Prasanthi Nilayam, 02 gennaio 2003


Cari Fratelli e Sorelle. Lasciatemi innanzitutto augurarvi un Buon
Anno. Questo è il primo incontro dell'Anno Nuovo, 2003. Ho alcuni
dettagli accaduti nel mese di dicembre da condividere con voi,
dettagli che sto per raccontarvi.

In dicembre si è parlato di tre cose importanti. Il primo argomento
riguarda il Natale e Gesù Cristo, soggetto al quale sono sicuro
sarete molto interessati. Il secondo avvenimento è la visita
di Abdul Kalam, il Presidente indiano. La sua visita qui, i
sentimenti, le opinioni che ha espresso, le lettere che ha scritto,
sono il secondo tema del quale parleremo. Il terzo argomento è
la recente conquista dell'Università "Sri Sathya Sai", pubblicamente
dichiarata la migliore Università di tutta l'India.

Il motivo per cui abbiamo deciso di divulgare queste conversazioni è
che, come le conversazioni di Ramana Marishi con i suoi discepoli
sono state annotate e noi rese disponibili ai giorni nostri, così
anche le conversazioni di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba devono essere
rese disponibili ai posteri. E' per questo motivo che abbiamo
organizzato questi incontri e sono lieto che vengano accettati con
entusiasmo.


Questa è la conversazione avuta con Bhagavan il: 22 DICEMBRE 2002

L'argomento è stato il Natale e Gesù Cristo. In quei giorni in tutta
Prasanthi Nilayan i canti natalizi (le prove del coro) echeggiavano
mattina e sera . Era così bello!
Bhagavan è estremamente felice della devozione degli stranieri che,
provenienti dalle diverse parti dell'estero, meticolosamente,
scrupolosamente, con estrema precisione, fanno le prove dei canti di
Natale. E' davvero fantastico. Bhagavan ha apprezzato immensamente
sia le prove, che l'esibizione effettiva di tali canti. Lasciate che
anch'io mi congratuli con voi.

Quel pomeriggio, perciò, il Natale e la vita di Gesù Cristo sono
stati l'argomento del giorno.
Bhagavan ha detto: "I cattolici hanno la loro filosofia. Essi seguono
il Cristianesimo con i loro concetti personali, ma non sono stati
accettati. Una parte dei cristiani si è opposta a loro, non li ha
accettati. Ecco chi sono i Protestanti.
Quando Gesù ha detto che ogni uomo è Dio, significa che l'Atma, il
Sé, lo Spirito è Dio. Tutto ciò è Chaitanya Shakti, l'energia divina,
il potere divino. L'energia cosmica è divina".

Swami ci ha poi parlato di come Gesù affrontò l'opposizione. Molte
persone Lo mettevano in dubbio, molti non Gli credevano, ma Egli
affrontò questa sfida come ogni Uomo divino. Dichiarando la Sua
divinità, Gesù mostrò che tutti sono Dio, che tutti sono uguali, che
tutti sono divini.
E questo lo ritroviamo in Swami stesso, quando qualcuno Gli
chiede. "Swami, sei Tu Dio?" e Lui risponde: "Si, lo sono, ma lo sei
anche tu". Questo è ciò che si trova negli insegnamenti di Gesù.
Quando affermò che tutti sono Dio, voleva dire che l'intera creazione
è divina.

Bhagavan ha citato un miracolo accaduto nella vita di Gesù Cristo.
Cercando di pescare, alcuni pescatori gettarono le reti ma, quando
arrivò la sera, le loro reti erano ancora vuote. Eranoinfastiditi e
frustrati. Gesù, che passava di là, li condusse da un'altra parte del
fiume e chiese loro di gettare le reti, le quali si riempirono fino a
scoppiare, con grande sorpresa di tutti.
Grazie a questa loro esperienza personale, i pescatori riconobbero la
natura di Gesù. Questo è ciò che chiamiamo "miracolo".

Un esattore delle tasse chiamato Matteo andò dai pescatori a
riscuotere il denaro, ma essi si rifiutarono di pagare. Gesù
disse: "No, no, no. Adesso avete pesci a volontà. Perché dite bugie?
Stamattina era vero, ma adesso, dopo avervi condotto in quel luogo
(del lago), avete pescato a volontà. Perché dite di non aver pescato
niente? Dovete pagare le tasse". Ecco ciò che disse Gesù.
Egli è Giustizia, è Verità, è Rettitudine, è Legge. Non ci sono dubbi
sulla Sua divinità.

La Verità di Gesù trasformò Matteo, il quale divenne Suo devoto e
smise di riscuotere tasse. Egli si commosse e quel giorno venne
toccato dalla Verità di Gesù Cristo.
C'era anche un altro uomo, un importante personaggio pubblico
dell'epoca: Paolo. Egli non credeva a Gesù, dubitava di Lui. Ma
poiché Egli gli apparve in sogno, Paolo si trasformò. Egli beneficiò
dei Suoi insegnamenti. Colui che prima criticava, successivamente
divenne San Paolo.
Questo è ciò che accade ogni volta. Anche oggi, infatti, i critici di
Bhagavan Sri Sathya Sai Baba vengono trasformati, con loro grande
sorpresa. Quelli che prima dubitano di Lui, successivamente
diventano i più grandi devoti. Questo è quanto accade oggi e ciò che 
accadde anche ai tempi di Gesù.

Bhagavan ha proseguito: "Quando Gesù è nato, tre saggi (i Re Magi)
andarono a visitarLo. Uno di loro disse: 'Questo Bambino amerà Dio'.
Il secondo disse: 'No, no. Sarà Dio ad amare questo Bambino'. Il
terzo disse: 'No. Egli Si identificherà con Dio. Egli sarà Dio'."

Poi Bhagavan ha citato un altro punto. Gesù era sempre circondato dai
discepoli e da tutti coloro che Lo seguivano per ascoltare i Suoi
discorsi divini. Fra loro ce n'era uno chiamato Giuda Iscariota.
Egli è il traditore, colui che per soldi ingannò il suo Guru e lo
vendette ai soldati romani.
Questo condusse alla crocifissione di Gesù Cristo. Solo per alcuni
denari d'argento, Giuda vendette il Maestro: "Gesù è Colui al quale
bacerò l'anello. ArrestateLo". Poiché si vestivano tutti allo
stesso modo, era difficile identificarLo, mentre con quel bacio Gesù
sarebbe  stato facilmente riconoscibile. Ecco come Giuda tradì Gesù.

Che cosa accadde agli altri discepoli? Con una scusa o con l'altra,
anche loro scapparono, Maria piangeva per la situazione di Gesù,
l'unico figlio di Dio. Nel vederla Gesù disse: "Madre, perché
stai piangendo? La morte è l'abito della vita".
Commentando questa frase, Bhagavan ha detto: "Non si deve piangere o
preoccuparsi per la morte.
Quando cambiamo vestito una o più volte al giorno, piangiamo forse?
Certamente no. Come indossiamo abiti nuovi, così indossiamo nuovi
corpi. Non esiste ne' nascita, ne' morte. E' come cambiare abito".
Ecco cosa Gesù intendeva con la frase: "La morte è l'abito della
vita".

Bhagavan ha menzionato un'altra frase di Gesù. Quando era nel momento
critico, circondato da chi Lo accusava, da chi era pronto a
crocifiggerLo, Gesù, il figlio di Dio, il Compassionevole, il Giusto,
che cosa disse? "Tutti sono Uno, Figlio mio. Sii equanime con tutti".
Che affermazione! Solo Cristo poteva dirla. Nemici da una parte,
traditori dall'altra, discepoli dall'altra ancora; dolore, agonia...
In mezzo a tutto ciò, Egli pronunciò quelle parole: "Tutti sono Uno,
Figlio mio. Sii equanime con tutti".
Credo vi ricordiate cosa Bhagavan ha affermato una volta : "Possono
lodarMi, possono accusarMi: Io benedico entrambi. Perché sono oltre a
tutto ciò. Dio trascende la lode ed il biasimo; Egli non è toccato
dalla vostra lode, ne' Si deprime per la vostra critica". Ecco cosa
ci ha detto Bhagavan.

Ho domandato: "Bhagavan, (nella chiese) c'è la statua di Maria con in
braccio il Bambino. Le persone adorano anche Maria. Perché?".
Bhagavan ha risposto - per favore notate questo punto - "Come voi
adorate Ishwaramma, la Madre di questo Corpo, per aver dato nascita a
questo Avatar, così le persone adorano Maria con riverenza,
devozione e gratitudine per aver dato nascita a Gesù, il Figlio di
Dio. La loro adorazione è un atto di gratitudine".

Ho fatto un'altra domanda: "Swami, nella nostra tradizione orientale
ci sono i saggi, che noi chiamiamo rishi. Nella Bibbia, però, non si
trovano saggi; nel Cristianesimo non ci sono saggi.
Vorrei un Tuo commento a riguardo".
"No, no, no. Coloro che nella cultura indiana chiamate saggi, nella
Bibbia vengono chiamati santi.
San Paolo, San Luca, San Matteo, San Giovanni sono tutti santi". ha
risposto Bhagavan.

Sono orgoglioso di dire che provengo da un collegio cristiano. Ho
passato circa 30 anni in un collegio cristiano e ne vado fiero. Se
oggi vi posso parlare in inglese così, il merito va alla
"Missione Cristiana Luterana d'America", che ha sponsorizzato il
collegio in cui ero, il "Collegio Cristiano dell'Andhra", a Guntur.
"Swami, per la connessione, l'affinità che ho con la teologia
cristiana, ho da farTi una domanda".
Baba era di buon umore: "Forza, domanda".
"Come seguace della Cultura indiana, come devo interpretare il
concetto di Padre, Figlio e Spirito Santo?"

Baba ha risposto: "Non hai mai sentito cosa molto spesso ripeto? Tu
non sei una persona, ma tre: 1) Colui che credi di essere; 2) Colui
che gli altri credono che tu sia; 3) Ciò che realmente sei.
Ossia, Padre, Figlio e Spirito Santo".

"Swami, Gesù è stato crocefisso. Che situazione pietosa! Ho saputo
che Tu hai mostrato la croce ad un devoto di nome John Hislop. E'
vero?"
"Certamente. Gli ho mostrato (un pezzo della) la croce originale
sulla quale Gesù venne crocefisso".

"Swami, Ti dispiacerebbe raccontare come Hislop è venuto a sapere di
Te, come è arrivato qui?"
"Il Dr. Hislop era nel Kashmir, la corona dell'India. Ha vissuto nel
Kashmir per 10 anni perché era in cerca di saggi e santi, ma non
riuscì a trovarne nessuno. A quel tempo il Segretario della Difesa
indiano, che conosceva molto bene il Dr. Hislop, lo invitò a visitare
Delhi proprio nei giorni in cui anch'Io ero in visita nella capitale.
Hislop M'incontro per la prima volta a Delhi".
Hislop non solo incontrò Swami in pubblico, ma si recò anche nel
palazzo dove Swami era ospite.
Quando Lo vide fu estremamente felice di aver finalmente visto un
santo, un saggio, del quale era stato in cerca per i passati 10 anni.
Hislop stesso dichiarò di aver visto un'immensa aura intorno alla
testa di Bhagavan, tipica delle Anime nobili. Dopo l'incontro con
Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, l'eterna ricerca di Hislop si concluse.

Hislop seguiva Bhagavan ovunque Egli andasse. Swami stesso ha
menzionato un miracolo sperimentato da John Hislop. Swami aveva
chiesto a Hislop di portare una grossa cassa di metallo contenente
molti sari, che Bhagavan avrebbe dovuto distribuire. Hislop passava a
Swami i sari che Lui regalava.
Come tutti voi ben sapete, Bhagavan regala sempre il meglio. Il
meglio. Mai, mai cose scadenti. Per questo nella cassa rimasero
alcuni sari che non vennero distribuiti. Ad un certo punto Hislop notò
dell'acqua in fondo alla cassa, acqua che prima non c'era. Se fosse
infatti stata lì fin dall'inizio, tutti i sari sarebbero stati
bagnati.

Hislop, sorpreso, domandò: "Swami, cos'è quest'acqua?"
Bhagavan rispose: "Sono le lacrime dei sari rimasti, dei sari non
abbastanza fortunati da essere distribuiti dalle Mani divine, che
stanno piangendo. Si sentono infelici per non aver meritato la
fortuna di essere stati toccati dalle Mani divine". Questo è ciò che
Bhagavan quella sera ci ha raccontato.

Questo fatto mi ha spronato a fare una domanda: "I sari che piangono,
Swami?!?! Come faccio a crederci? Hanno, i sari, Chaitanya
(Consapevolezza divina)?".
Bhagavan ha affermato: "A questo mondo non esiste altro che
Chaitanya. Non esiste oggetto privo di Consapevolezza. Ricordatelo.
Tuttavia Chaitanya si esprime a tre livelli: 1) a livello fisico ed è
chiamato conscio 2) a livello mentale ed è chiamata coscienza 3) a
livello atmico ed è chiamata Consapevolezza.
Perciò: conscio, coscienza e Consapevolezza sono i tre livelli di
espressione di Chaitanya. In altre parole, ci sono differenze dal
punto di vista dell'espressione, ma fondamentalmente sono tutte e tre
manifestazioni di Chaitanya". Questo è quanto Bhagavan ci ha detto.

"Swami, se tutto è Consapevolezza, se tutto è divino, devo forse
capire che non posso più utilizzare male i 5 elementi? Che non devo
più utilizzare scorrettamente i miei sensi? Che non posso abusare
della natura? Devo interpretarla così?".
Bhagavan ha detto: "Si. Ecco perché ti ho detto di non sprecare
niente.

La fretta conduce allo spreco.
Lo spreco conduce alla preoccupazione.
Dunque, non abbiate fretta.

Non sprecate cibo, non sprecate acqua, non sprecate energia, non
sprecate soldi. Lo spreco del denaro è malefico. Tempo sprecato è
vita sprecata. Sprecare il tempo, è sprecare la vita".

Bhagavan ci ha dato questa informazione, affinché tutti sappiano che
essenzialmente tutto è divino.
In questo modo non possiamo più trascurare niente, non possiamo più
essere negligenti, non possiamo disprezzare niente.

"Grazie Swami - Gli ho detto - Questa sera ci hai detto tantissime
cose".
Bhagavan Si è alzato dalla poltrona, ha fatto alcuni passi, poi Si è
girato ed ha detto: "Che cosa ho detto?".
"Swami, hai detto cose che non sapevamo, cose che avevamo frainteso,
cose che hanno illuminato le nostre vite. Ti sono molto grado di
questo. Grazie".
Poi ho aggiunto: "Swami come hai integrato meravigliosamente la
teologia cristiana con la cultura indiana! Che splendida sintesi. Da
Te non si fa altro che imparare".

Bhagavan, che come sapete deve avere sempre l'ultima parola,
nonostante oramai Si stesse dirigendo verso il Mandir, Si è voltato
ed ha detto: "Imparare? No, no. Imparare è inutile. Dovete cominciare
a sperimentare".

Poi, poiché era arrivata l'ora dei Bhajan, prima di congedarSi ha
aggiunto: "Ricordate questi due insegnamenti di Gesù: 1) 'Tutti sono
Uno, Figlio caro. Sii equanime con tutti'. 2) 'La morte è l'abito
della vita'. E adesso ciao", ci ha detto. (risate)


Ora desidero dirvi alcune cose dette da Bhagavan il  27  DICEMBRE 
2002

Riguardano le esperienze e le osservazioni fatte dal dottor Kalam, il
Presidente indiano, il Primo Cittadino ed un grandissimo devoto di
Bhagavan.
Quel pomeriggio Swami ha detto a tutti: "Domani Abdul Kalam terrà un
discorso a Delhi riguardo l'Università Sri Sathya Sai. Parlerà del
programma adottato nella specializzazione post universitaria PhD.
Vice Cancelliere, vieni qui. Che notizie hai ricevuto da Delhi?".

"Swami, alle ore 11,30 di domani è in programma il discorso del
Presidente, in occasione del Giubileo d'Oro della "Commissione del
Governo dell'India per lo Stanziamento delle Università". Il
Presidente parlerà dell'Università Sri Sathya Sai, con speciale
riferimento al programma adottato nel corso di specializzazione PhD".
"Capisco. Qual è il nostro programma PhD?", ha innocentemente
domandato Swami, forse per farlo sapere a tutti noi.
"Fluoruro e spettroscopia". Il Vice Cancelliere ha
specificato: "Bhagavan, fra tutte le università, al Presidente è
piaciuta l'atmosfera della nostra università".

A questo punto Swami ha raccontato il sentimento espresso dal
Presidente: "Sì, a Kalam è piaciuta questa atmosfera. Gli è piaciuto
Swami e tutto il resto. Ieri il Primo Ministro indiano, il Vice
Primo Ministro, i leader del partito in carica, i capi di stato di
Delhi e Kalam stesso, si sono incontrati per non parlare d'altro che
dell'Università Sathya Sai, per un'ora e mezza. Sapete cosa
hanno detto? Che il nostro è un istituto altamente specializzato.
Vajpayee, il Primo Ministro indiano, ha detto: 'l'Università Sathya
Sai è così importante perché il Maestro ideale, Bhagavan Sri Sathya
Sai Baba, è là'".

(Swami, rivolto agli studenti): "Ehi ragazzi. Avete capito di che
Maestro ideale parla?" (scoppio di risate)
"Swami! Sei Tu!", hanno risposto i ragazzi in coro.

Bhagavan ha aggiunto: "Ascoltate. Vajpayee, il Primo Ministro, ha
detto a Kalam, il Presidente:
'Signor Presidente, conosco Bhagavan Sri Sathya Sai Baba da 20 anni.
Lei è venuto a Sua conoscenza solo da un paio d'anni. Io conosco la
Sua Divinità e so della Sua Università".
Un insegnante ha chiesto: "Swami, ho sentito che Kalam ha detto: 'Sai
Baba ko, Abdul Kalam ka salam - Omaggi a Sai Baba da Abdul Kalam'. E'
vero?".
"Certo, certo, è quanto ha detto - ha confermato Swami - Egli è un
buon devoto. Dovreste esservene accorti da soli".

I ragazzi hanno detto: "Swami, vogliamo che Tu venga ad assistere
alle prove della Giornata dello Sport. Perché non vieni allo stadio?"
"Non ci vengo. Vedrò ciò che avete preparato al momento 
dell'esibizione. Come faccio a venire? Non fate altro che acrobazie
con le motociclette. Io non ho mai guidato una motocicletta. Certo, ci
sono salito una volta, ma dietro. Non ne ho mai guidata una".

"Davvero Swami?"
"Si. Quella volta dovevo tornare da un villaggio chiamato
Karnatakanagepalli che, a causa delle piogge, era sommerso
dall'acqua. Ho dovuto prendere vie secondarie, seduto dietro ad un
uomo che guidava la sua motocicletta. Ma non ne so guidare una.
Ragazzi: però so guidare l'automobile! Ho guidato tutte le Mie
automobili, eccetto la BMW". (scoppio di risate)


29  DICEMBRE  2002

Quel pomeriggio Swami ha detto: "Quando il Presidente è venuto a
Puttaparthi, ha visitato il Super Speciality Hospital ed è rimasto
altamente ispirato. Tornato a Delhi, durante una conferenza ha
parlato del nostro ospedale. Il Governo indiano è estremamente
compiaciuto del lavoro svolto qui e ci ha dato 50 lakh (5 milioni di
rupie) esenti da tasse, al fine di permetterci di procurare i
macchinari dall'estero".

Quel giorno Bhagavan ha parlato con alcuni medici, domandando
loro: "Sapete chi è il tal signore?", indicando qualcuno.
"Si, Swami, è il signor Tal dei Tali", Gli hanno risposto.
Questo è stato il commento di Bhagavan: "La nostra vita è un grande
ospedale. Ogni particella del corpo ha un nome ed una forma ed è
pravritti (esteriore). Purtroppo noi dimentichiamo la natura
interiore (nivritti), che è quella vera, reale, la nostra vera
identità.
Lo scienziato agisce in base a pravritti, adeguatamente assistito del
Governo. Egli, grazie ai vantaggi che gli vengono dati, compie
moltissimi esperimenti verso la direzione giusta. Ma se lo
scienziato non è incoraggiato, diventa negativo e sceglie la via
completamente sbagliata". Così ha detto Bhagavan.


24  DICEMBRE  2002

Quel giorno è stata fatta una sola preziosissima affermazione.
"Swami - ho detto - il Ministro del tale stato ha affermato che farà
molte cose a favore di quello stato".
Swami ha detto: "Davvero?"
"C'è poi anche un altro Ministro che ha promesso di fare molte cose".
"Ah sì? Io non dico mai ciò che faccio. Io non faccio dichiarazioni
riguardo i Miei progetti; ciò che faccio non lo vado a dire. Lo
faccio e basta. Senza dichiarazioni, senza annunci", ha detto
Bhagavan e questo credo essere un'affermazione importante.


31  DICEMBRE  2002

Bhagavan stava parlando di molte cose, nei dettagli. Improvvisamente
ha chiamato un signore anziano e gli ha detto: "Ascolta, c'è un
autista che si è ammalato di varicella. E' debole e magro. Dì ai
responsabili della mensa di portare colazione, pranzo, merenda e cena
a lui e a tutta la sua famiglia, finché l'uomo non si sarà totalmente
rimesso".
I miei occhi si sono riempiti di lacrime. Quanta cura, quanto Amore,
nel rispetto della situazione!
Una doccia d'Amore. Dio sa. Nessuna classe sociale, nessuna casta.


1°  GENNAIO  2003

Ieri sera dovreste aver visto tutti gli studenti dell'Università Sri
Sathya Sai, circa 500 ragazzi, presentare un programma musicale.
Erano presenti anche quegli studenti passati dalla porta
dell'Istituto nel 1969. Potete immaginare cosa fosse. Swami era
felicissimo. La mia osservazione è stata che molti di loro sembravano
più vecchi di Bhagavan stesso!
(risate)

Alcuni di loro erano davvero fuori forma, ingrassati; alcuni
addirittura calvi. Mentre Baba è eternamente giovane e fresco. Il mio
sguardo continuava a passare da Swami a quei vecchi ragazzi
(1). Li chiamo "vecchi ragazzi", perché in realtà sono ragazzi
diventati vecchi. Alcuni sono allergici a questo termine. Come fanno
dei ragazzi ad essere vecchi? Per questo andrebbero chiamati
ex studenti. La vita è giovane, la vita è meravigliosa; la vecchiaia
non esiste. Ero così contento di guardare quei ragazzi riuniti per
l'occasione.

Dovreste anche aver ascoltato i due oratori. Il primo è stato il
Segretario del Central Trust il quale ha parlato del Progetto
dell'Acqua potabile, adesso esteso a Chennay (Madras), la capitale
del Tamil Nadu. Voglio condividere con voi alcuni dettagli.
Immaginate: i tubi dell'acqua si estendono per circa 170 km; sono
stati scavati canali profondi della misura di 40 x 40 piedi (13 metri
di profondità x 13 metri di larghezza).
C'è un posto in Andhra Pradesh chiamato Kandeluru, appartenente al
distretto di Nellore dove è stata costruita una grandissima cisterna
alta 85 piedi. Più alta della statua di Hanuman che abbiamo qui
(nello Stadio di Puttaparthi).
Ogni giorno vengono usati 45 camion pieni di cemento, mentre alcune
attrezzature vengono portate dall'estero. Ci sono betoniere in grado
di impastare con acqua, sabbia e ghiaia, 25 sacchi di cemento alla
volta.
Quando questo progetto è stato illustrato, non ci potevo credere. Un
progetto davvero imponente.
Sono coinvolti migliaia di operai e la progettazione dell'opera è
gestita da una compagnia internazionale, la Larson e Tubro, "L & T
Company". Dovreste averne sentito parlare.
Sapete cosa hanno detto i gestori di questa compagnia? "Finora non ci
siamo mai imbattuti in unprogetto simile. Lavorando a questo
programma, stiamo imparando; stiamo facendo esperienza ed
apprendendo moltissime cose".

Un popolarissimo quotidiano del Tamil Nadu,  il 29 dicembre ha
dedicato un'intera pagina per pubblicare le fotografie del Progetto
dell'Acqua, più due intere pagine per spiegarne i dettagli e
sottolineare la compassione di Bhagavan nei confronti dell'umanità. I
commenti del quotidiano sono stati:

1) Nessun Governo avrebbe mai potuto intraprendere un progetto
simile. Nessun altro se non Bhagavan Sri Sathya Sai Baba.
2) Questo è un progetto completamente non-politico, senza
aspettative, senza condizioni, senza attaccamenti ai risultati
dell'azione. Un progetto interamente altruista attuato da Bhagavan Sri
Sathya Sai Baba. E' un progetto unico ai nostri tempi.
3) Sri Sathya Sai Baba risiede a Puttaparthi, lontano da Chennay,
tuttavia fornisce acqua a quella gente. E' inimmaginabile. Gli
abitanti di Chennay soffrivano per la mancanza di acqua potabile. Il
Governo aveva intrapreso dei progetti, purtroppo tutti falliti. E'
perciò Bhagavan Sri Sathya Sai Baba Colui che rifornisce di acqua
potabile tutti gli abitanti della città di Madras.
4) Questo progetto copre entrambi i propositi: sia quello
dell'irrigazione, che quello dell'acqua potabile.

Queste sono le dichiarazioni fatte dal quel quotidiano e trasmesse a
noi ieri, tramite il discorso fatto da quell'oratore.


Voglio citarvi anche un altro fatto.
Una commissione di esperti e rettori, costituita soprattutto da
membri della "Commissione del Governo dell'India per lo Stanziamento
delle Università", ha visitato l'università di Puttaparthi,
Prashanti Nilayam.
Il comitato è chiamato "Comitato NAAC. National Assessment &
Accreditation Counsel  - Consiglio Nazionale di Accertamento &
Accreditamento". Questo comitato gira tutta la nazione, visitando
tutti i dipartimenti di ogni università, classificandoli, poi, a
livello nazionale. Fa una graduatoria di tutti i dipartimenti e
classifica ogni qualifica, rendimento e ricerca di ogni docente. Se
le loro condizioni non sono soddisfacenti, i docenti non vengono
promossi e l'università viene messa in basso alla graduatoria, in
fondo alla piramide.
Tale comitato va per tutta la nazione ed il suo Presidente
generalmente ispeziona da Delhi tutte le suddette attività. Tuttavia,
in questo caso, è venuto anche lui a Puttaparthi, con tutti gli altri
membri. Queste persone sono molto importanti, di grande fama
nazionale ed internazionale.

Hanno visitato la nostra università, hanno avuto colloqui con i
docenti e con il Rettore, hanno ispezionato l'ostello; sono andati
nell'Istituto di Whitefield e nell'Istituto di Anantapur.  Che
cosa hanno detto? Tutti loro, all'unanimità, hanno affermato che:

1) l'Università Sri Sathya Sai è il gioiello di tutte le università 
dell'India.
2) L'Università Sri Sathya Sai è la miglior Università, l'Università
modello per tutte le altre università che devono seguire il suo
esempio ed imparare da essa.
3) Il mondo intero è interessato ad introdurre i Valori Umani nel
programma di educazione il quale, finora, non ha avuto molto successo
dalle altre parti. Finora è accaduto soltanto nell'Università
Sri Sathya Sai, la quale è l'unica ad aver integrato i Valori Umani
nel programma didattico.
Perciò:
4) Il comitato ha proposto all'Università Sri Sathya Sai di avviare
un organo nazionale di personale accademico  per un'istruzione
completa.

Non è cosa semplice. E' una conquista dell'Avatar del nostro tempo.
Noi (docenti) non ci prendiamo nessun merito. Le cariche, il
programma, la valutazione, l'attrezzatura, tutto è stato guidato da
Bhagavan per tutti questi anni. Dio è perfezione, il Creatore è
perfezione e, di conseguenza, anche la Sua Università non può essere
altro che perfetta. DEVE esserlo. Niente di meno. Ecco qui, perciò,
una felice notizia per tutti i devoti Sai di tutto il mondo.


Devo anche dirvi tre punti che mi sono scordato di raccontare,
riguardo Abdul Kalam, il Presidente indiano.
Dopo essere diventato il Presidente, Abdul Kalam ha mandato a
Bhagavan due mesi del suo stipendio, come contributo. Un Presidente
che manda il suo salario! Salario accompagnato da una lettera di
preghiera: "Bhagavan, Ti prego di accettare. Io sono scapolo, non ho
dunque bisogno di questi soldi. Sii gentile, accettali".
Guardate il nostro Bhagavan! Non li ha versati sul conto corrente del
Central Trust. Non lo ha fatto. Ma ha immediatamente dato istruzioni
affinché venisse istituita una speciale medaglia d'oro nel nome di
Abdul Kalam. Ogni anno verrà data una speciale medaglia d'oro pagata
con gli interessi accumulati dei 2 lakh (200.000 rupie) depositati in
banca.

L'università Sathya Sai è l'unica della nazione ad avere due medaglie
d'oro conferite da due Presidenti. Una medaglia d'oro è a nome del
Dr. Shankar Dayal Sharma, il precedente Presidente indiano e l'altra
data da Abdul Kalam. Questa è la Volontà di Bhagavan.
Il Dr. Kalam, nella sua lettera a Swami, ha inoltre detto: "Swami,
solo in questo luogo ho potuto sperimentare la Pace suprema". Egli ha
anche scritto al Vice Rettore dicendo: "Ogni volta che verrò
lì, non riservatemi nessun posto speciale: voglio sedermi per terra
insieme agli altri devoti. Vengo infatti lì come devoto".

Il giorno della Convocazione (22 dicembre) dovreste aver notato il
Presidente uscire dalla sua stanza, alle 9,00 e cominciare a
gironzolare per tutto l'ashram: stanze, capannoni, auditorio....
Il servizio di sicurezza ha passato l'inferno! (risate)
Lui diceva alle guardie del corpo: "Andatevene. Lasciatemi girare,
lasciatemi solo" e ha passeggiato dappertutto. Ogni cittadino poteva
liberamente dirgli "Sai Ram" e lui rispondeva: "Buongiorno! Sai Ram,
Sai Ram".

Credo che questo sia l'unico luogo dove un Presidente sia mai stato
accessibile ai comuni cittadini. E questo è: "Tutti sono Uno mio caro
Figlio. Sii equanime con tutti", tradotto in realtà, in azione ai
Piedi di Loto di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Questo è il Sanctum
Sanctorum dell'Avatar della nostra epoca.


Possa Bhagavan benedirvi. Grazie.



Note:

1) A. Kumar fa un gioco di parole. Gli ex studenti vengono chiamati "old boy", ossia "vecchi studenti" in base al fatto che non studiano più nell'istituto. A.K.
qui dice che sono vecchi non solo perché sono ex, ma perché sono anche invecchiati.