
AMPIA LETTERATURA SPIRITUALE
Ci fu poi una domanda come questa: "L'India è terra di ricca tradizione
spirituale e culturale;
come mai c'è l'analfabetismo? Come mai c'è la povertà? La corruzione? Perché?
Quale risposta può
dare?"
La risposta c'era, e mi venne in mente in quel momento. Cosa ne dice Baba? "Dove
trovate il
dottore? Trovate il dottore dove ci sono i pazienti. Dunque, voi trovate ciò che
veramente cercate.
In molti Paesi si sono cercate le comodità fisiche, Paesi nei quali si persegue
una vita quotidiana
di agio, lusso e superfluità. Ma Bharat è sempre stata in cerca di Dio. Questo
Paese è sempre stato
in cerca dell'esperienza della Divinità. C'è stata una ricerca costante verso
questo obiettivo da
parte di saggi e santi, veggenti, aspiranti e ricercatori."
"Abbiamo oggi tanta cultura spirituale. Oltre ai quattro Veda, ci sono le 108
Upanishad, 18 poemi
epici, il Brahma Sutra e lo Yoga Vasishta. Tale vasta letteratura spirituale si
è sviluppata in
questo Paese, grazie al servizio disinteressato ed alle penitenze intraprese da
quei saggi, a
favore del benessere dell'umanità. Essi pregarono per il progresso dell'umanità,
senza alcuna
traccia di egoismo. Dunque, qui è cresciuta la spiritualità, non le
apparecchiature elettroniche,
non le comodità fisiche e mondane." Tale risposta parve soddisfare quella gente.
RISPOSTA AL 50%
Arrivammo alla domanda finale, davvero sorprendente, anzi, incredibile!
"Chi è il Primo Ministro di Israele?"
Questa domanda non aveva niente a che fare con le domande precedenti. Beh, io mi
trovai senza
parole. Capii perfettamente in quel momento quello che Bhagavan mi stava dicendo
dal profondo:
"Tutte queste domande gliele ho fatte fare Io. Ora fai vedere quello che sai!
Vieni un po' fuori
dalla tua nullità. Ora ti metto bene in mostra."
"Swami, questa è una prova seria! Non sono così folle da pensare che sia per mio
merito; non sono
così folle da pensare che io sia così sapiente. No! Io so bene che Tu mi hai
manovrato in ogni
secondo."
Immediatamente risposi, "Signore, io so che Golda Meir è stata Primo Ministro di
Israele finora.
Ora non è più in carica. C'è ora un uomo al suo posto il cui nome io non
ricordo." Uno della
commissione disse: "È una risposta al 50%. Può andare."
La mia situazione era come quella di un bambino della scuola elementare che
corre fuori di scuola
all'udire la campanella, portandosi la sua cartella dei libri, saltando
spensierato! Ero così
allegro nell'uscire dalla sala del colloquio, perché a me non era successo
proprio niente. Niente
di alcun genere che turbasse il mio prestigio. Tornai a casa tranquillo, senza
attendermi nulla.
I miei amici mi spingevano a cercare di conoscere i risultati. Io ero restio,
perché non ero
incline ad accettare una sconfitta. Il successo, proprio, non me lo aspettavo;
nessuna aspettativa.
Pensavo: 'Lasciamo che le cose arrivino col loro tempo, non anticipiamole.'
Dissi: "Io non vado a scoprirlo. No! Lasciatemi in pace".
Perché? Perché non avevo fatto né alcun investimento, né alcun addestramento.
PRIMO!
Dopo un mese, vennero annunciati i risultati. Io ero il primo della lista fra la
gente selezionata
per andare nell'Indiana, negli Stati Uniti, quell'anno. Così sono andato in un
sacco di posti negli
Stati Uniti, in Indiana: Brazil, Corydon, Alora, Columbus, Indianapolis, New
Albany, e Terrehaute.
Tutti quei luoghi li ho visitati solo per la generosità del Rotary
International.
Tornato a casa, ricevetti una lettera che diceva: "Dovete partecipare
all'incontro nel quale vi
verrà dato un certo addestramento prima che vi rechiate negli Stati Uniti. Vi
istruiremo su come
rispondere alle domande, comportarvi con la gente, e sulle necessità che
potreste incontrare."
Improvvisamente, l'istituto presso il quale lavoravo mise in programma la
Giornata di
Commemorazione Annuale, proprio per la data dell'incontro.
Andai dal rettore, a quel tempo era il Dr. Isaac, e gli dissi: "Signore,
lasciatemi libero quel
giorno, in modo che possa partecipare all'addestramento prima di andare
all'estero."
Quell'uomo immediatamente disse: "Chi sono costoro per darle un addestramento?
Glielo darò io qui!"
"Signore, poiché spendono il loro denaro, come potete darmi voi le istruzioni?"
Disse: "Niente da fare. È la Giornata di Commemorazione Annuale, pertanto non
posso darvi il
permesso."
Risposi: "La Giornata di Commemorazione Annuale non è basata su di me, signore.
L'Istituto ha
5.000 studenti e 300 docenti. Non penso che succeda nulla se vado in permesso."
Disse ancora: "Niente da fare!"
Tornai a casa e pregai Baba, guardando la sua immagine: "Baba, sei davvero
fantastico. Mi fai
essere primo in lista, e ora io sono l'ultimo ad andare. Se posso andare o no,
io non lo so. Ma è
pur sempre una questione del tuo prestigio e del tuo Nome, niente di mio,
ricordati! Dal momento
che mi hai scelto, benissimo, Tu ti accolli il credito o il discredito. Tutti
sanno che io non ho
fatto alcuna preparazione. E allora, di cosa dovrei preoccuparmi?"
L'ANNIVERSARIO DEL COLLEGE VIENE RIMANDATO
Gli inviti per l'anniversario del College erano ormai spediti; anche i
rinfreschi erano pronti. Gli
studenti avevano ricevuto i distintivi. Tutte le preparazioni per la Giornata di
Commemorazione
Annuale erano fatte. Un funzionario dell'ente IAS, il Signor Chandrayya, doveva
essere l'ospite
d'onore.
Credetemi. Potete verificare, perché vi do le date e anche i nomi della gente
coinvolta. Non sono
qui a falsificare o inventare; io sono contro simili cose. Vi posso dare tutti i
dettagli, data la
mia formazione scientifica. Appena 24 ore prima della Giornata di Commemorazione
Annuale, il
rettore, Dr. Isaac, venne da me a dirmi: "Anil Kumar, vada via questa sera."
Io dissi: "Signore, perché vuole che vada via? Mi ha detto lei che non mi
avrebbe dato un permesso
personale. Fu lei a non volermelo dare! Perché vuole ora che vada via?"
Disse: "L'anniversario del College è rimandato."
Era un College vecchio di 100 anni. Ora ha 130 anni, una delle più antiche
istituzioni nello Stato
dell'Andhra Pradesh, gestito e controllato dalla Chiesa Luterana d'America. Un
College molto
grande. L'anniversario del College non era mai stato rimandato in tutta la sua
storia.
Il nostro Baba è un eccellente manager e manipolatore! Aveva fatto rimandare
l'anniversario del
College per uno stupido di nome Anil Kumar!
NOI CINQUE
Dunque, mi recai all'incontro, e venne controllata ogni cosa per il mio viaggio
negli Stati Uniti.
Incontrai gli altri miei colleghi, scapoli, di bella presenza, con ottime
posizioni, provenienti
dai settori della medicina e dell'ingegnera. Io ero l'unico sconosciuto
funzionario con quattro
bambini. Allora, cosa bisognava fare?
Stavano parlando tra di loro su cosa avrebbero fatto negli Stati Uniti.
Finalmente, uno di loro si
spinse a chiedermi: "Anil Kumar, vuole un goccio di alcohol?"
Risposi che avrei bevuto volentieri più di un goccio, ma di caffè, non di
alcohol.
Tutti risero di me e dissero: "Cinque di noi partono, ma ritorneranno solo
quattro."
Pensavano che giunto laggiù, sarei stato finito. Mi chiesero: "Mangia carne o
roba di quel
genere?"
"No, no, no, sono totalmente vegetariano."
Con quello divenni un intoccabile tra noi cinque! Una creatura abbandonata da
Dio! Nessuno voleva
parlarmi o solo scambiare delle opinioni con me, perché non avevamo niente in
comune.
Una volta arrivati sul posto, oh! quante cose ci vennero servite! Ma non c'era
nulla da mangiare
per me. Appena dicevo che ero vegetariano, cosa portavano da mangiare per me?
Patate bollite
ridotte in una specie di crema. Dicevano: "Questo è vegetariano. Perché non
mangiate?"
Le patate sono senz'altro vegetariane, ma io non le mangio in quel modo, ridotte
in una poltiglia
come di gomma! Dunque, non le gradivo, ma la cortesia mi costrinse al silenzio.
Con un bel sorriso,
dissi: "Bene, bene, ma questo mi basta."
Gente in gamba, i Rotariani! Gli USA sono un grande Paese di ospitalità. Gli
Stati Uniti di America
sono un Paese dove c'è una sintesi di religioni. Sono pronti ad accettare nuove
ideologie. È un
Paese di amicizia, dove la gente ha facce sorridenti.
Compresero i miei problemi di dieta, e alla sessione successiva, io avevo una
quantità di roba come
arachidi, anacardi, gelati, dolci, biscotti, e tante altre cose! Mentre i
non-vegetariani avevano
solo uno o due piatti, io ne ricevetti parecchi di più. Ero meglio nutrito di
tutti loro, anche
senza mangiare riso.
TORMENTATO DALLE BESTIE
Stavo proprio bene. Ma c'è un altro punto che devo confessarvi, per quanto
imbarazzante. Non sono
abituato agli animali domestici come cani e gatti, no.
A casa di ogni americano, con mia sorpresa, trovai questi animali, questi cani e
gatti, ovunque.
Ero solito controllare se la mia stanza fosse esente da cani e gatti, e solo
allora ci entravo!
Sfortunatamente, una volta alle 11 di notte, udii un rumore: "purr, purr" o
qualcosa del genere.
Cos'era? Immediatamente mi alzai. Vidi un gatto sotto il mio letto. Lanciai un
urlo al mio amico
americano, che corse immediatamente. "Anil Kumar, che succede?"
"Ah, cos'è questo gatto? Per favore, portatelo via!"
"No, no, Anil Kumar! è un gatto birmano, così affettuoso!"
"No! birmano o cinese, io non lo voglio qui! Per favore, fatelo uscire; io non
riesco a dormire!"
Quello fu l'unico problema che incontrai.
Ricordo che anche a New Albany successe qualcosa. Un tale mi presentò ai suoi
figli. "Oh, Mr. Anil
Kumar, le presento David e Nelson." E fino a quel punto, bene. Poi disse:
"Cesare, vieni qui!"
Pensai che Cesare fosse il terzo figlio. Cesare era il nome del loro cane, il
quale era della mia
misura e pronto ad arrampicarsi su di me come un alpinista! Io non sono il Monte
Everest per
arrampicarcisi sopra! Avevo molta paura.
L'uomo disse: "Lo saluti, Anil Kumar! Cesare è molto amichevole!"
"Signore, io non sono così amichevole. Per favore!"
Mentre mi tremavano le gambe, il cane mi arrivò sempre più vicino, e cominciò a
toccarmi.
"Signore, mi volete vivo o morto? Per favore, portatelo via!"
Quello era il mio problema, ed io non sapevo che fare. Quando stavo per andare
al posto successivo,
in un'altra casa, invece di interessarmi alla famiglia con la quale sarei andato
a stare, io mi
interessavo dei loro animali, perché le bestie mi tormentavano! Ecco, io non
avevo alternativa.
Perciò, indifeso, dissi a quel signore: "Questo è il mio problema."
Allora cominciarono a tenere i loro animali sotto controllo per mettermi a mio
agio; davvero della
gente gentile!
CANTARE I BHAJAN DI BABA
Poi un giorno, viaggiando in automobile, cantavo i bhajan di Baba, e l'americano
pensò che mi
stesse succedendo qualcosa. Mi disse: "Cosa c'è che non va?"
"Niente. Sto proprio bene e spero di vivere ancora per un paio d'anni! Sto solo
canticchiando dei
canti bhajan indiani, inni o canzoni di preghiera indiane."
L'americano disse: "Ti va di cantare a casa mia stasera?"
Ero in attesa di quella opportunità! Dissi che ne sarei stato felice; inoltre
avrei dato la
traduzione in inglese dei canti. Ma solo a una condizione: avrebbero dovuto
invitare anche i loro
amici. Non avrebbero dovuto restringere la faccenda solo alla loro famiglia."
Disse: "OK. Perché no?"
Ogni giorno invitavano i membri delle loro famiglie e quelle dei loro amici a
partecipare ai canti.
Il risultato fu che 30 o 40 persone partecipavano agli incontri del Rotary, e
300 o 400
partecipavano alle mie serate di bhajan! Da quel giorno, divenni sempre più
popolare; ero la
persona più desiderata in circolazione.
L'INTERVISTA CON QUELLI DELLA TV
Della gente della TV e dei giornalisti vennero ad intervistarci. I miei altri
amici indiani erano
alla ricerca di macchine fotografiche ed altre cose, mentre io non avevo
desideri di quel genere.
Avevo una profonda sensazione che Swami mi avesse mandato laggiù e che avrei
dovuto parlare di Lui
ovunque. Quella era la mia sola missione. Non avevo altro desiderio.
Ci posero delle domande di questo genere: "Perché non mangiate carne in India?"
Beh, io non potevo dare una risposta subito perché eravamo in cinque di noi
seduti nello studio
televisivo. Uno disse: "Noi non mangiamo manzo. Le vacche sono sacre."
Poi domandarono ad un altro: "Perché voi mangiate carne qui?"
Erano dei tipi intelligenti. Il terzo collega rispose: "Le bovine indiane sono
sacre, non le
altre!"
Allora alzai la mano e dissi: "Signore, le darò io la risposta. Quello era solo
uno scherzo, che le
bovine americane non siano sacre. Le bovine sono sacre, e sono considerate come
una madre. Sono
molte le cose venerate come la madre. Una è la Madre Patria, Desha Matha.
Un'altra è la Madre
Terra, Bhu Matha. La terza è Go Matha, la mucca, come madre. La quarta sono le
Scritture, Veda
Matha. Queste quattro sono rispettate, adorate e venerate come la madre. Ecco
tutto."
"Oh, davvero notevole", disse qualcuno.
Mi fecero un'altra domanda: "Come mai non ci sono divorzi in India? Com'è
possibile che viviate con
la stessa persona tutta la vita, anche se non andate d'accordo?"
Un uomo dei cinque, di nome Raj Kumar, era appena sposato. Lavorava alla Union
Corporation. Egli
rispose: "Perché sposarsi tante volte? Bisogna stare seduti (per la cerimonia)
di fronte ad un
fuoco con il fumo per lunghe ore! Non vogliamo subire questa cosa noiosa altre
volte!"
Un altro disse: "Il matrimonio è una faccenda costosa. Perché pagare più volte?
Noi vogliamo
evitarlo."
Tutti sembravano divertirsi a questi scherzi. Io dissi: "Signore, c'è una
risposta. Il matrimonio è
solo una istituzione. Il matrimonio è solo un veicolo. Il matrimonio è solo un
trasporto da un capo
all'altro, da una sponda all'altra, dalla sponda della vita sulla terra a quella
dell'al di là. Io
viaggio in automobile, ma non abito nell'automobile. Attraverso il ponte, ma non
sto sul ponte per
tutta la mia vita. Dunque, il matrimonio è un'istituzione, come un ponte, come
una barca, come una
nave che vi porta dalla sponda della vita sulla terra a quella dell'al di là,
all'Eternità ed
all'Immortalità."
Quella risposta sembrò soddisfarli.
Ci fecero un'altra domanda: "Come mai c'è un Dio nel vostro Paese che vuole dei
capelli umani?" Si
riferivano al Signore Venkateswara di Tirupathi.
Un'altra persona si mise a ridere: "Dio può farsi crescere i capelli da solo!
Perché vuole i
vostri?"
Una domanda assai pertinente! Bhagavan parlò di questo molto tempo fa. La
risposta era semplice e
diretta.
Bhagavan disse: "I capelli simbolizzano l'animalità o il temperamento bestiale,
la qualità
tamasica, l'oscurità dell'ignoranza. Quando vi tagliate i capelli e li offrite,
voi compite un
tentativo di liberarvi dalla qualità tamasica dell'ottusità, dell'ignoranza,
dell'oscurità o
ignoranza del Sé. Ecco perché vengono offerti."
"Secondariamente, davanti allo specchio a pettinarsi, ognuno pensa di essere una
star del cinema,
proprio bello, anche se qualcuno vicino può dire il contrario. È molto diverso
invece se si sta
davanti allo specchio e si è brutti. Quando voi offrite i vostri capelli, non
c'è più ornamento,
non c'è tentativo di apparire bello. 'Io mi sfiguro.' Questo atto di
auto-cancellazione è
l'espressione simbolica di offrire i capelli a Dio."
Questa risposta fece loro capire qualcosa.
In qualche maniera venimmo a capo di quel programma televisivo e tutti parvero
soddisfatti delle
risposte. Così noi cominciammo a disperderci verso le nostre destinazioni.
UNA BORSA DI CONSERVE
Gli altri, essendo ricchi, volevano fermarsi lungo il ritorno e visitare Londra,
Amsterdam, e altri
luoghi con il denaro che avevano avanzato. Come insegnante, non avevo niente con
me in quel
momento.
Io dovevo invece visitare una parente stretta in America. Mio suocero mi aveva
dato una grossa
borsa di frutta in conserva dell'Andhra, roba piccante, da consegnarle. Mi
trascinai in giro
questa borsa per un mese, un fardello tremendo! I fratelli americani furono
generosi con me. Le
sorelle laggiù non mi lasciarono portare nulla. Portavano loro tutte le cose per
me. Deve essere
stato un bel fastidio per loro portare in giro questo grosso pacco di conserve
piccanti. Roba da
spedirvi sulla luna svelti svelti, senza spese! Un mango pickle, un pezzetto
solo è sufficiente,
potete provare questo pomeriggio! Naturalmente dovete fare testamento in
anticipo!
Dunque, io mi portavo a spasso queste conserve per ogni dove. Ma come facevo per
recarmi dai miei
parenti? Quando tutti i miei amici se n'erano andati, il presidente del Rotary,
un tale di nome
Clark che viveva a New Albany, venne a chiedermi: "Anil Kumar, cosa pensate di
fare ora?"
"Penso solo di andare a casa."
Disse: "Cosa c'è in questa borsa?"
"È piena di conserve di frutta che dovrei portare ai miei parenti."
"Dove abitano?"
Dissi il loro indirizzo.
"Come pensate di andarci?"
INTERNATIONAL SAI SERVICE
Come potevo rispondere che non avevo qualche dollaro per arrivarci? Potevo forse
dire: 'Mi pagate
voi il viaggio'? Rimasi zitto.
"Penso di non avere abbastanza tempo per andarci. Me le riporterò indietro."
Allora egli disse: "No, no, i suoi biglietti ed il visto le permettono di
trattenersi qui ancora
per qualche tempo. Perché vuole andarsene di corsa? No! Vedrò di fare in modo
che lei possa
incontrare i suoi parenti."
Questi stavano ad Hamden, Virginia. Immediatamente prenotarono tutti i voli. I
miei altri amici
viaggiavano con gli autobus Greyhound. Essendo inviato dal Servizio Sai
International,
Inter-continental, io potei viaggiare in aereo con la Northwest Airlines, senza
spendere un
centesimo di tasca mia, per gentilezza del Rotary International, senza aver
chiesto nulla.
Essi telefonarono anche ai miei parenti e dissero loro che Anil Kumar aveva
insegnato molte cose
sull'India, la filosofia e la cultura Indiana, e che avrebbero voluto visitare
un giorno o l'altro
quel Paese. Dissero che era stato per loro un onore avermi laggiù. Essi
domandarono ai miei parenti
di trovarsi all'aeroporto mezz'ora prima del mio arrivo per ricevermi.
Quando atterrai, i miei parenti mi stavano aspettando come se dovessero ricevere
Clinton o Bush!
Questo è il prestigio di cui si gode con la Grazia di Sai, il che fa su di me
parecchia
impressione.
IL COLLEGE AVEVA DECRETATO VACANZA
Quello fu il mio viaggio. Al mio ritorno fui costretto a girare per diversi
Rotary Club in India e
a parlare delle mie esperienze. Molta gente non lo fa perché non viaggiano da
nessuna parte, ma io
desideravo andare ovunque perché questo mi dava l'opportunità di condividere con
tutti la Grazia
che Bhagavan Baba riversava su di me, e di diffondere il messaggio di Sai
dappertutto.
Fui così invitato a parlare al Rotary Club di Nagpur. Edulji era il presidente
del Rotary. Io mi
recai presso la Nagpur University e presso il Rotary Club per parlare delle mie
esperienze.
Nel viaggio di ritorno, mi trovavo sul treno Dakshin Express, che era in
coincidenza con un altro
espresso. Per mia sfortuna, il Dakshin Express era in ritardo, così non riuscì a
raggiungere in
tempo il College, una vera calamità.
Il rettore si era molto inquietato con me, perché ero andato in viaggio, sebbene
non fosse
d'accordo. Mi aspettavo che mi avrebbe ricevuto con una lettera di
licenziamento. Io riflettevo e
pregavo Swami: "Mi hai mandato tu a fare questo viaggio, perciò non può farmi
buttare fuori dal
college, che è il mio solo mezzo di sussistenza."
Arrivato a casa, venni a sapere che il College aveva dichiarato festa quel
giorno perché i nostri
studenti avevano vinto il campionato statale di cricket. Mi congratulai con gli
studenti, non per
il loro successo, ma per aver ottenuto che quel giorno fosse dichiarato vacanza!
Avrei voluto che
tutti i giocatori del College giocassero così e vincessero spesso, in modo che
io potessi avere
vacanza per andarmene in giro così, a condividere il messaggio di Sai Baba con
quanta gente
possibile.
DOMANDE
Nel tempo rimasto, vorrei affrontare alcune domande che mi sono state poste,
poiché chi le ha
avanzate sarà ansioso di udire le risposte. Cercherò di trattare queste domande
al meglio della mia
abilità, e per il tempo che ancora ci resta.
"Qual è l'origine della mente?"
La risposta è semplice. La mente non esiste, dunque non ha origine! Se ci fosse
la mente, dovreste
rintracciare la sua origine. La mente non esiste. La mente è solo un groviglio
di pensieri, di
desideri. Nello stato di sonno profondo, la mente non c'è del tutto. La mente
c'è nello stato di
sogno, ed in quello di veglia. Ma la mente non esiste nello stato di sonno
profondo.
Quando i pensieri si ritirano, i desideri vengono trascurati, non c'è nessuna
mente. Il ritiro od
annullamento della mente è chiamato amanaska o manolaya. Dunque, la domanda
sull'origine della
mente non si pone del tutto.
"Qual è il significato della luna nuova e della luna piena?"
Altra domanda: "Qual è il significato della luna nuova e della luna piena?"
Che ci sia la luna nuova, la luna blu, o la luna piena, la luna è sempre la
luna. La risposta è: la
Luna è la divinità che presiede alla mente umana. Per quel motivo, nei giorni di
luna piena, i
matti sono in piena attività. Nella notte scura, essi sono pienamente attivi.
Possono addirittura
ricorrere alla violenza. Dunque, la luna controlla la mente. La mente e la luna
vanno insieme. Ma
parlando spiritualmente, c'è un'altra interpretazione. La luna piena significa
saggezza,
conoscenza e risveglio. Era un giorno di luna piena quello in cui nacque il
Buddha. Era un giorno
di luna piena quello in cui il Buddha ottenne l'illuminazione. Era un giorno di
luna piena che
Mahavir fu illuminato. Purnima è il giorno di luna piena, ovvero il giorno
dell'illuminazione. Il
chiarore lunare è come il risveglio del Sé interiore. La luna piena rappresenta
la conoscenza del
Sé. Ecco il significato.
"Il mio karma non è stato cancellato?"
Un'altra domanda che mi è stata rivolta è questa: "Lei dice che il Darshan di
Bhagavan rimuove il
karma della gente. Ma io soffro ancora per il mio karma. Vuol dire che il mio
karma non è stato
cancellato?"
Questa è la domanda. La risposta è questa: gli effetti karmici vengono
cancellati se lo si merita,
se uno ne è all'altezza.
Quando guardo Bhagavan, quando tutti noi guardiamo Bhagavan, non tutti noi
abbiamo gli stessi
sentimenti. Molta gente mi dice che quando Bhagavan passa vicino, percepisce una
specie di
vibrazione. Molta gente mi dice che si sente ricaricata di energia. Molta gente
mi dice che avverte
una fresca brezza quando Bhagavan passa vicino. Dunque, le esperienze
differiscono in base alla
natura degli individui, alla loro devozione, al loro percorso ed all'intensità
della loro
disciplina spirituale.
Pertanto, io posso non essere liberato dal mio karma perché non sono pronto, non
ho fatto
abbastanza lavoro. Per quanto eccellente sia l'insegnante, se lo studente non è
capace di seguire
la lezione significa che non ha fatto bene i compiti. Lo studente non ha la base
sufficiente per
ricevere ed apprezzare la conoscenza che gli viene impartita in classe, anche se
l'insegnante è un
esperto. Per essere liberati dagli effetti karmici, dobbiamo fare i nostri
compiti.
Qual è il compito? Intensa devozione, fede totale, resa completa, impegno nel
servizio. Queste
quattro cose sono pratiche sufficienti sul sentiero spirituale. Impegnarsi in
queste quattro cose
costituisce un compito sufficiente per essere pronti, per prepararci, in modo da
essere liberati
dagli effetti karmici.
Ho ricevuto poi delle altre domande: "Il Karma è individuale? Anche i Paesi sono
soggetti al
Karma?" Come la "vendita all'ingrosso" e "al dettaglio"? Chi ha posto questa
domanda deve essere
stato proprio un ottimo uomo d'affari. Molto bene!
Cari amici, vi prego di non fraintendermi, io sto solo scherzando. Non intendo
mancare di rispetto
a
coloro che hanno posto queste domande. M'inchino in tutta umiltà davanti a loro,
poiché sono
ricercatori spirituali, esemplari e nobili; queste domande in particolare mi
aiutano ad andare in
profondità ed in dettaglio; perciò, vi ringrazio molto.
La domanda è la seguente: "I paesi sono vincolati dal Karma?" Nella sacra Bibbia
si fa menzione di
due città, Sodoma e Gomorra. Gli abitanti di queste due città furono inondati,
puniti da Dio. Ciò è
quanto afferma la Bibbia. Quando la gente è iniqua, l'intera regione viene
condannata.
Una nazione non è semplicemente una locazione geografica, non è soltanto
polvere, terra e sabbia.
Un paese è un insieme di persone. Se gli abitanti non sono virtuosi.....Prendete
per esempio
l'Afghanistan, dove le antiche statue del Buddha, alte circa 60 o addirittura 90
metri, furono
fatte saltare con la dinamite, e furono completamente distrutte; in Afghanistan,
molte statue del
Buddha vennero demolite. Che cosa successe dopo in questo paese? Voi tutti lo
sapete. Se la gente è
malvagia, deve poi ovviamente affrontare la reazione, le conseguenze. Questa è
la risposta che vi
posso dare.
"Che cosa posso fare per pranzare con Bhagavan?"
La domanda successiva è "Che cosa posso fare per pranzare con Bhagavan? Per
dormire vicino alla Sua
camera da letto? Per andare in macchina con Lui? Per avere una morte serena
come Sua madre e Suo
nonno?"
Ecco che ti rispondo, fratello. Andare in macchina con Lui, pranzare con Lui o
dormire nella stanza
vicino a Lui sono tutte attività fisiche. Nella macchina c'è anche l'autista, e
non penso che sia
un santo o un saggio. Nella sala da pranzo ci sono anche cuochi ed inservienti,
non penso proprio
che siano santi e saggi. Nell'edificio c'è il guardiano; non intenderei
prostrarmi ai suoi piedi.
Questi sono atti fisici di Grazia, sono privilegi, sono opportunità d'oro. Non
li sottovaluto, ma
se rendono orgogliosi, egoisti, se servono a farsi pubblicità, portano alla
rovina. Se invece
questi atti vi aiutano ad essere più spirituali, a praticare la disciplina con
maggiore intensità,
allora sono un premio; ma se vi trasformano in un egoista, è una maledizione.
Questi atti di
carattere fisico devono portarvi ad un livello psicologico di unione con
Bhagavan per tutta la
vostra vita, ovunque siate.
Se voi pensate che l'uomo che vi è vicino è Baba, questo è vivere con Lui. Se
offrite una preghiera
a Dio ed iniziate a mangiare, questo è pranzare con Lui. Se ascoltate i Bhajan
di Baba mentre
viaggiate in macchina, voi state viaggiando con Lui. Baba ha affermato: "Ovunque
si canti la Mia
Gloria, là Io sono insediato".
Ogni qualvolta cantiamo i bhajan, siamo con Lui. Ogni qualvolta pensiamo a Lui,
siamo al Suo
fianco. Ogni qualvolta offriamo il cibo, noi pranziamo con Lui. Questa è
l'esperienza spirituale,
psicologia, metafisica, mistica che si deve avere, o che si deve desiderare.
"Se la moglie è un ostacolo, cosa deve fare il marito?"
La prossima domanda è: "Il marito è molto interessato a Baba, ma la moglie non
lo è, ed è quindi un
ostacolo. Allora, che cosa deve fare il marito?"
Ci sono tre possibilità: "La prima: deve divorziare dalla moglie? La seconda:
deve continuare il
cammino spirituale? La terza: deve abbandonare il sentiero spirituale?" Queste
sono le tre
possibilità.
Amico mio, questo è un caso veramente eccezionale! Un marito che trova nella
moglie un ostacolo sul
cammino spirituale è una vera eccezione. Di solito è il marito che rappresenta
il problema per la
moglie! Il 90% dei devoti Sai sono qui proprio grazie alle loro mogli. Ciò non è
comunque una cosa
di cui vergognarsi, anzi è una cosa di cui essere orgogliosi.
Se la moglie è il motore traente, molto bene, la famiglia sarà felice, serena e
non ci saranno
problemi. È un caso eccezionale, quando la moglie rappresenta un problema.
Allora, quando uno dei
due coniugi non va d'accordo con l'altro, che cosa fare?
Amico mio, la risposta è semplice. Se uno è completamente orientato verso il
mondo, ed un altro
verso la spiritualità, non si approda a nulla; ma in una vita in comune, mentre
uno si cura
dell'aspetto spirituale, l'altra si prende cura della famiglia. La moglie che si
prende cura della
famiglia è la radice, il marito che pensa a Dio è il frutto dello stesso "albero
familiare".
Perciò, non consideriamo il nostro partner come il capo di un partito
d'opposizione. No, non deve
essere così!
Vi racconterò la mia storia. Per 25 anni ho girato in lungo ed in largo per
tutto lo stato
dell'Andhra Pradesh e ho visitato migliaia di Centri Sai - per lo meno tre volte
la media. Mia
moglie, invece, se ne stava a casa e si prendeva cura dei figli, dei suoceri e
dei miei genitori,
poiché la nostra era una famiglia congiunta (estesa a tutti i membri, dove tutti
vivevano sotto lo
stesso tetto). Se mia moglie avesse voluto emularmi, che cosa sarebbe successo
se avesse detto: "Se
tu ti dirigi a nord, io andrò a sud! Se tu vai a tenere conferenze ad est, io le
terrò ad ovest".
In tal caso, i figli si sarebbero trovati su una strada.
Perciò, è la semplice e logica dinamica della vita che uno sia attaccato alle
radici, e l'altro sia
"in aria". Succede proprio così, in nessun luogo marito e moglie vanno d'accordo
al 100%. Possono
trovarsi d'accordo sul cronista televisivo, ma non nella realtà. La "Guerra
Coreana" familiare
accade sicuramente molto raramente, ma senza di questa nella vita non esiste
melodia.
Non bisogna preoccuparsi se la moglie non salpa con il marito, o se il marito
non salpa con la
moglie. Il marito si farà seguire dalla moglie un giorno o l'altro. Proprio come
i mariti seguono
le loro mogli, anche in questo caso, la moglie seguirà il marito un giorno.
Tutto dipende
dall'esempio di vita che si dà. Per esempio, se durante una crisi familiare il
marito rimane calmo,
la moglie imparerà da lui. Se la moglie è serena nei momenti peggiori della
vita, il marito a sua
volta imparerà ad esserlo. Dando il buon esempio, possiamo certamente procedere
nella vita con il
nostro partner senza sentimenti di opposizione, o attacchi critici.
"Tutte le persone che vedo sono illusorie?"
La prossima domanda è: "Sono un insegnante di Yoga. So che Dio è Uno, tu pensi
che tutta la gente
che vedo è illusoria? Pensi che sia tutto maya, illusione? Pensi che non
esistano, che sia tutto un
sogno?"
La risposta è semplice: lo Yoga è un anello di congiunzione con Dio; quando sei
unito a Dio, tu
sperimenti l'Unità. Vedi Dio ovunque: negli animali, nelle piante, nei minerali.
Ovunque, vedi e
senti Dio.
È proprio come disse Gesù Cristo, quando vide sulla strada un cane morto,
putrescente. Tutti gli
altri dissero: "Bruciatelo, portatelo via!" Gesù sorridendo, aggiunse: "Come
sono smaglianti i
denti bianchi di questo cane morto".
Ciò significa saper vedere il meglio nel peggio. Se si tratta del vero Yoga, tu
percepirai l'unità
nella diversità. Lo Yoga ti deve portare all'unità; ma ciò non significa che
nella vita pratica noi
possiamo essere negligenti, no! Nella vita pratica c'è la diversità.
Supponiamo che uno studente venga da me e mi dica: "Signore, per favore mi
insegni". Io non posso
rispondergli: "Tu sei Dio, io sono Dio, oggi non c'è lezione!"
Facciamo il caso di un ammalato che si reca dal dottore: "Tu non sei un
paziente, io non sono un
medico. Tu sei Dio ed io sono Dio. Non si pone la questione di un intervento
chirurgico!"
È un'assurdità! Da un punto di vista pratico, c'è diversità. Da un punto di
vista ideologico, c'è
unità. Ideologicamente, dobbiamo sperimentare l'unità. Spiritualmente, dobbiamo
fare esperienza
dell'unità; mentre fisicamente si deve operare a livello di diversità. È
necessario essere pratici,
realistici, essenziali. Questo è il meglio che posso rispondere.
"Posso vedere Baba in Forme diverse?"
C'è un'altra domanda dal Canada: "Posso vedere Baba in forme diverse?"
Perché no? Baba è apparso nella forma di un postino, Baba è apparso nella forma
di un guardiano. A
Sua sorella è apparso nella forma di una scimmia. È apparso come gatto e nella
forma di un uccello.
Baba può apparire in qualsiasi forma. Tutte le forme sono Sue. Dobbiamo pregare
e cercare di avere
quell'esperienza - la consapevolezza di quell'esperienza.
Perché deve apparire in una forma separata? Tutte le forme sono Sue; i molti
sono soltanto
un'apparenza. È come quando una persona si trova circondata da molti specchi.
L'esperienza di
vedere l'UNO nei molti è il culmine della spiritualità.
"Cosa fare per fondersi in Lui?"
La domanda è: "Che accorgimenti devo prendere per unirmi a Lui?"
Non ci sono molti accorgimenti, no! Le misure sono di nostra invenzione, sono
create dalla nostra
immaginazione. La fusione avviene spontaneamente.
Che cosa devi fare se vuoi mettere dello zucchero in un bicchiere d'acqua?
Prendi un cucchiaio e
mescoli - otterrai un risultato immediato. Analogamente, per fondersi in Dio non
ci sono molti
accorgimenti. Usa un cucchiaio di discriminazione, più un cucchiaio di rinuncia
e mescola il tutto;
questo è il processo della disciplina spirituale. Ciò è sufficiente per
conseguire l'unione totale.
Non ci sono altri provvedimenti. "Quante vite sono necessarie?" "Quanti anni ci
vogliono?" No, no!
La fusione è immediata, improvvisa, istantanea, spontanea e naturale. Avviene in
un attimo!
L'unione è il nostro stato originale, ma noi ci siamo separati; infatti, eravamo
tutti Uno, ma ci
siamo separati. Facciamo un esempio: ecco qui un fuoco. Da questo fuoco derivano
molte scintille e
dei frammenti. Questi ultimi diventano neri e poi sono carbone. Inizialmente
erano fuoco, ma poi
successivamente sono diventati carbone.
Allo stesso modo, originariamente noi eravamo Uno, ma poi ci siamo separati.
Riconoscere di essere
Uno (sebbene in forme diverse) è Realizzazione. Realizzazione non è altro che
pensare alla nostra
Unione iniziale, ritornare a quell'Unità originale con Dio. La ragione per cui
ci siamo separati da
quell'Unità è solo dovuta al fatto che abbiamo preso un nome ed una forma.
Questo è il segreto
della fusione con Dio.
Non vi trattengo oltre. Chiedo scusa per avervi tenuto qui tutto questo tempo
questa mattina, a
causa delle interessanti domande. Spero che ne siate stati contenti anche voi!
Dio vi benedica!
Sai Ram!